NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo

Via libera dal Governo al pacchetto sicurezza nelle città e nei paesi, ma il nuovo decreto legge lascia molti dubbi

di L.P.

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Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo

Più poteri ai sindaci per combattere la microcriminalità, la prostituzione, il vagabondaggio, l’abusivismo e l'imbrattamento di edificio e palazzi. Fino alla possibilità di spiccare Daspo contro chi non rispetta le regole, vietandogli l’accesso al luogo dove è stato pizzicato a danneggiare il decoro urbano o a impedire l'accesso in piazze, strade, stazioni e aree anche più vaste. Sono le novità più importanti contenute nel decreto legge sulla sicurezza urbana approvato sabato 11 febbraio dal Consiglio dei ministri: si tratta del pacchetto di norme invocato da tempo soprattutto dai sindaci delle grandi città ma anche da quelli delle cittadine sino ai paesi, per tentare di mettere un freno ai fenomeni di degrado e piccola criminalità, dall’abuso di alcol e dallo spaccio di droga ai parcheggiatori abusivi e all’accattonaggio molesto. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema sentendo il parere di sei sindaci della provincia di Vicenza.

 

Achille Variati, sindaco di Vicenza: «Necessario un cambio di rotta, ma ora dobbiamo analizzare il testo del decreto legge»

Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Soddisfatto del decreto legge che aveva più volte sollecitato a Roma, ma nel contempo guardingo in attesa di leggere il testo, Achille Variati, sindaco di Vicenza, oltre che presidente della Provincia. «Era auspicabile un cambio di rotta perché attualmente i sindaci si trovano a combattere il degrado con armi spuntate, l'augurio è che quello approvato dal Governo possa diventare uno strumento realmente efficace per combattere la microcriminalità e gli episodi di intolleranza nell'ambito della sicurezza urbana. Ora attendiamo di vedere il testo del decreto legge nei vari punti, la speranza è che oltre a nuovi provvedimenti messi a disposizione delle amministrazioni, possano scattare pene più severe, non solo dal punto di vista economico, per chi si macchia di reati e comportamenti non consoni: giusto arrivare al carcere nelle situazioni più gravi quando le sanzioni non bastano. La situazione della città di Vicenza è nota a tutti, con uno decreto che prevede l’allontanamento fino a cinque anni da un'area ben specifica potremmo liberarci di individui che nonostante le multe tornano sempre negli stessi luoghi: penso ad esempio a Campo Marzo, alle colonne di Palazzo Chiericati ma anche al parcheggio dell'ospedale, alla zona di Monte Berico ma anche ad edifici dismessi che continuano ad essere utilizzati come ripari da vagabondi. Solo a Campo Marzo in questo momento avremmo già diversi personaggi, almeno una decina, che potrebbero essere allontanati grazie al Daspo urbano. Serve la massima severità nei confronti di chi dimostra disprezzo per leggi e regolamenti».

 

Riccardo Poletto, sindaco di Bassano del Grappa: «Strumento in più per gli amministratori, fondamentali le conseguenze penali»

Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Positivo anche il giudizio di Riccardo Poletto, primo cittadino di Bassano del Grappa, che plaude all'iniziativa. «A mio parere si tratta di uno strumento in più per gli amministratori, che in certi casi è destinato a diventare davvero molto utile. Un decreto legge del legge non toglie nulla a tutti gli altri sindaci, magari dei comuni piccoli e molto piccoli, che magari non dispongono delle forze dell'ordine per effettuare i controlli. Probabilmente tale legge sarà utile soprattutto nelle metropoli, ma anche in città come la nostra, anche per difendere le bellezze architettoniche e luoghi cari ai cittadini. Sempre secondo il mio pensiero ritengo che il valore aggiunto del Daspo urbano sia rappresentato dalle conseguenze penali a carico di chi si macchia di vari reati: sino a pochi giorni fa l'unico provvedimento era di natura amministrativa, da adesso in poi non si potrà più scherzare, visto che in caso di recidiva si rischiano 12 mesi. Vorrei spendere due parole per il nuovo Ministro dell'Interno, Marco Minniti, che ha sicuramente iniziato con il piede giusto, se si considera oltre a questa anche la normativa che riguarda i richiedenti asilo politico. Si tratta di due leggi di cui l'Italia aveva bisogno». 

 

Joe Formaggio, sindaco di Albettone: «Bello slogan, ma inutile: sindaci e forze dell'ordine sono privi delle risorse necessarie»

Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Molto scettico sul nuovo decreto legge è invece Joe Formaggio, primo cittadino di Albettone, soprannominato il "sindaco sceriffo". «Bello slogan, ma praticamente inutile e inattuabile, visto che i sindaci non hanno risorse. L'altro problema, sia chiaro esteso non solo alla realtà vicentina ma a tutta Italia, riguarda le forze dell'ordine che hanno tempo per seguire i furti o verificare chi si trova agli arresti domiciliari. Il problema principale della sicurezza nel nostro Paese è legato alle leggi in vigore, andrebbero cancellate tutte. Negli Stati Uniti se una persona viene trovata ubriaca passa la notte in carcere e dove pagare una multa di 2 mila euro per uscire. In Italia il problema principale riguarda l'inasprimento delle pene: se polizia e carabinieri arrestano qualcuno ma poi il giorno dopo il giudice è costretto a lasciarlo libero, questo la sera stessa può tornare a commettere un altro reato. L'Italia continua a prendere multe dall'Unione Europa perchè le carceri sono sovraffollate, io utilizzerei tutte le caserme vuote che ci sono in Italia e metterei dentro queste persone e contemporaneamente li farei lavorare: nelle nostre carceri fanno la bella vita».

