NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Decima edizione del Premio “ Giacomo Zanella”

di Italo Francesco Baldo

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Decima edizione del Premio “ Giacomo Zanella”

 Da dieci anni il Comune di Monticello Conte Otto nel cui territorio, a Cavazzale, il poeta Giacomo Zanella trovò il suo buon ritiro organizza un Premio intitolato all’illustre concittadino. Il tema di quest’anno era “il tempo della serenità” e la foto si riferisce proprio alla premiazione avvenuta il 2 maggio. Ben si è riferito quest’anno il tema al motto, Datur hora quieti, ricavato da Orazio che Zanella appose in lettere di bronzo dorato sul frontone della villetta che si era costruito nella frazione di Cavazzale in quel Comune sulle rive del tranquillo Astichello, il fiume che ispirò tanti sonetti al poeta che li raccolse e pubblicò nell’ultima parte della sua vita.

 Il Concorso ha visto, come negli anni precedenti, un foltissimo gruppo di partecipanti, che hanno proposto il loro racconto sul tema dato. Il Premio è uno dei pochi che richiede la stesura di un racconto sul tema proposto e una Giuria, presieduta dall’Assessore alla cultura del Comune, Maria Luigia Michelazzo, dopo ampia disamina esprime il proprio giudizio, selezionando 30 racconti su quelli pervenuti e poi stabilendo i vincitori (tre); tutti gli altri hanno l’onore di veder pubblicato il proprio racconto. La Giuria quest’anno ha avuto la partecipazione della scrittrice Sara Rattaro, il cui ultimo romanzo Niente è come te ha avuto successo e vasta eco per il tema trattato, quello dei bambini contesi tra genitori di Stati diversi con legislazioni differenti sull’affido dei figli. Sara Rattaro ha invitato a continuare sulla strada intrapresa, perché il Premio “G. Zanella” è un’opportunità per giovani talenti e per coloro che nella difficile strada della scrittura si cimentano nel proporre contenuti e riflessioni che aiutano l’uomo ad essere migliore.

Decima edizione del Premio “ Giacomo Zanella” (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) La prima classificata, Ilaria Fravolini di Roma, con il racconto Il ghiaccio e il sole ci fa comprendere come nella nascita, in questo caso di un cucciolo di balena, vi sia in ogni modo una serenità pur nelle difficoltà, a volta tragiche della vita, la madre muore dandolo alla luce. Lorenza Farina di Sandrigo (VI), seconda classificata con il racconto Lezione di acquerello c’indica come nelle cose che desideriamo compiere vi debba sempre essere, insieme alla tecnica, che va acquisita, si debba anche “giocare s tutto se stessi” per dare significato alla vita e a quanto è costruito, perché nella realizzazione di se stessi, troviamo quella serenità che ci rende migliori a noi stessi e al mondo. Infine la terza classificata Cinzia Capitanio di Vicenza, terza classificata con Il tempo di Luna e Sole evidenzia come la serenità possa essere trovata anche in con dizioni difficili, se siamo circondati da affetto e tensione a rintracciare quello che è veramente importante, ossia gli affetti familiari e il calore dell’amore, che esprime non solo un sentimento, ma un modo di vivere la vita.

 La pubblicazione di questi racconti, insieme con gli altri 27 nell’elegante volume edito dalla Casa Editrice Veneta ha trovato anche il significativo contributo della regione Veneto e la fattiva partecipazione della Pro Loco Monticello Conte Otto.

