NR. 46 anno XX DEL 19 DICEMBRE 2015
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L'era Cassingena tra rivoluzioni e ripensamenti

Cinque anni e mezzo di avventura alla guida del Vicenza caratterizzati da sei allenatori, sette esoneri e una presidenza interrotta per otto mesi

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L'era Cassingena tra rivoluzioni e ripensamenti

(C.R.) «Il 17 novembre 2004 iniziava il mio impegno e quello di alcuni amici imprenditori appartenenti al Gruppo Sisa nel Vicenza Calcio. Oggi, 5 giugno 2010, termina quello mio personale». Sono le prime parole dell'ultima conferenza stampa di Sergio Cassingena, quella, che salvo ripensamenti, rappresenta l'addio ufficiale dell'ultimo presidente del club berico. Ecco la cronistoria, più legata alle vicende societarie, di una lunga avventura, durata poco più di cinque anni e mezzo.

 

2004/2005 - Il 17 novembre 2004 Sergio Cassingena e il suo vice Nicola Baggio, accompagnati dal legale Gian Luigi Polato (già dipendente del gruppo Sisa), sottoscrivono a Londra l'acquisto del Vicenza Calcio (costato complessivamente circa 9 milioni di euro, pagabili in sei rate, sino al 2009) dalla finanziaria inglese dell'Enic, che poi viene ratificato una settimana dopo. Il 25 novembre avviene la presentazione ufficiale della nuova società nella sede della Camera di Commercio a Vicenza, in corso Fogazzaro: nelle vesti di direttore generale e amministratore delegato viene presentato Sergio Gasparin, che dunque ritorna al Vicenza dopo i dieci anni (dal 1989 al 1998) iniziati a fianco di Pieraldo Dalle Carbonare. Ad inizio gennaio la cessione di Stefan Schwoch al Napoli sembra cosa fatta, ma dopo un colloquio con il giocatore l'attaccante viene ritirato dal mercato. Ad aprile il Vicenza sostituisce mister Viscidi con Gianfranco Bellotto, ma dopo appena tre giornate viene richiamato in panchina Viscidi. A fine campionato il Vicenza retrocede in serie C dopo aver perso 2-0 entrambe le sfide di playout con la Triestina, ma viene riammessa in serie B durante l'estate a seguito della condanna del Genoa e del fallimento di Perugia e Salernitana. Il nuovo allenatore è Giancarlo Camolese, disposto ad allenare il Vicenza anche in serie C1.

 

2005/2006 - Per il Vicenza un'altra stagione difficile e sfortunata (su tutto l'incidente automobilistico a Julio Gonzalez, al quale verrà amputato il braccio sinistro) dove la salvezza matematica arriva all'ultima giornata, con lo 0-0 al Menti con il Rimini. A fine stagione separazione consensuale tra il Vicenza Calcio e Sergio Gasparin: arriva come direttore sportivo Sergio Vignoni, mentre Sergio Cantarutti viene nominato responsabile dell'area tecnica. Paolo Cristallini smette i panni di calciatore e assume la carica inedita di direttore della prima squadra. Lascia il Vicenza anche lo storico team manager Silvano Caltran e lo staff medico guidato dal dottor Piero Fanton.

 

2006/2007 - Il 30 settembre, dopo la sconfitta (1-2) al Menti contro il Frosinone e un bilancio di un solo punto in cinque incontri, viene esonerato l'allenatore Giancarlo Camolese, che viene sostituito da Angelo Gregucci. A metà ottobre il portiere Matteo Guardalben è vittima di un grave infortunio alla quinta vertebra cervicale a causa di uno scontro fortuito in allenamento con il difensore Trevisan che ne mette a rischio la carriera: rientrerà in campo la stagione successiva. Il 25 novembre, all'indomani della prima vittoria in campionato contro l'Arezzo, il presidente Sergio Cassingena, mentre si trova a casa, accusa un malore legato a disturbi circolatori e viene ricoverato all'ospedale San Bortolo. Il 7 gennaio 2007 viene presentato al Menti il nuovo amministratore delegato Danilo Preto, che entra a far parte del cda del club. In campionato la squadra si salva grazie a un gol realizzato da Paonessa a 7' dalla fine nella gara conclusiva di Crotone.

