NR. 46 anno XX DEL 19 DICEMBRE 2015
la domenica di vicenza
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Quali aziende hanno successo su Facebook?

Ascoltare il proprio fan/utente ed evitare derive commerciali o autoreferenziali. L’anticipazione dei risultati dell’indagine del Cuoa su: “Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali di Facebook”

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Quali aziende hanno successo su Facebook?

Come ottenere successo su Facebook? Come riuscire a tenere vivo il rapporto tra l’azienda e i propri fan? Per capire come utilizzare Facebook al meglio, studiandolo dalla parte degli utenti e non delle aziende, Lorenzo Amadei e Claudia Zarabara, referenti dell’area Social media marketing della Fondazione CUOA, hanno realizzato una ricerca inedita. Svoltasi completamente on line, l’indagine ha cercato di capire il rapporto tra utenti di Facebook e pagine aziendali.

«Su questo tema - anticipano i due curatori - si trovano analisi e commenti secondo il punto di vista delle aziende (perché essere presenti nei social media e come integrare questi strumenti nella propria strategia di comunicazione e marketing). Molto più difficile è trovare studi/indagini che pongano l’attenzione sul punto di vista dell’utente».

Quali aziende hanno successo su Facebook?Alla ricerca hanno risposto 849 persone. L’anticipazione dei risultati [contenuti nell’infografica allegata a destra, click per ingrandire] dice che l’utente di Facebook percepisce la presenza delle aziende (o degli enti, dei personaggi pubblici ecc.) come qualcosa di normale all’interno del social network, tanto che più di 8 persone su 10 hanno affermato di essere fan di almeno una pagina: un numero di utenti enorme, quindi, cui le aziende possono rivolgersi direttamente e con cui possono instaurare un rapporto e un dialogo diretto.

Oltre il 33% dei rispondenti è fan da 1 a 5 pagine, e il 24% da 6 a 10 pagine. Stupisce il fatto che le pagine aziendali sono mediamente più seguite, 68% dei rispondenti, rispetto a quelle dei personaggi pubblici/famosi (62,5%).

Focus interessante della ricerca, l’indicazione della ragione per cui l’utente Facebook diventa fan della pagina aziendale. Nel 72,8% dei casi per hobby o interessi personali; segue l’essere informati rapidamente (55,6%), l’interesse professionale (48,4%) ed il senso di appartenenza, 31%. Tra i motivi che spingono un utente a disinnamorarsi dell’azienda/ente/personaggi, invece, ci sono i troppi messaggi, (64,7%) (risposta più alta), messaggi troppo (o solo) pubblicitari (49,6%), messaggi ripetuti troppe volte (41,5%), notizie non interessanti/utili (40,1%), messaggi non tempestivi (28,2%) e azioni dell’azienda che non si approvano, 25,8%.

«L’aspetto cruciale che emerge dalla nostra ricerca - commentano Zarabara e Amadei - è rappresentato dalla necessità di una comunicazione corretta, che coinvolga l’utente/fan, che gli riconosca l’importanza di aver associato il proprio nome a quello della pagina, che gli riconosca correttamente ruolo e intelligenza. L’utente, infatti, non gradisce messaggi troppo o esclusivamente commerciali, mentre cerca/chiede un dialogo trasparente e diretto. Illuminante, in tal senso, il progetto 2.0 “Nel Mulino che vorrei” (Barilla - presentato in Fondazione CUOA nel maggio 2010), che a titolo di premessa dice: “Questo progetto non parla, ascolta - Questo progetto non dice, fa - Questo progetto non insegna, impara”».

Il valore aggiunto della comunicazione in un ambiente social come Facebook è proprio l’ascolto del cliente, inteso come comunicazione a tutti gli effetti bidirezionale. Ciò che l’utente chiede è di poter esprimere il suo pensiero in un rapporto alla pari con l’azienda o l’ente o il personaggio pubblico di cui è fan: visto dal lato della business page, indipendentemente da chi essa rappresenta, è dunque importante abbandonare l’autoreferenzialità e offrire ascolto al cliente.

 

I risultati complessivi della ricerca verranno presentati in autunno alla Fondazione CUOA. Aggiornamenti sull’indagine saranno pubblicati alla pagina www.facebook.com/cuoaxte

 

nr. 28 anno XVI del 23 luglio 2011

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