NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Ponte Vecchio, si parte

Ma il "parto" è stato faticoso

di Gianni Celi

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Ponte Vecchio, si parte

E questa, finalmente, pare proprio che per il Vecchio, storico Ponte degli Alpini, sia la volta buona. I mezzi della ditta “Nico Vardanega Costruzioni S.r.l.” di Possagno”, che dovrà gestire le operazione di sistemazione del manufatto palladiano, hanno già cominciato a girare per Via Pusterla e per Via Angarano, i due punti, fra sinistra e destra del fiume, che vedranno all’opera i tecnici e la manovalanza della ditta.

È stato certo lungo e doloroso questo “parto” che pareva si dovesse concludere in poco tempo. Ricostruiamo brevemente la vicenda della sistemazione di un Ponte tanto caro non solo ai bassanesi, ma che il tempo e taluni interventi non appropriati hanno acciaccato non poco mostrandolo malconcio, bislenco e quasi sul punto di cedere definitivamente.

Ponte Vecchio, si parte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nel febbraio del 2016 la commissione aggiudicatrice (detto “seggio di gara”) s’era riunita in seduta pubblica nell’area Lavori pubblici del Comune. In quella sede i tre componenti il “seggio di gara” (ing. Walter Stocco, presidente; dottoressa Tiziana Gollin, capo servizio amministrativo, componente e l’istruttore amministrativo, Diego Torresan, in qualità di segretario), avevano annunciato che l’impresa assegnataria dei lavori al Ponte Vecchio non era più la Vardanega, vincitrice del bando, bensì la Inco S.r.l. di San Cristoforo di Pergine Valsugana. Quale il motivo? In sintesi, la commissione che aveva visionato la complessa documentazione richiesta, aveva riscontrato delle carenze legate ai mezzi operativi che avrebbe dovuto inserire nel cantiere una ditta terza di cui si sarebbe avvalsa la Nico Vardanega Costruzioni. La ditta in questione era il Consorzio Stabile Al.Ma. di Aversa. Si chiama “contratto di avvalimento” quello siglato fra l’impresa che aveva vinto la gara di appalto e la cosiddetta “ausiliaria”. Secondo la commissione, nell’elenco prodotto dalla ditta di Aversa si sarebbero trovati “ automezzi individuati con targa ed immatricolazione che sono stati oggetto della verifica”, mezzi che “risultavano intestati a soggetti diversi dal Consorzio Stabile”. Nel verbale di gara la commissione aggiungeva che: “gli automezzi indicati anche con la targa nel contratto di avvalimento, sono di proprietà non del Consorzio, ma di un consorziato e di un privato cittadino non aderente al Consorzio”. La commissione presentava quindi tutta una serie di sentenze del Consiglio di Stato, al riguardo, per cui dal riesame delle ditte gareggianti, quella che s’era piazzata al secondo posto era la Inco trentina. La Nico Vardanega Costruzioni annunciava subito ricorso avverso a questa decisione.

Prima ancora che la Vardanega presentasse ricorso, il Tar del Veneto aveva imposto al Comune di Bassano la sospensione della firma del contratto alla ditta risultata aggiudicataria definitiva, la Inco srl di Pergine Valsugana

Nel marzo 2016 la “Nico Vardanega Costruzioni” annunciava il ricorso al Tar del Veneto che, immediatamente, bloccava i lavori intimando al Comune di non firmare il contratto di lavoro con la “Inco” di Pergine Valsugana. A metà maggio veniva accolto il ricorso della “Vardanega”. Subito dopo il Tar, dal canto suo, dava ragione alla commissione che doveva giudicare la correttezza della gara di appalto da parte di tutti i concorrenti. Passava poco tempo ed ecco un’altra tegola che rallentava l’avvio dei lavori di restauro del Ponte.

“L’Amministrazione comunale - si leggeva in un comunicato giunto dal Municipio - ha ricevuto da parte dell’avvocato che sta seguendo la causa relativa al ricorso rispetto all’aggiudicazione dei lavori di restauro del Ponte degli Alpini, la notizia che il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso sulla sospensiva presentata dalla ditta Nico Vardanega Costruzioni, contraddicendo la sentenza lapidaria con la quale il Tar Veneto aveva invece accolto le tesi della commissione di gara”.
A settembre arrivava la decisione del Tar di affidare alla Nico Vardanega i lavori di ripristino del Vecchio Ponte.

A metà gennaio veniva firmato il contratto tra il Comune e la ditta in questione per iniziare, dopo tante attese, i lavori di restauro del Ponte degli Alpini.

Questi sono i giorni in cui i cittadini stanno cominciando ad accorgersi che il cantiere sta sorgendo e si accorgeranno ancor più quando cominceranno, nel giro di poche settimane, le opere vere e proprie sui due lati dello storico manufatto. Intanto si parte con il doppio senso di circolazione in Via Angarano tra Palazzo Bonaguro ed il Ponte e poi si passa al divieto assoluto di sosta in Via Pusterla. Parte del brolo del Bonaguro sarà utilizzato per la sosta dei mezzi della ditta. Per quanto riguarda i lavori di restauro si parla di circa due anni e mezzo, mentre gli amministratori avvertono che la “Vardanega” ha assicurato di ridurre al minimo il disagio per il passaggio pedonale sul Ponte.

Ponte Vecchio, si parte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’avvio dei lavori per il ripristino e il consolidamento del Ponte degli Alpini porterà alla chiusura del ponte stesso al transito pedonale da lunedì 20 marzo a venerdì 31 marzo compresi per permettere all’impresa affidataria di effettuare lavorazioni e attività inerenti il cantiere.

“La zona del cantiere è delicata e richiede la massima attenzione dal punto di vista della sicurezza – sottolinea il sindaco Riccardo Poletto – e i disagi sono purtroppo inevitabili. Ringrazio fin da ora quanti vivono e operano in zona per la comprensione, cercheremo di limitare al massimo le difficoltà. Consideriamo però il valore dell’intervento che stiamo realizzando e il fatto di poter restituire al Ponte sicurezza e bellezza”.

Ponte Vecchio, si parte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Siamo consapevoli di creare un disagio, soprattutto ai residenti e ai commercianti della zona – spiega l’assessore Roberto Campagnolo – ma avevamo sempre anticipato la possibilità di giungere a questa decisione, che potrebbe verificarsi anche in altri momenti, seppure contenuti, nei prossimi mesi. È però molto importante che il cantiere possa lavorare al meglio, tutelando la sicurezza di tutti. Grazie alla collaborazione con Confcommercio abbiamo organizzato per giovedì pomeriggio in Municipio un incontro con i commercianti del Centro storico, ai quali spiegheremo quanto accadrà nelle prossime settimane”.

L’augurio di tutti è che quei quattro milioni e mezzo circa, che serviranno per ridare splendore al Ponte in legno, voluto dal Palladio, torni ad attirare l’attenzione non soltanto dei bassanesi, ma anche dei tanti turisti che, in questi mesi,lo hanno visitato nel suo momenti più drammatico, con le balaustre azzoppate, il passaggio pedonale molto malandato e le balaustre verso sud e verso nord chiuse per problemi di sicurezza.

 

nr. 10 anno XXII del 18 marzo 2017

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