NR. 46 anno XX DEL 19 DICEMBRE 2015
la domenica di vicenza
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Il “rischio evasione” dilaga al sud

Male la situazione a Crotone, Catania e Ragusa. Bortolussi (CGIA di Mestre): “Per combattere l’evasione fiscale non basta l’attività di contrasto: bisogna abbassare anche il carico fiscale”

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Il “rischio evasione” dilaga al sud

Se Trieste, Bologna e Bolzano sono le realtà provinciali più fedeli al fisco, le province di Crotone, Catania e Ragusa, invece, sono quelle più a “rischio evasione”. A denunciare questo risultato è una elaborazione condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre su fonte dell’ Unioncamere del Il “rischio evasione” dilaga al sud (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Veneto [tabella a fondo pagina]. In pratica, la CGIA ha mappato il “rischio evasione” presente su tutto il territorio nazionale.  «Il risultato di questa elaborazione – commenta Giuseppe Bortolussi [a sin.], segretario della CGIA di Mestre – è stato ottenuto facendo la differenza tra livello di reddito disponibile delle famiglie di ciascuna provincia  e il dato ottenuto dalla media di alcuni sottoindicatori che individuano il livello di benessere reale di un territorio. In buona sostanza, dove lo stile di vita supera il redito disponibile, c’è una fondata ipotesi che ci troviamo di fronte ad un territorio ad alto rischio di evasione».

Dalla CGIA sottolineano che il dato medio provinciale del livello di benessere è stato ottenuto mettendo a confronto la quota delle case di lusso sul totale delle abitazioni, i consumi alimentari, la crescita dei depositi bancari negli ultimi 3 anni, il numero di auto immatricolate ogni 1.000 abitanti, i consumi dei carburanti, la percentuale di auto con cilindrata superiore ai 2.000 cc e i consumi di energia elettrica per uso domestico. Rispetto ad un dato medio Italia pari a 100, le differenze tra Nord e Sud sono evidentissime. Se Trieste (+48 rispetto alla media Italia), Bologna (+42), Bolzano (+38) e Milano (+ 33) si piazzano nelle primissime posizioni (ovvero, sono le meno interessate dalla presenza di fenomeni evasivi), la situazione al Sud è drammatica. Il “rischio evasione” dilaga al sud (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nella classifica generale, la prima provincia del Mezzogiorno è Pescara (+1 rispetto alla media Italia) che si piazza al 53° posto. Di seguito troviamo tutte le altre, con una situazione per le realtà del profondo Sud  (come Reggio Calabria, Brindisi, Caserta, Messina, Benevento, Siracusa, Crotone, Catania e Ragusa) veramente drammatica. 

In funzione di questi risultati e in base anche ai dati presentati oggi dalla Guardia di Finanza, il Segretario Giuseppe Bortolussi, dichiara: «Appare evidente che la sola azione di contrasto all’evasione non basta. Bisogna ridurre il carico fiscale per far sì che chi non paga sia incentivato a farlo. La pressione tributaria italiana è troppo elevata e, purtroppo, costringe molti soggetti a tuffarsi  nel sommerso. E’ vero, come sostiene il prof. Friedrich Schneider, che l’incidenza dell’economia sommersa sul Pil, che costituisce la principale forma di evasione, è da noi molto elevata e pari ormai al 22%, ma è altrettanto vero che in Belgio è al 17,8%, in Svezia al 15,4% e in Germania al 14,6%. Insomma, se teniamo conto, come dimostra anche la nostra elaborazione, che c’è una forte differenza tra il Nord ed il Sud Italia, in molte realtà centrosettentrionali il dato medio è ben al di sotto dei risultati medi riportati nei Paesi Ue appena elencati».

Tabella: Il rischio evasione nelle province italiane [click per ingrandire]

Il “rischio evasione” dilaga al sud

 

nr. 24 anno XVI del 25 giugno 2011

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