NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Uno stadio al Mercante
“Il velodromo non si tocca”

Bassano e i progetti sportivi del futuro

di Gianni Celi

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Uno stadio al Mercante<br>
“Il velodromo non si t

Uno stadio al Mercante<br>“Il velodromo non si t (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il Bassano calcio ha mire espansionistiche d’eccezione e lo dimostra la recentissima presentazione di un progetto d’avanguardia che mira ad offrire, alla città del Grappa, uno stadio di tutto rispetto. Come? Semplicemente cancellando l’attuale struttura del “Mercante” riproponendo, al suo posto, un complesso che miri non soltanto a mettere a disposizione della società calcistica uno stabile da circa settemila posti, ma anche ad inglobare, nel fabbricato, spazi riservati al commercio. Tutto questo è emerso nella presentazione fatta al Civico museo dal presidente del Bassano calcio, Stefano Rosso, alla presenza del sindaco Riccardo Poletto, del suo vice Roberto Campagnolo, dell’assessore allo sport , Oscar Mazzocchin e dei tecnici chiamati a lavorare attorno alla progettazione di questo “stadium”.

Uno stadio al Mercante<br>“Il velodromo non si t (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sintetico l’intervento del figlio di Renzo Rosso, patron della Diesel: “Questo è il primo passo che speriamo possa aiutarci nella realizzazione di un sogno – ha esordito - quello di portare questa società a crescere attraverso la riqualificazione di un’area di interesse per la comunità. Fin dal primo momento in cui abbiamo acquisito questa società, abbiamo pensato alla comunità, legando quindi il nostro sogno di fare sport al sociale e al territorio che ci ospita. Questa struttura dovrà essere un polo di aggregazione grazie alle aree commerciali e di servizi che ospiterà e che vedrà, nella polifunzionalità, il proprio punto di forza, con una struttura quindi attiva, non soltanto nei weekend di gara, ma durante tutto l’arco della settimana. L’evento della domenica diventerà così il punto di arrivo ma non quello di partenza. Sono convinto che per crescere una società debba legare il proprio percorso all’investimento nelle strutture e con questo progetto vorremmo impattare sulla qualità dello spettacolo offerto, per rendere così l’esperienza unica. Diamo quindi ufficialmente inizio all’analisi di pre-fattibilità che tra tre mesi ci dirà se e come il progetto potrà prendere forma nei mesi a seguire”.

Un pool di tecnici non da poco, affiancheranno il lavoro di “Bfutura” , una realtà che sta portando avanti la progettualità di sei nuovi stadi in Italia (Cagliari, Pescara, Avellino, Crotone, Vicenza e Bassano), al fine di dare delle giuste indicazioni per uno stadio che sappia garantire la continuità della presenza del Bassano calcio in città, anche in vista di promozioni alla serie superiore.

Due le novità di questa operazione: la prima è che non sarà il Comune a sborsare i soldini per l’eventuale realizzazione dell’opera, la seconda è che, qualora il progetto venisse accolto, sparirebbe lo storico velodromo “Rino Mercante”. Ed è quest’ultimo particolare a scatenare una reazione forte e decisa di personaggi che con quella struttura hanno avuto rapporti organizzativi non certo di secondo piano. Uno di questi è senza dubbio Rino Piccoli, l’attuale gestore dei cinque velodromi del Veneto (oltre a Bassano, Pescantina, Portogruaro, Padova e Sossano), nonché presidente della sezione bassanese de “I veterani dello sport”.

Sentiamo che cosa ha da dirci al riguardo.

Che giudizio dà a questa proposta?

Uno stadio al Mercante<br>“Il velodromo non si t (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Anzitutto mi sia permesso di sottolineare l’indelicatezza nella presentazione del progetto senza che venissero avvertiti i dirigenti delle diverse discipline sportive che operano all’interno del velodromo. Qui non c’è soltanto il ciclismo, ma altri sport. Io ho saputo della conferenza stampa soltanto da un amico per cui ho deciso di partecipare all’incontro, ma sono stato invitato a non prendere la parola. Posso dire con fermezza che non si può buttare alle ortiche, dall’oggi al domani, una struttura quanto mai ricca di storia non soltanto locale”.

Qual è la storia del velodromo “Rino Mercante”?

Nell’ottobre del 1922, anno di costituzione del Veloce Club Bassano, il commerciante Rino Mercante offrì il terreno per la costruzione di un anello in terra battuta. Fu quello l’inizio di un futuro di grandi successi e di presenze dei massimi protagonisti del ciclismo nazionale ed internazionale. Sarebbe lunghissimo l’elenco dei corridori che in quell’anello hanno lasciato il segno di gare memorabili. Ne cito solo alcuni, da Girardengo a Dinale, a Bottecchia, a Binda, a Bartali, a Coppi, a Moser, senza dimenticare i due grandi campioni del mondo, Sartori e Chemello (a proposito nessun rappresentante del Comune ha presenziato al recente rito funebre di quest’ultimo grande protagonista del ciclismo, sia da atleta che dopo)”.

Lei è stato anche il responsabile dell’organizzazione dei mondiali del 1985 svoltisi, per quanto riguarda la pista, al velodromo cittadino?

“Fu un evento memorabile la cui eco non s’è spenta. Succede ancora, infatti, che arrivino degli appassionati di ciclismo, di diverse nazioni, desiderosi di vedere la pista dove si svolse quella manifestazione iridata”.

Quindi è contrario a questo progetto?

“Io non dico che non si debba fare un nuovo stadio, ma non certo a scapito di una struttura piena di storia passata e di prospettive per il presente e per il futuro. Lo si faccia in altro posto, ad esempio nell’area della dismessa azienda Elba, e non certo in un’area popolata come quella del “Mercante”. Non capisco poi l’idea di voler costruirvi sotto anche dei negozi. Siamo ormai pieni di centri commerciali attorno a quella zona, mentre i negozi del centro stanno lentamente soffrendo o morendo. E c’è poi il problema della viabilità. Si pensi cosa succederebbe nel caso il Bassano calcio dovesse affrontare, in seria B, alcune partite di Coppa Italia che convoglierebbero a Bassano migliaia e migliaia di tifosi, con tutte le problematiche che questo evento potrebbe comportare”.

Attualmente come viene utilizzato il velodromo?

“Abbiamo ben 150 ragazzi che tre volte alla settimana (lunedì, mercoledì e venerdì) arrivano da sedici società di quattro province del Veneto (Belluno, Vicenza, Padova e Treviso) per imparare a fare pratica ciclistica. È un vivaio importante, senza tenere conto poi di molte altre attività che svolgiamo in quell’anello, a cominciare da gare per non vedenti, con una valenza quindi anche di carattere sociale”.

A dare manforte a Rino Piccoli c’è anche Nicola Argesi, presidente della società UC 2000, grande organizzatore di manifestazioni ciclistiche, che ha lanciato una petizione on line dal titolo “Salvia il velodromo Rino Mercante” che sta raccogliendo molti consensi.

 

nr. 07 anno XXII del 25 febbraio 2017

Uno stadio al Mercante<br>“Il velodromo non si t (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

 

 

 

 

 

 

 



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