NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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“Ho curato l’Ulss3, ora è sana"

Intervista al direttore generale Antonio Compostella, i numeri del bilancio e il consenso della gente conferma che la situazione è migliorata. In atto uno spostamento e riorganizzazione di molti ambulatori

di Gianni Celi

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Ulss3

Sono già passati tre anni ormai da quando il dott. Fernando Antonio Compostella è stato insediato ai vertici dell’Azienda sanitaria n. 3 di Bassano-Asiago e, proprio in questi giorni, ha voluto fare un bilancio del non sempre facile lavoro portato fin qui a compimento. “Fare bene in tempi difficili” è stato il primo obiettivo del nuovo direttore generale ed il suo primo atto, allora, fu quello di cambiare la direzione aziendale scegliendo tre professionisti a lui più vicini come modo d’agire. “In circostanze uniche come quelle odierne, che prevedono tanto la riduzione dei finanziamenti, quanto il doveroso mantenimento della qualità e della relazione umana – disse allora Compostella - ho ritenuto fondamentale avere nella direzione strategica persone non solo dotate di un eccellente curriculum, ma anche dello stesso stile di approccio alle problematiche del Servizio Sanitario Regionale, in cui tutti crediamo profondamente”.

“Insieme- sottolineò - stiamo già individuando le principali criticità. I primi mesi dell’anno 2013 ci vedranno impegnati nell’identificazione dei settori nei quali concentrare le risorse, senza mai smettere la gestione del quotidiano. La contingenza richiederà – molto probabilmente – nuovi modelli organizzativi, ma siamo fiduciosi: quello dell’ULSS n. 3 è un territorio fervido e produttivo; i nostri operatori sono tutti molto legati all’Azienda e animati da quella buona volontà che contraddistingue, da sempre, il Servizio sanitario della nostra Regione. Su queste basi, siamo certi di poter raggiungere l’obiettivo”.

E i nuovi direttori di area furono: Enzo Apolloni quale direttore sanitario, Gianluigi Barausse come direttore amministrativo e Alessandra Corò, direttrice dei servizi sociali e della funzione territoriale.

Ulss3 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)E proprio loro ha voluto al suo fianco, Compostella, nei giorni scorsi per presentare il bilancio di questo triennio non sempre facile. L’incontro ha visto anche la presenza di rappresentanti degli enti locali (il sindaco di Bassano, Riccardo Poletto è presidente della conferenza dei sindaci dei 28 Comuni dell’Ulss3), delle categorie economiche del mandamento e delle associazioni di volontariato (ben 150), presiedute dall’ing. Dario Petri. Motivo dell’iniziativa era quello di valutare l’operato dell’azienda sanitaria nonché i punti di forza da mantenere nei servizi sociosanitari (ospedale e territorio), o quelli da migliorare o implementare nello spirito di collaborazione e sinergia di azioni. Era anche l’occasione per approfondire come l’Azienda sanitaria, in termini socio economici, si inserisce e si rapporta nel tessuto territoriale e quali ricadute può determinare. Da tutti questi aspetti nasce la conferma della fiducia dei cittadini nei confronti dell’Ulss. Tra i principali dati presentati dall’azienda vi è innanzitutto un bilancio sano che, grazie alla riorganizzazione ha permesso di implementare i servizi ospedalieri e nel territorio. “Spendiamo trenta milioni di euro per gli anziani, i disabili, quasi ventuno milioni per la medicina di base grazie alla quale abbiamo aperto i primi centri di medicina integrata di gruppo con una notevole implementazione degli orari a servizio dei cittadini – ha spiegato il dott. Compostella nel suo intervento - Quest’anno chiudiamo con un utile d’esercizio di tre milioni 734 mila euro senza avere ridotto servizi (anzi ampliati), soldi che nel 2016 saranno destinati a nuovi investimenti. Nel 2015 abbiamo investito sull’adeguamento delle attrezzature di terapia intensiva, acquistato due ambulanze attrezzate per il Pronto soccorso, tre ecografi, oltre ad altre attrezzature finalizzate al “Progetto endoscopia” e alla radiologia”.

“Anche sul fronte dei tempi d’attesa - ha aggiunto il direttore generale - vi è stato un evidente miglioramento negli ultimi mesi portando la nostra Azienda ai livelli ottimali previsti peraltro dagli standard regionali. Altro importante risultato è la prosecuzione positiva del cantiere del nuovo ospedale di Asiago, segno dell’attenzione al territorio ed ai cittadini delle municipalità dell’Altipiano”.

