NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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«Nessun timore del lupi, vanno tutelati»

Nuovi avvistamenti nel Vicentino, istituito un tavolo regionale. Indennizzi per gli allevatori

di L.P.

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«Nessun timore del lupi, vanno tutelati»

Adesso non ci sono più dubbi: anche nel Vicentino il lupo è tornato, con gli ultimi avvistamenti avvenuti proprio in questi giorni nelle vicinanze del centro di Asiago. Lo scorso anno i primi esemplari erano stati notati nei pressi del Monte Grappa, ma successivamente anche in Valbrenta e sul versante est dell'Altopiano di Asiago, nel comune di Enego. Ma poi altri esemplari della stessa specie, presenti da alcuni anni nella Lessinia, nel Veronese, sono entrati nel versante ovest, arrivando ad essere visti dalle guardie forestali in Val D'Assa, nel comune di Roana, ma successivamente anche nella parte alta della Pedemontana, dove alcune decine di animali selvatici (mufloni, ma anche cervi e caprioli) sono stati sbranati nel giro di pochi giorni.

Una situazione complessiva, compresa la paura degli allevatori, preoccupati dai plausibili attacchi ai pascoli quando riapriranno gli alpeggi, che ha convinto la Regione, competente in materia, a muoversi. La Giunta veneta ha istituito, su proposta dell’assessore all’agricoltura e caccia Giuseppe Pan, un tavolo regionale di partecipazione ed informazione per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, composto anche dal responsabile della Direzione regionale agroambiente, caccia e pesca, dai rappresentanti del Servizio regionale di vigilanza, costituito dalle ex guardie provinciali e dagli ispettori regionali per l’ambiente. Ma anche dalla struttura regionale per i parchi e la Direzione regionale Sicurezza alimentare e veterinari. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema, intervistando l'assessore regionale Giuseppe Pan.

 

Quali sono le normative che bisogna seguire anche a livello europeo nella difesa di diverse specie animali, tra cui il lupo?

«Nessun timore del lupi, vanno tutelati» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«La Direttiva europea Habitat, recepita dal Dpr 357 del 1997 e già prima la legge nazionale n. 157 del 1992, individua l’elenco delle specie protette, tra cui il lupo. Per l’Italia, quindi, il lupo è una specie protetta, da tutelare e conservare, come peraltro indicano anche alcune convenzioni internazionali, tra cui quella di Berna, alle quali il nostro Paese ha aderito».

A più riprese il Governatore Luca Zaia ha espresso un secco “no” alla proposta presentata a Roma dal Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti di abbattimento selettivo. Lei cosa pensa?

«Sono convinto che quella tra lupi, bestiame e allevatori sia una convivenza difficile, a volte problematica, ma possibile, anche in una zona di pascoli e di malghe come, ad esempio, l’Altopiano di Asiago, popolato da migliaia di capi di bestiame, tra bovini e ovini. Mi sono ripetutamente confrontato sul posto con allevatori e amministratori della Lessinia, per valutare insieme il progetto Life WolfAlps. I primi esiti sono positivi, la strategia dissuasoria riesce a mettere in sicurezza i pascoli protetti, orientando il lupo a spostarsi verso le aree boschive, in cerca di altre prede rappresentate da fauna selvatica».

E qualora il numero di lupi aumentasse notevolmente sareste costretti a rivedere, magari in parte, la vostra posizione?

«Stiamo monitorando, con il supporto di biologi dell’Università di Padova, il ritorno del lupo nell’area alpina e prealpina del Veneto. E sottolineo la parola ‘ritorno’: il lupo era già presente, nel nostro territorio, in epoche passate e poi scomparso; da pochi anni è ritornato, arrivando dalla Slovenia e dagli Appennini. Segno di un ecosistema che sta recuperando il suo equilibrio. Sinora gli studi e le esperienze condotte ci confermano che la convivenza è possibile, con gli opportuni accorgimenti. Anche il piano nazionale di conservazione del lupo, sottoposto al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, ne ha vietato la caccia selettiva, incentivando piuttosto il monitoraggio. Credo che sia una posizione di buon equilibrio tra le esigenze degli allevatori e la ragioni degli ambientalisti. Ricordiamoci che il lupo non attacca mai l’uomo e si ciba abitualmente, se l’ecosistema è integro, di fauna selvatica».

Anche nel Vicentino abbiamo registrato l'arrivo prima dell'orso e ora i lupi, un ripopolamento di animali che in molti considerano positivo anche per l'ambiente e l'ecosistema. Lei cosa pensa a tal proposito?