 

2007/2008 - Il 10 settembre Tiziano Cunico è nominato vicepresidente al posto di Nicola Baggio, che rinuncia alla carica per problemi di lavoro anche se rimane proprietario delle quote azionarie, pari a circa il 15%. Dario Cassingena, figlio del presidente, diventa assistente dell'ad Danilo Preto, pur continuando ad occuparsi del settore giovanile. Il 22 ottobre il d.s. Sergio Vignoni assume la carica di direttore generale sportivo. Il 4 dicembre Cassingena, tre giorni dopo la sconfitta interna con il Piacenza (terza di fila al Menti) si dimette da presidente per motivi personali, ma legati anche al suo stato fisico: gli subentra Gian Luigi Polato, che diventa cosi il quarantesimo presidente nella storia del club berico. Alla fine dell'anno solare 2007 il Vicenza chiude la classifica con 13 punti in 20 gare e la società si butta sul mercato di gennaio, investendo alcuni milioni di euro, per portare sotto i colli Berici, tra gli altri, Zampagna, Fortin, Bernardini e Matteini, artefici poi di una grande rimonta nel girone di ritorno, con la salvezza che arriva alla penultima giornata. A fine stagione si ritira Stefan Schwoch (che tuttavia rimane nel club visto che il suo contratto, spalmato più volte, scade nel 2010) mentre Paolo Cristallini, anche attraverso l'acquisto di quote, entra a far parte del consiglio di amministrazione e assime l'incarico di responsabile dell'area tecnica.

 

2008/2009 - Il 25 luglio Sergio Cassingena torna alla presidenza del club, mentre Gian Luigi Polato rimane come vice a fianco dell'altro vicepresidente Tiziano Cunico. A metà dicembre, al termine di una vertenza legale piuttosto aspra, viene risolto il contratto con il direttore sportivo Sergio Vignoni, ruolo in pratica già preso da qualche mese da Paolo Cristallini. La squadra di Gregucci ottiene la salvezza con 270' di anticipo, ma poi perde le ultime tre giornate, finendo a +1 dalla zona play-out. Neanche in un campionato senza patemi finali, c'è la possibilità di gioire: nella penultima giornata a Parma, un tifoso del Vicenza, Eugenio Bortolon, cade dagli spalti del Tardini e muore. A metà giugno la società, per voce dell'a.d. Preto, rende nota la conferma del tecnico Angelo Gregucci, che però il giorno dopo annuncia la sua partenza per l'Atalanta in serie A. La scelta dei dirigenti berici come nuovo tecnico cade su Rolando Maran.

 

2009/2010 - Il 7 settembre, vigilia della festa del patrono di Vicenza (l'8 le banche sono chiuse), il Vicenza salda il conto con l'Enic, versando l'ultima rata agli inglesi dell'Enic. Ora la società è tornata totalmente in mani vicentine e può quindi essere realisticamente ceduta, anche se Cassingena & soci continuano ad invocare l'ingresso di soci di minoranza. Durante la stagione cominciano le prime trattative per l'acquisto della società. Tra i più attivi c'è il senatore Alberto Filippi che ha numerosi incontri con i vertici societari, ma la trattativa si arena dopo uno scambio acceso di accuse, attraverso i giornali, con il vicepresidente Polato. Anche le altre trattative si arenano a metà primavera quando la squadra precipita in zona retrocessione. Poi si ripete quando avvenuto cinque anni prima: il 28 marzo dopo la sconfitta di Mantova (terza di fila in una settimana) viene esonerato Rolando Maran e al suo posto arriva il "decano" Nedo Sonetti, che tuttavia viene sollevato dall'incarico dopo tre giornate, pur avendo un contratto anche per la stagione successiva in caso di salvezza. Con Maran nuovamente in panchina il Vicenza si salva solo all'ultima giornata a Salerno, dove vince a fatica 1-0. E siamo ai titoli di coda: nel cda del 4 giugno vengono accettate le dimissioni di Gian Luigi Polato ma non quelle di Tiziano Cunico, che dunque, almeno sino a fine giugno, rimarrà vicepresidente. Ora si attendono i nuovi soci. Ammesso che arrivino...

 

nr. 22 anno XV del 12 giugno 2010

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