Compostella ha poi detto che c’è stata una diminuzione delle fughe per prestazioni mediche e chirurgiche presso altre Ulss, di circa il dieci per cento rispetto allo scorso anno, consentendo così notevoli risparmi e che sono stati implementati i servizi con aperture serali, festive e prefestive (in particolare l’attività diagnostica) per circa quaranta ore settimanali, sia per il presidio ospedaliero di Bassano che per quello di Asiago.

 “Le ricadute socio economiche sul territorio sono rilevanti – ha concluso – basti pensare che quasi novanta milioni di euro vengono spesi per il personale che, nella stragrande maggioranza vive nella nostra area territoriale. La nostra è una Azienda sana, attenta ai bisogni dei cittadini, unico e principale riferimento del nostro agire, in tal senso lavoriamo e lavoreremo, assieme alle municipalità, alle associazioni, alle categorie produttive”.

Si fa frenetica l’attività programmatoria in questo ultimo scorcio del 2015 e le novità principali arrivano dal territorio. Nel corso di questo mese, infatti, i poliambulatori della sede del Centro socio sanitario Mons. Negrin, di Bassano, verranno trasferiti nell’ex ospedale di Marostica con tempistiche diverse. Nella sede di Marostica gli ambulatori si troveranno al secondo piano ed al piano terra dei fabbricati presenti nella struttura. “Da via mons. Negrin verranno trasferite a Marostica solo alcune attività specialistiche ambulatoriali come l’oculistica, la cardiologia, la dermatologia, la medicina dello sport - ha dichiarato il direttore generale – tutte attività già erogate nel presidio ospedaliero di Bassano con volumi maggiori. Tutto il resto rimane dov’è a servizio dei cittadini”.

Ulss3 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Restano quindi il consultorio familiare, l’anagrafe sanitaria, la neuropsichiatria Infantile e molti altri servizi attivi nella sede di via Mons. Negrin. Le motivazioni di tale trasferimento sono fondamentalmente due: il miglioramento dell’accessibilità ai servizi da parte del cittadino ed una diffusione più capillare degli stessi nel territorio (visto che a Bassano già ci sono, in ospedale). Nella sede di Marostica infatti ci sono spazi più ampi per gli ambulatori e le sale d’attesa, fuori c’è un ampio parcheggio e la struttura è di proprietà dell’Ulss, quindi niente spese per affitti ed altro.

Il crono programma prevede quindi la seguente tempistica per gli spostamenti da Bassano a Marostica: sono già stati trasferiti gli ambulatori della Medicina dello sport e gli ambulatori di cardiologia; mercoledì 23 toccherà all’ambulatorio di reumatologia e all’ambulatorio multidisciplinare di dermatologia, ortopedia e pneumologia mentre lunedì 28 sarà la volta degli ambulatori di odontoiatria e di quello di oculistica.

“L’obiettivo dell’intervento – ha affermato il dott. Compostella - oltre a migliorare l’organizzazione e la logistica degli ambulatori distrettuali, ha l’intento di dare sempre di più una risposta adeguata all’utenza, migliorare l’accoglienza con la realizzazione di un unico pool di personale sanitario dedicato, migliorare gli spazi riservati all’utenza, migliorare l’accessibilità alla struttura con possibilità di parcheggiare all’interno della stessa nell’ampia area attigua, migliorare la collaborazione e comunicazione tra i vari medici specialisti anche di branche diverse per casi particolarmente problematici”.

Le attività della sede di Romano d’Ezzelino rimarranno invariate con la presenza degli ambulatori di dermatologia, endocrinologia, pneumologia, reumatologia, ambulatorio infermieristico e punto prelievi.

C’è infine un’altra novità, vale a dire l’intenzione dell’azienda sanitaria di vendere lo stabile di Via Carducci (un tempo c’erano i locali della mutua e gli uffici della direzione dell’ospedale cittadino) spostando il centro per l’inserimento delle persone svantaggiate e quello per il decadimento cognitivo in Via Mons. Negrin, nei locali lasciati liberi dai servizi che saranno spostati a Marostica. Tutte le attività dedicate al sociale troveranno in tal modo un’unica collocazione senza dispersioni di sedi e con un considerevole risparmio sotto l’aspetto economico.

 

nr. 46 anno XX del 19 dicembre 2015

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