 

Ulisse Borotto, sindaco di Nanto: «Per i piccoli comuni la sostanza non cambia, non possiamo diventare sceriffi in mezzo alle strade»

Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sulla stessa linea anche Ulisse Borotto, sindaco di Nanto, il paese dove due anni fa avvenne il "caso Stacchio" con l'assalto all'oreficeria di Robertino Zancan e l'uccisione di uno dei banditi partecipanti all'assalto. «La mia impressione è che soprattutto per i piccoli comuni non cambia nulla: noi sindaci non possiamo diventare sceriffi e metterci in mezzo alla strada per controllare se quelli che transitano sono in regola. Questi sono compiti che spettano all'autorità giudiziaria, noi come comune facciamo parte di un consorzio di vigili che dispone complessivamente di sette agenti, che devono distribuirsi in cinque comuni, ossia Nanto, Castegnero, Montegaldella, Longare e Arcugnano, per un totale di 22 mila abitanti e un territorio molto esteso. In piccoli comuni come quelli distribuiti nell'area Berica ci sarebbe comunque il rischio che più individui sottoposti al Daspo urbano possano muoversi liberamente negli altri senza nessun controllo. In questo momento nel nostro territorio abbiamo un caso di allontanamento, ma conosciamo bene questa persona: se un giorno diventassero 15 o 20 ci vorrebbe un servizio di intelligence per controllarli tutti».

 

Roberto Castiglion, sindaco di Sarego: «L'idea è sicuramente buona, ma bisogna accompagnarla con i controlli sul territorio»

Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Un parere positivo, ma anche qualche dubbio sul fatto che il decreto possa portare a risultati realmente concreti, arriva da Roberto Castiglion, primo cittadino di Sarego, amministratore entrato nella storia della politica italiana per essere stato, nel 2012, il primo sindaco in assoluto del "Movimento Cinque Stelle" ad essere eletto. «L'idea è sicuramente buona, ma per dare seguito a questo decreto bisognerà accompagnarla con i controlli sul territorio, attraverso l'utilizzo della videosorveglianza e delle forze dell'ordine impegnate sul territorio. In altre parole se da un lato possiamo giudicare positivamente questa nuova norma, dall'altra ci rimane il dubbio che la mancanza degli strumenti ci porterà a non poterli attuare. Il timore è che applicare le norme e individuare il responsabile potrebbe non bastare, visto che facciamo parte di un consorzio di vigili che dispone di dieci agenti che però devono distribuirsi Sarego, Lonigo, Alonte e il nuovo comune della Val Liona, nato dalla fusione di Grancona e San Germano dei Berici: quotidianamente i nostri vigili sono impegnati sulle strade per eventuali incidenti e la viabilità, ma anche nei controlli sul verde privato, l'edilizia ma soprattutto per gli accertamenti delle residenze. Come si può intuire non rimarrà certamente il tempo per la videosorveglianza».

 

Rossella Olivo, sindaco di Romano d'Ezzelino: «In termini di sicurezza urbana è la cosa più stupida che si potesse partorire»

Daspo urbano: sindaci tra speranze e scetticismo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«In termini di sicurezza urbana è la cosa più stupida che si potesse partorire». Non usa mezzi termini Rossella Olivo, sindaco di Romano d'Ezzelino, rappresentante della Lega Nord, per bocciare nella maniera più assoluta il Daspo urbano approvato nei giorni scorsi dal Governo. «È una grande stupidata, un qualcosa che non esiste, solo uno spot politico, giunto per dare un "contentino" al popolo, con la gente che i cittadini che sono davvero stanchi nel vedere gente che imbratta i muri e si rende protagonista di reati di vario genere, senza poi pagare le multe in quanto sono nullafacenti. In Italia il Daspo esiste già per legge, mi chiedo dov'è la novità? Per chi sostiene che viene dato maggior potere a noi sindaci, io faccio notare che è necessario convenzionarsi con la Prefettura, visto che per prendere il Daspo sono necessarie tre sanzioni amministrative. Ma la lacuna maggiore di questo decreto legge è un'altra: in caso di divieto ad una persona di sostare in un comune, c'è il rischio che faccia pochi chilometri e entri in un altro: noi peraltro oltre che con i comuni del comprensorio bassanese, confiniamo con un'altra provincia, quella di Treviso».

 

nr. 06 anno XXII del 18 febbraio 2017



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