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Interventi

Banca Popolare di Vicenza: il minuto popolo degli azionisti

di Mario Giulianati
28 novembre 2015

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Interventi

Banca Popolare di Vicenza: il minuto popolo degli azionisti

 

 

Leggo, su Vicenza Piu’, le prime ufficiali dichiarazioni del neo Presidente della Banca Popolare di Vicenza, Cavaliere del lavoro Dottor Stefano Dolcetta e immediatamente dopo le ultime, da Presidente della stessa Banca evidentemente, dell’ex Presidente Cavaliere del Lavoro Dott. Gianni Zonin. Ambedue hanno, come accade in simili situazioni, il sapore della ufficialità. Quindi scambio di funzioni, scambio di congratulazioni, complimenti, auguri. Linguaggio dai toni pacati, affermazione di reciproca stima e rispetto. Tutto secondo le migliori tradizioni formali. Riporto due brevissimi brandelli tratti dai due comunicati. Uno per ciascuno. Il primo, del Dott. Dolcetta che recita Sapremo, a fianco delle nostre Istituzioni, essere trasparenti e chiari con i nostri Soci e con i nostri Clienti…”.

ZONIN-_DOLCETTA (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica) Il secondo, del Dott. Zonin che, riferendosi al suo successore, dice “il punto di garanzia e di rappresentanza istituzionale per i Soci, i Clienti e i dipendenti della nostra Banca. Noto che ambedue nominano i “soci” una sola volta, e solo come elemento complementare, senza dedicare loro un specifico passaggio. Penso che quasi tutti i soci si attendessero dal neo Presidente un impegno pubblico di sostenerli nelle loro giustissime rivendicazioni di tutela del risparmio, di sostegno delle loro attività legate, in moltissimi casi, alla garanzia delle loro azioni. È sperabile che questo avvenga al più presto ma indicando anche, con la massima chiarezza, da dove, e da chi, nasce la sua pur stimabile e condivisibile candidatura alla presidenza testé trasformatasi in realtà. È un dato che indubbiamente necessita affinché il popolo minuto degli azionisti ritrovi un briciolo di speranza e, conseguentemente, di fiducia. Analogamente i medesimi soci si attendevano dall’ex Presidente Cav. Zonin un momento di maggior attenzione di quanta non sia stata loro dedicata. È vero che la banca ha fatto, in venti anni un salto di quantità e, per parte di questi anni, anche di qualità e che vi è chi giustamente può rivendicarne il merito. Vero anche che nelle prime fila dei meritevoli vi sono certamente i lavoratori che andavano sicuramente ringraziati come il Cav. Zonin ha fatto. Ma qualche cosa penso che dovrebbe essere stata detta al popolo minuto degli azionisti, senza i quali la banca non esisterebbe nemmeno. Magari per esternare il rammarico per quanto è accaduto. Fosse solo per dividere con loro un disagio che non è esclusivamente quello di un pur triste addio a una grande avventura, ma che durerà a lungo e coinvolgerà, socio per socio, le famiglie, le attività di ognuno, le personali speranze. Fosse solo la speranza, persa, di festeggiare un centocinquantesimo anniversario, in serenità. Cosa che non avverrà.



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