NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Monte Berico, altro miracolo: Cicero è il mediatore

Ex assessore alla mobilità di Palazzo Trissino, ma non in quiescenza: “Presento lo studio di fattibilità per salire in cabinovia a Piazzale della Vittoria, è una proposta tecnicamente all’avanguardia, vediamo se i soliti invidiosi mi boicottano anche questa” – Previsione di Riva (Vicenzaè): è un’idea, ma il futuro è in mano a Sovrintendenza e associazioni di tutela…

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Monte Berico, altro miracolo: Cicero è il mediator

(g. ar.)- La straordinaria (e non nuova) vitalità di Claudio Cicero, ex assessore alla mobilità della Giunta Hüllweck, ancora e sempre rivolto alla soluzione delle questioni tecniche della città, questa volta esplode in direzione di Monte Berico. Vuole un altro miracolo, anzi: sarà l’autore e il gerente del prodigio; sta presentando il progetto di fattibilità per una cabinovia che porti a Piazzale della Vittoria dalla stazione. Niente più code in strada, niente più intasamenti da incubo al Cristo, niente smodati consumi di carburante e inquinamento, niente più pullman di pellegrini che invece posteggeranno in pianura (viale Fusinato): si andrà con l’elettricità, silenzio e visione panoramica della città e del colle, pericoli zero, problemi di gestione… pure. Una festa, questo almeno pensa il Nostro, anche se la storia delle sue proposte fattibili e anche fatte, tutte sempre intonate alla semplificazione massima coniugata con il massimo risparmio di soldi e di tempo, è una storia più tormentata che a lieto fine: Cicero non riscuote il massimo della simpatia preventiva nel campo dei suoi avversari naturali, quelli di sinistra o supposta tale, ma neppure al di qua della linea di fuoco, come hanno dimostrato le ultime comunali: se la destra non si fosse spezzettata in tre o quattro tronconi del resto privi di qualunque prospettiva lui oggi sarebbe in Consiglio con qualche cosa di più del monogruppo di cui è capo sottocapo e soldato semplice.

STAKANOVISTA PER VOCAZIONE- Stakanovista per vocazione -nel senso di limitarsi alla questione di non aver paura del lavoro, non certo per collegamenti ideologici all’URSS- Cicero ha sempre dato un gran fastidio a buona parte del consesso della (si fa per dire) politica cittadina, ha inventato le rotatorie a Vicenza, un brevetto personale del quale moltissimi –a partire da chi scrive queste note- gli sono più che riconoscenti dal momento che hanno visto risolti seriamente la maggior parte degli intoppi da traffico agli incroci con semaforo; il grande successo che ne è derivato non è piaciuto ad amici e nemici ed oggi le conseguenze sono ancora ben visibili.

Quel che bisogna dunque chiedersi è se una volta accettata la fattibilità del progetto che sta per essere presentato con grande dispendio di supporti tecnici controfirmati da una alta professionalità anche strategica, il Nostro pensa davvero di arrivare fino in fondo, considerato che lungo la strada si troverà di fronte a sbarrare il cammino interlocutori non tanto disponibili come la Sovrintendenza o come le associazioni pro-ambiente che con alto senso della propria autoreferenzialità a tutto campo usano come primo provvedimento il rifiutare qualsiasi cosa: la storia dell’autostrada della Valdastico finita verso sud soltanto da un paio di anni e mai andata oltre Piovene è lì a dimostrare questa tesi con quasi mezzo secolo di opposizioni a tutto e tutti e perfino la discesa in campo dell’erede (un tempo) al trono di Gran Bretagna. Battaglia e guerra vinte, alla fine, ma dopo 44 anni di dissennate discussioni mentre lungo la Riviera Berica si spendevano tempi da era geologica per fare una ventina di chilometri e intanto la gente continuava a morire lungo una strada scaduta alla sua funzionalità ormai da decenni.

