NR. 10 anno XIX DEL 15 MARZO 2014
la domenica di vicenza
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Davide Montagna e David Maria Turoldo

Sala Sette Santi Fondatori
Santuario di Monte Berico
Orario: sabato, domenica
Chiude il 26 settembre

di Maria Lucia Ferraguti

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Davide Montagna e David Maria Turoldo

Per padre Davide Montagna (Milano 1937 - 18 maggio 2000) e padre David Maria Turoldo (Coderno 1916 - Milano, 6 febbraio 1992), religiosi dell'Ordine dei Servi di Maria del santuario di Monte Berico, è stata allestita una mostra a cura di padre Giorgio Vasina e Francesca Gaianigo. L'esposizione affronta, attraverso le diverse testimonianze, la comune affinità d'intenti e di umanità.

Non mancano i riscontri, commoventi nelle storie da scoprire, con il richiamo all'infanzia, alla povertà, alla consapevolezza della vocazione, all'impegno del sacro nel quotidiano. La loro testimonianza di fede ha la dimensione della loro umanità ed è voce del loro spirito. Nell'opera poetica di padre Montagna s'inscrive il sentimento profondo per l'Ordine dei Servi di Maria e lo evoca la forte tensione alla spiritualità. I versi diventano lirica nella raccolta dal titolo "Carte cordiali", e accettano di essere traducibili in forma musicale, quale la suggestiva Regina del Cielo. Padre Montagna è scrittore raffinato, ed interprete del sentimento mariano della famiglia quando fonda il movimento Le diaconie laiche dei Servi di Maria. Forte è la sua voce nell'impegno di direttore nella prestigiosa rivista «Studi storici OSM». Lo si scopre inoltre collaboratore di numerose riviste ed appare nella figura di docente alla facoltà Marianum di Roma e presso lo Studio Teologico di Vicenza.

Ordinato sacerdote nel 1940 Padre Turoldo ha un rapporto stretto con Vicenza dove stabilisce legami con il musicista Bepi De Marzi, l'editore Rienzo Colla, Mario Rigoni Stern, Carlo Gemignani e Andrea Zanzotto. Attraverso questa esperienza Turoldo affida la sua scrittura alla casa editrice vicentina La Locusta. La sua poesia riflette la profonda ricerca della spiritualità. L'esperienza della predicazione e il suo impegno si esprimono con la partecipazione al sogno di Nomadelfia. Nell'esposizione emerge la figura di padre Turoldo, attraverso il percorso spirituale, umano ed intellettuale. Nel vivere da testimone il suo tempo aderisce alle voci della cultura con Giorgio La Pira, Primo Mazzolari e Ungaretti, Sciascia, Carlo Bo, Vittorini, rende la sua poesia simile ad un canto elevato alla "Parola Divina".

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