Come in ogni edizione del Premio, e sempre con il contributo della regione Veneto, anche quest’anno si è proposto uno studio sulla figura di Giacomo Zanella. Tra i precedenti ricordiamo quelli di Giovanni Giolo sulla relazione tra il poeta della Conchiglia fossile e Giacomo Leopardi, un saggio significativo e di grande rilevanza soprattutto sul tema della visione dell’umanità del poeta di Recanati. Vi sono poi gli studi di Mariafulvia Matteazzi-Alberti sulla storia dell’arte nel periodo in cui visse lo Zanella, quelli del professor Claudio Povolo dell’Università di Venezia sul periodo storico post-unitario e quelli dello scrivente su Zanella Educatore e su altri argomenti. Quest’anno è stato proposto il saggio Zanella Sacerdote, edito dall’Editrice Veneta, che pone in evidenza come il poeta fosse prima di tutto presbitero della Chiesa Cattolica e che tutta la sua attività di poeta, di uomo di cultura di educatore non sia stato che al realizzazione di quel servizio alla comunità cui un prete è vincolato. L’Abate Zanella, com’era appellato, non fu mai a capo di una parrocchia e tanto meno di un’abbazia, ma il titolo era “d’uso” come per l’abate Giuseppe Parini o il vicentino Sebastiano Rumor.

 Decima edizione del Premio “ Giacomo Zanella” (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La novità di quest’anno dello studio è stata la pubblicazione del manoscritto Note di religione, che è presso l’archivio delle Dame Inglesi di Vicenza, dove lo Zanella fu Direttore, allora si diceva Sovrintendente, negli ultimi anni della sua vita. Suor Maria Rosa Casati Superiora ha concesso la pubblicazione che Suor Alessandrina Dal Lago ha trascritto con quell’amore verso Zanella che riempie ancora i suoi 89 anni di vita quasi tutti dedicati all’educazione dei giovani vicentini nell’Istituto di Contrà San Marco che continua nell’opera educativa voluta dalla fondatrice Mery Ward e che ha reso le Dame Inglesi protagoniste nella prassi formativa dei giovani.

 Il testo Note di religione, propone le riflessioni di impostazione catechistica sui Sacramenti e sul valore della Grazia per la vita del cristiano. Essi attestano la preparazione teologica del sacerdote Zanella e la sua costante preoccupazione nella formazione religiosa dei giovani. Narrano, infatti, i testimoni, che quasi si trasformasse, pargoleggiava, quando spiegava i contenuti della religione cattolica, e ciò non poteva che derivare dalla sua profonda fede. Fede che lo portò ad analizzare e riflettere sulla grande novità del suo tempo, l’evoluzione di C. Darwin dando l’avvio a quel dibattito tra scienza e fede che ancor oggi è uno dei più importanti. Si ricorda che ebbe dei dubbi tra il 1872 e il 1875, ma chi non li ha, soprattutto quando dolori familiari, la perdita della madre, la caustica critica di detrattori di parte più che conoscitori, la malcelata avversione di qualche sacerdote alla sue posizioni a favore dell’Italia unita, dopo la presa di Roma, lo esacerbavano, ma lui con carità non pronunciò mai parole contro costoro, anzi cerco di comprenderli come fece con Vittorio Imbriani. I dubbi, le difficoltà nella fede sono naturali in un credente e comunque lo Zanella li superò con nuovo entusiasmo nella fede stessa, grazie anche all’opera dei frati Francescani di Chiampo e ad un rinnovato slancio nella poesia, di cui sarà suo onore la silloge Astichello.

 Nel volume trova posto anche l’edizione di un altro manoscritto, quello di una poesia, nota nella trascrizione, ma non nell’originale che riporta la data di stesura che non è quella comunemente nota. Alla Famiglia di Giovanni Dentilli è andato il ringraziamento per aver concesso la pubblicazione del testo, che qui sotto riportiamo.

 L’importanza di un Premio, come quello intitolato a Giacomo Zanella, è nella sua continuità, ben dieci anni, nella capacità organizzativa dei Sindaci, (Alessandro Zoppelleto prima e Claudio Benincà oggi) e soprattutto dell’assessore Maria Luigia Michelazzo, che ha potenziato nel Comune di Monticello Conte Otto una prospettiva culturale che si allarga dalla figura del poeta, trascurato in patria, ma oggetto di studio e di pubblicazioni all’estero, l’ultima a Londra a cura del Dr. Noor Giovanni Mazhar, alle prospettive contemporanee e di valorizzazione del territorio. Se poi si vogliono rintracciare edizioni di opere di non facile reperibilità sul mercato, sempre dello Zanella, in appositi siti degli Stati Uniti, ciò è possibile.

