NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Storie di eterni ritorni

Dalla raccolta di racconti firmata da Luca Valente emergono tante domande non su quesiti filosofici ma che appartengono al nostre essere quotidiano

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Storie di eterni ritorni

Storie di eterni ritorni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"C’è qualcosa che si ripresenta puntualmente nelle nostre esistenze, eppure raramente ce ne rendiamo conto. Legami speciali che paiono trascendere i confini di spazio e di tempo, incontri travestiti da incredibili coincidenze, commiati che crediamo siano addii invece che semplici arrivederci. Niente sembra durare per sempre, ma se proviamo a gettare lo sguardo un po’ più in là, ecco che il senso dell’eterno torna a sfiorarci… E quando riusciamo a scostare il velo dell’apparenza, riscopriamo verità che ci appartengono da sempre. Tutto è dentro di noi, ma non lo sappiamo. Finché non ritorna...”. In queste note di copertina di Storie di eterni ritorni, nuova raccolta di racconti di Luca Valente, c'è tutto il senso di un'operazione letteraria che, a dispetto della solo apparente brevità, racchiude un tema denso di significati. Tanto da spingerci, una volta chiusa la pagina, ad interrogarci, a chiederci un perché. E non si tratta di domande filosofiche, come qualcuno potrebbe sbrigativamente affermare, ma di quelle domande che appartengono a tutti noi, indipendentemente da chi siamo o da cosa facciamo. Domande in cui ognuno, prima o dopo, si può riconoscere.

 

Storie di eterni ritorni (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Come scrive nella prefazione Loris Rampazzo, "L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! Che significato ha questo folle mito?. Se Milan Kundera ha dato inizio a L’insostenibile leggerezza dell’essere con questo paragrafo, ora un motivo ci dovrà pur essere perché Luca Valente affidi una raccolta di racconti al titolo Storie di eterni ritorni. Sì, un motivo preciso c’è, in effetti. E ha a che fare con la vita e la morte. Perciò eccoci a sfogliare questa pubblicazione e accorgerci meravigliati che i racconti non solo parlano di noi, ma parlano a noi. E se per una volta fosse il cuore a comandare sulla ragione? Storie di eterni ritorni è questo: un’opera di riflessione, ma soprattutto di risveglio. Il risveglio dopo il buio della sonnolenza, dell’inconsapevolezza, dell’abitudine, della routine, del non ho tempo per queste cose. Abbiamo tutti bisogno di sviluppare una maggiore consapevolezza di chi siamo, della responsabilità che portiamo con noi e consegniamo al nostro futuro: un domani tutto ciò che resterà di noi sarà l’eredità in lascito ai posteri, e questo si chiama sopravvivere negli altri. Come afferma Kundera, 'nel mondo dell’eterno ritorno, su ogni gesto grava il peso di una insostenibile responsabilità', ma Nietzsche definisce l’idea di eterno ritorno 'il fardello più pesante'. Dobbiamo allora temere tutto questo? No, perché ‘se l’eterno ritorno è il fardello più pesante - continua Kundera - allora le nostre vite su questo sfondo possono apparire in tutta la loro meravigliosa leggerezza’”.

Il filosofo Gabriele La Porta ha scritto di recente che le coincidenze sono delle pieghe nel tempo e nello spazio e dentro sembra esserci appoggiato il nostro destino: quando incontriamo una di queste pieghe ci appaiono le sincronicità, che la logica non ci può spiegare. Un concetto di armonia che può salvarci dall’illusione di poter vivere separati da ciò che ci circonda. E prima di lui James Hillman, il grande maestro di pensiero e indagatore come pochi altri dell’animo umano, aveva scritto che per comprendere il significato profondo delle coincidenze bisogna sviluppare quello che lui stesso chiamava il pensiero del cuore.

Con il piglio autorevole dell'abile narratore e senza mai trascurare l’affascinante teoria junghiana della sincronicità e delle coincidenze significative, Valente traccia nei suoi sette racconti un quadro credibile dei più segreti moti dell'animo umano. Ricordandoci che, se è vero che niente è per sempre, è altrettanto plausibile che ciò che è stato può, per misteriosa alchimia, ancora ritornare. E che, come qualcuno ha già scritto, ciò che abbiamo amato ritorna sempre a noi per qualche sia pur imperscrutabile motivo. Come nel racconto L'amore imperfetto del signor N. in cui un uomo, inseguito dai fantasmi di un oscuro passato, giunge in uno sperduto borgo di montagna dove incontra l'altra metà di un destino che gli presenterà un conto altissimo da pagare, racchiuso nelle parole scritte, con mano di donna, nell'ultima pagina di un libro: Venne un uomo, un giorno, e si prese metà della mia vita. Poi tornò, e mi offrì la sua in cambio. Da allora gli appartengo, e sarà così in eterno.

Abbiamo incontrato Valente e dialogato con lui.



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