«Il progetto europeo Life Wolfalps, al quale la Regione Veneto ha aderito, mira a preservare la presenza del lupo nell’arco alpino limitandone i danni e difendendo l’equilibrio dell’ecosistema, con opportune strategie di prevenzione e difesa. Il progetto rappresenta una opportunità di intervento a breve e medio termine che la Regione offre gratuitamente agli allevatori per mettere in sicurezza la loro attività, garantendone la redditività e quindi il mantenimento di loro una presenza sul territorio. I primi risultati sono confortanti e ci incoraggiano a proseguire, disponibili a continuare il confronto e ad affinare nuove strategie di contenimento. Nel 2016 la Regione Veneto ha già stanziato oltre 38 mila euro di indennizzi per ristorare gli allevatori delle perdite di bestiame subite a causa degli attacchi del lupo».

E i danni che lamentano anche in Altopiano gli allevatori?

«La Regione sta provvedendo a saldare celermente gli indennizzi per tutti i danni sinora subiti dagli allevatori e l’impegno è di rendere sempre più veloci le procedure di liquidazione. Ma la nostra strategia va oltre il mero rimborso: vogliamo prevenire e contenere gli attacchi del lupo e dei grandi predatori mettendo in sicurezza greggi e armenti, mediante recinti e paletti elettrificati, cani da guardia, rifugi notturni e il ripristino di comportamenti precauzionali da parte di pastori e allevatori, come avveniva nei secoli passati. Il tutto con investimenti davvero contenuti e con il vantaggio di salvaguardare il fragile equilibrio dell’ecosistema».

Agli stessi allevatori che sono preoccupati per i loro capi. Voi che consigli date?

«Il primo consiglio è quello di utilizzare al meglio le risorse e le strategie che le leggi nazionali e le normative europee mettono a disposizione. In Lessinia stiamo raddoppiando, grazie ai fondi del Progetto europeo Wolfalps, il numero delle recinzioni, introducendo cani da guardiania, e controllando le azioni di bracconaggio, oltre alla prosecuzione delle attività di formazione degli allevatori e di sensibilizzazione della popolazione, per superare paure e ataviche diffidenze e per acquisire le giuste tecniche per tenere sotto controllo la presenza dei grandi predatori. Stiamo inoltre replicando questa esperienza anche nelle altre aree protette del Veneto, grazie al coinvolgimento di stagisti dell’Università di Padova, tecnici faunistici, forestali e volontari».

Qual è il compito del nuovo organismo?

«Nessun timore del lupi, vanno tutelati» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Raccogliere e mettere a confronto le informazioni sulla presenza e gestione di lupi, orsi e grandi animali predatori e individuare le modalità di gestione più corrette, secondo i criteri condivisi dalla comunità scientifica e dalle istituzioni europee e nazionali. Non vogliamo perdere tempo, il nuovo organismo verrà convocato a breve. Oltre ai dirigenti regionali, siederanno al tavolo i rappresentanti dai parchi della Lessinia, delle Dolomiti bellunesi e delle Dolomiti d’Ampezzo, le Unioni di Comuni e le ex Comunità montane, cioè tutte quelle interessate dalla presenza del lupo o di grandi carnivori come l’orso. Ci saranno inoltre gli agenti forestali, i veterinari della Pedemontana e del Veronese, nonché le associazioni provinciali di categoria coinvolte a vario titolo dalla presenza dei grandi predatori».

Quale lo scopo finale?

«Il tavolo regionale consentirà di avere una regia unica sugli interventi e di valutare e divulgare le buone pratiche che si sperimentano con successo in alcuni territori, al fine di conciliare al meglio la presenza di lupi e orsi in ambiti antropizzati. La presenza del lupo non si limita solo all’altopiano della Lessinia, ma viene segnalata anche in altre aree del Veneto, tra cui per l'appunto nel Vicentino. Viste le esperienze maturate in questi anni, la costituzione lo scorso anno del tavolo tecnico per la Lessinia e l’impegno ormai decennale della Regione nel salvaguardare le specie selvatiche ma al tempo stesso nell’indennizzare rapidamente gli allevatori colpiti dalle predazioni è opportuno allargare l’orizzonte a tutta l’area alpina e prealpina».

Nello specifico cosa farete?

«Coinvolgeremo, i principali attori nella gestione della specie, sia le principali categorie di portatori di interesse. Il tavolo permanente regionale sarà l’organismo di confronto e di orientamento anche in vista del nuovo Piano di conservazione del lupo in Italia, attualmente in discussione in conferenza Stato-Regioni».

Nel tavolo regionale voi intendete coinvolgere anche albergatori, operatori turistici, ambientalisti, cacciatori, guide ambientali ed escursionistiche. Perché questa scelta?

«La presenza del lupo o di altri grandi carnivori rappresenta non solo un problema per allevatori e agricoltori, ma anche una possibile attrattiva per operatori turistici e albergatori, nonché un elemento di forte interesse e, nel contempo, di vigilanza per escursionisti e guide ambientali. Vogliamo coinvolgere tutti i soggetti interessati perché una buona gestione dell’ecosistema richiede una pluralità di attenzioni, sensibilità e conoscenze nonché strategie di intervento integrate o complementari».



nr. 09 anno XXII dell'11 marzo 2017

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