 Riflettere sul proprio passato, sui “grandi” protagonisti spesso dimenticati più per ignoranza che per analisi critica, aprirsi alla loro poesia, alla loro arte consente di poter anche intraprendere nuove strade, nuovi orizzonti, possibili solo e soltanto se si abbia quel necessario rapporto con i grandi del passato. Giacomo Zanella non è solo un poeta, ma un uomo completo che nel servizio sacerdotale diede se stesso e la sua poesia che trasse dai classici antichi e italiani linfa vitale, e contemporaneamente attinse alle letterature straniere, perfino quelle degli Stati Uniti, che tradusse e divulgò al pubblico vicentino e italiano. Egli seppe cogliere il bello ed il buono riflettendo anche sulle vicende umane tristi, ma mai senza quel filo di speranza di cui anche oggi abbiamo più che mai necessità.

 L’intento dell’Amministrazione Comunale di Monticello Conte Otto da dieci anni va lungo questa via, coinvolgendo centinaia di scrittori e diffondendo il valore del poeta dell’Astichello, quindi: lunga vita al Premio.

 

 

Per gentile concessione della famiglia Giovanni Dentilli.

Poesia dal manoscritto originale di G. Zanella

Lato A

Due soli amori,

come due fiori,

Stan nel cor mio:

La mamma e Dio.

 *

 In questa vita

 La miglior via

 Dolce mi addita

 La mamma mia.

 *

In canto e riso

Vita più cara

In Paradiso

Dio mi prepara.

 *

Due soli amori,

Come due fiori,

Stan nel cor mio:

La mamma e Dio.

 

 8 Settembre 1878 G. Zanella

Lato B

Come i fiori, così gli ucc(elli) (?)

Imitiamoli! Pregando,

Studiando e lavorando

Onoriamo a tutte le ore

La potenza del Signore.

 

 Trascriviamo qui l’originale autografo datato della poesia, senza titolo, con firma di G. Zanella; è scritto su un foglio che risulta ritagliato a forma di “T” rovesciata, nel lato A; nel lato B un lacerto probabilmente di un’altra composizione. Il termine d’incerta lettura, a causa di uno strappo, può però essere “ucce” (uccelli) e per il contenuto successivo, riferirsi a Matteo 6, 26-34 e Luca 12, 23-40. Il foglio autografo del poeta è stato donato al dott. Salvatore Dentilli, Direttore didattico dal 1954 al 1971 nel Provveditorato agli Studi di Vicenza in vari Circoli Didattici (Lonigo, Marostica, Altavilla Vicentina e Dueville), quando era in quello di Dueville. Ora è nella proprietà della famiglia Giovanni Dentilli, che liberalmente l’ha messo a disposizione. La poesia fu pubblicata senza titolo da Angelina Lampertico-Mangilli in Giacomo Zanella e i fanciulli-Reminiscenze, Vicenza, Tip. S. Giuseppe, 1893, p.13, che la ricevette dal poeta; è pubblicata con il titolo Poesiola nel volume G. Zanella, Poesie postume, in ID, Poesie Rifiutate, Disperse, Postume Inedite, a cura di G.Auzzas e M. Pastore Stocchi, Vicenza, Neri Pozza, 1991, p 280 e Nota p. 483 che lo dichiara “ apografo datato «settembre 1879», intitolato Versi per Ester e Maria Grandesso”, ed è posseduto dalla Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza con la nuova collocazione CL.10.22 Appunti su G. Zanella.

 

nr. 18 anno XX del 9 maggio 2015



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