NR. 10 anno XIX DEL 15 MARZO 2014
la domenica di vicenza
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Oki Izumi

Yvonneartecontemporanea
Contra’ Porti, 21
Orario: martedì-sabato 15.30-19.30
Chiude il 20 aprile

di Maria Lucia Ferraguti

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Oki Izumi

Oki Izumi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il verso poetico “ho aperto una finestra” di Giorgio Longo alimenta la via espressiva di Oki Izumi, l’artista dalle opere di vetro, simili a roccaforti della contemporaneità, affinate dalla qualità della trasparenza. il pensiero corre ad ispirati modelli architettonici di grande intensità, paralleli ad aperte costruzioni astratte dalle superfici piane separate, sovrapposte, e scalate, che per la permeabilità dello spessore, l’evidente trasparenza suggeriscono di essere molto vicine a progetti realizzati del nostro tempo. I volumi risaltano nello slancio verticale di acquose guglie puntate verso lo spazio, modulano forme di scalinate e slanci di arcate, generano impilate foreste vetrificate. La fragilità muta in fluida energia fino a esprimere il sicuro pensiero di Oki Izumi nei saldi disegni, nei quali il richiamo alla classicità trasforma la tensione in ideale e la purezza della materia in simboliche forme vetrificate. E le sculture vibrano in rapporto con la luce fino a perdere ogni gravezza per il fine di suscitare in armonia un dialogo mutevole con una luminosità variata, che fra le superfici scende verso nuove profondità, rivela passaggi rapidi d’ombre, alimenta mobili luminosità. Le opere nascono dall’animo e dalla competenza di Izumi, artista capace di dare alle sculture una loro giusta misura fino ad incanalare il loro senso verso una ricerca della perfezione al di là del nostro presente: il vetro è una materia difficile, riconosce la scultrice ed è appunto il livello della difficoltà a stimolare la sua passione. Izumi vive in Italia dove è arrivata dopo aver ottenuto una borsa di studio da parte del Governo italiano nel 1977. Per l’espressione delle opere è possibile riconoscere l’intervento sulle lastre, tagliate e sovrapposte nei loro diversi passaggi. I “tagli”, attraverso i quali filtra la luce avvicinano l’artista al movimento Spazialista e soprattutto alla memoria di Lucio Fontana, il quale ha sottratto all’opera il peso per renderla, per trasparenza, sempre più vicina all’idea. L’artista espone, accanto alle opere alcuni gioielli di vetro. Per i suoi lavori è stata invitata alla Triennale di Milano –Arti Visive (1983) ed alla Biennale di Venezia Architettura (1985). Inoltre ha esposto alla Galleria d’Arte Moderna di Roma con Paola Levi Montalcini (1998) ed al Museo Civico di Lubiana (Slovenia) per quindi presentare i lavori, con Ito Itsuki Damiani, all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma nel 2010.

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