Monte Berico, altro miracolo: Cicero è il mediator (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)UNA CITTÀ DA RESUSCITARE- Bene, diciamo pure che sono proprio questi gli oppositori che Claudio Cicero si ritroverà davanti nel suo ennesimo tentativo di fare qualcosa che risvegli la consapevolezza civile di questa città che sembra preferire il sonno eterno, o in alternativa autorelegarsi tra i defunti in servizio permanente effettivo, refrattaria ai cambiamenti. Storia antica. L’opposizione, già ben prefigurata nelle dichiarazioni dell’assessore Dalla Pozza dalla parte del Comune, e dall’avvocato Dalla Negra sull’altro versante, dà per scontato che di miracoli riconosciuti alla città ne bastano, e abbondantemente, i due già noti: le apparizioni a Monte Berico e poi quella mappa delle rotatorie che a denti strettissimi non si può non riconoscere come una operazione decisamente vincente. Dalla sua parte Cicero ha la solidità dell’idea, il pragmatismo apolitico di un progetto che una volta battezzato come credibile e fattibile dovrebbe trovare una apertura senza intoppi. Meglio usare il condizionale, più che mai obbligatorio in questo caso: “dovrebbe”, perché rispetto alle possibilità di uscirne indenne il Nostro ha le stesse di un pluripregiudicato che si autoproponga per una tranquilla e credibile sorveglianza di un caveau di banca: sarebbero tranquilli i titolari di cassette, denaro e preziosi date in custodia alla banca? È però anche vero che l’interlocutore più illustre, il sindaco di Vicenza, ha evitato di dar fuoco alla proposta della cabinovia e, pur con la consueta prudenza, ha parlato di una idea da considerare. Dopo di che si vedrà. Cicero intanto, però, apprezza la posizione di variati e dice: “Spezzo una lancia in suo favore perché dimostra di essere aperto a parlare dei problemi e non a respingere qualsiasi proposta per via pregiudiziale come invece fanno gli altri, amici e nemici, vicini di tesi e gente che si trova da tutt’altra parte. E questo per ora mi basta, è più che sufficiente per farmi continuare sulla mia strada fino a che potò presentare il progetto di fattibilità. Dopo di che vedremo...”.

L’EQUANIMITÀ DI VARIATI- Non è casuale questo riconoscimento nei confronti dell’equanimità del sindaco. Nella storia di Claudio Cicero c’è infatti una lunga, inesauribile assuefazione alla lotta pura e dura, faccia a faccia con chiunque, sempre nel tentativo di realizzare qualcosa che puntualmente è stato osteggiato perfino con il ricorso all’alleanza più inedita e quindi meno prevedibile di forze solitamente ferocemente contrapposte, distanti anni luce: dopo le rotatorie, come abbiamo già sottolineato, un’operazione di grande successo, la proposta di una serie di passerelle salva gente, sopraelevate, nei punti più insidiosi degli attraversamenti, tipo viale del Sole; e poi la task force per intervenire con piccoli e immediati provvedimenti dovunque il cittadino segnali qualcosa che non va, dalle buche in strada al marciapiedi danneggiato, dai cassonetti utilizzati abusivamente alle anche minime necessità di quartiere. La risposta su questi punti è sempre stata contraria, stizzita, fino al sospetto di un pregiudizio da pura invidia e non altro. Chi lavora molto dà per tradizione un tremendo fastidio a quelli che non fanno un tubo e cercano invece di complicare il più possibile le cose con il preciso e non tanto nobile obiettivo di fare ancora meno. Così si spiega anche l’immancabile rivolta alla sola ipotesi di un cambiamento delle carte sul tavolo: il piatto deve rimanere esattamente com’è, qui non si rischia niente. Spiega Cicero: “Non è una sorpresa, mi stupiscono invece voci come quella di Dalla negra, ma come ho detto mi consola la posizione possibilista del sindaco. Il fatto è che non ci vuole molto a capire perché questa cabinovia abbia un senso: c’era quel progetto delle due stazioni che è tramontato opportunamente perché si trattava di una follia. Le stesse conseguenze sul traffico San Lazzaro-San Felice si ottengono con questa mia iniziativa perché il risultato sarà loo stesso ma con molto meno dispendio di tempo e di risorse…”.

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