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NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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"Geppetto e Geppetto"
e la voglia di avere un figlio

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Geppetto e Geppetto

Anna Cappelli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)@artiscenichecom

 

Questa settimana al Teatro Astra di Vicenza è andata in scena la pièce “Geppetto e Geppetto”scritta, diretta e interpretata da Tindaro Granata. Lo spettacolo è incentrato sulle dinamiche familiari di una coppia che desidera avere un figlio e riesce a metterlo al mondo grazie alla pratica della gestazione per altri (“utero in affitto”). Successivamente il padre biologico, Toni, muore e il figlio, Matteo, vive una violenta crisi depressiva e adolescenziale che lo porta all’incomunicabilità e alla rottura con il genitore adottivo, Luca ( Tindaro Granata). Definito da Il Sole 24 Ore uno degli spettacoli più importanti dell’anno, “Geppetto e Geppetto” ha vinto il Premio Ubu 2016 come “Migliore novità drammaturgica”. Il testo non scade mai nella retorica e solleva tutti i problemi che sono ben conosciuti da decenni dalle coppie eterosessuali: il fatto che la famiglia raccontata sia omogenitoriale non compromette assolutamente la catarsi del pubblico che ha tributato lo spettacolo con numerose curtain calls e standing ovation.

 

Nello spettacolo viene detto che questo bambino è stato voluto tanto quanto Geppetto voleva un figlio al punto che se l’è fatto per conto proprio: non è una “oggettificazione” del corpo umano?

Geppetto e Geppetto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tindaro Granata: “Questo è il grande dibattito che fa chi si pone dei problemi etici o religiosi. In questo caso ci sono voluti molti anni per mettere una legge che comunque non è stata completata perché manca la stepchild adoption, proprio per quello: c’è una grossa complicazione per stabilire cosa è lecito e cosa no e la Corte Europea ha bocciato proprio poco fa la pratica dell’ “utero in affitto”. Personalmente, prima di fare lo spettacolo ero molto chiaro e preciso sul fatto che questa fosse solo una pratica di mercificazione, poi quando ho cominciato ad informarmi, mi hanno spiegato che in alcuni paesi è la donna che sceglie la coppia a cui farà da gestante per il loro figlio e che nella maggior parte delle nazioni in cui è permesso, le donne hanno diritto solo all’assistenza sanitaria. Allora in quel caso forse non è così mercificatorio come se qualcuno andasse a pagare. Certo è un problema molto importante e molto grosso al quale io non so dare una risposta e con lo spettacolo non cerco di darla e non me lo pongo come interrogativo. La cosa per cui io sono veramente in difficoltà è che se sento le ragioni di chi dice “No” le condivido ma se sento quelle del “Si” anche. Ai tempi dell’Antica Roma, nelle famiglie nobili, se le patrizie non potevano avere figli, era normale che il padrone facesse un figlio con la schiava e quello diventava il figlio legittimo della coppia. Quella era una cosa coatta, qui grazie a Dio non c’è nessuna costrizione. In paesi poveri, per evitare lo sfruttamento, per esempio in India, soltanto le donne che appartengono alla casta alta possono farlo".

Viene mostrata la maestra che spiega che omofobia e razzismo sono la stessa cosa e che va chiesto scusa a Matteo che è stato discriminato. Poi però si ribalta il senso di questo accudimento perché la maschera è la vera discriminazione: la maestra dice che lui vive una situazione anomala. Vedo una commiserazione che la fa sentire superiore nei confronti del diverso e siccome lei è una brava persona deve “aiutarlo”. È terribile questa cosa.

“ È terribile, infatti. Quello che tu hai colto è perfetto ed è quello che volevo far emergere da quella scena con quella maestra, che non è un attacco alle istituzioni, alla scuola, perché bisogna stare attenti alle maschere. Come hai detto tu, hai trovato bene la maschera di ciò che è una certa forma di ipocrisia".

I bambini delle famiglie omogenitoriali come vivono la scuola, la società, i compagni?

Geppetto e Geppetto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Dalla maggior parte delle cose che ho sentito, loro sono molto preparati e nelle scuole più fortunate maestre e insegnanti preparano i bambini al fatto che c’è un loro compagnetto che ha due mamme o due papà. Diciamo che loro sono educati, da quando nascono, a una famiglia molto aperta e a sapere che sono una famiglia particolare per cui tutti quelli che ho sentito la vivono molto naturalmente. Su YouTube, se tu cerchi “figli dei gay” esce un video dove ci sono dei bambini di cui 8 sono figli di omosessuali e 9 di eterosessuali ai quali vengono fatte le stesse domande e tu non capisci chi è figlio di chi. Quel video ti fa capire che il punto di vista dei bambini è tranquillo e senza preconcetti. Certo, noi nello spettacolo abbiamo messo che c’è quel bambino che lo insulta egli dice: “sei figlio di due froci”, questo mi serviva per sollevare il problema, può capitare".

Si ma i bambini come dicono”sei figlio dei gay” ti dicono che sei grasso eccetera.

“Esatto dicono le peggio cose".

Non c’è la figura materna ma il bambino non ne parla perché non conoscendola non ne sente la mancanza. Però c’è la nonna, ne sente il richiamo perché rappresenta le radici. Sembra che i nonni siano un anello familiare quasi più importante dei genitori, perché con i genitori c’è il conflitto, coi nonni no.

“Il nonno è il genitore ideale, solo che è un po’ più anziano. La nonna all’inizio lo rifiuta; in realtà noi immaginiamo che quando lo prendono lei dica: “Guarda lo prendo io in consegna ma lo lascio a te, non te lo faccio togliere via” per cui alla fine la nonna sarà dalla sua parte. Hai ragione tu, è una bella intuizione quella che lui cerchi la nonna perché ha voglia di sapere qual è la sua origine. Quando la maestra gli dice che tutti hanno una mamma e un papà, lui risponde che no, lui ha due papà, perché quella è la sua normalità. Però che lui abbia una ricerca di una figura altra da quella del papà, che è la nonna, importantissimo secondo me: Matteo in tutto quello che fa, nel corso del tempo, è alla ricerca spasmodica di un amore. Lui sostituisce la mamma che non ha, la figura che gli manca non sapendo che cos’è la mamma, con Franca, l’amica di famiglia: a scuola dice che la sua mamma è Franca. Il fatto che lui cerchi la nonna e la desideri così tanto è quella ricerca, il legame più forte, biologico e vero".

Molti gay vengono respinti dalle loro famiglie: perché cercare di crearsene una avendo come modello un ambiente che li ha rifiutati e negati?

“Secondo me perché è insito nella natura umana cercare di sperare che siamo migliori di quelli che ci hanno preceduto. È un po’ la spinta di quelli che hanno avuto delle famiglie disastrose che però poi fanno anche loro la loro e un po’ dicono che non faranno mai come il proprio padre e la propria madre. Però sotto sotto quella radice te la porti secondo me, questo è il motivo per cui, nonostante questo, cercano di fare famiglia: sperano e cercano di trovare una ragione e dare una speranza al futuro per evitare tutte le cose che hanno subìto e che hanno dovuto passare. Quando Toni litiga con la madre e dice che ha capito che per essere felice se ne deve andare da casa sua e se ne va poi, quando lui scopre di avere il tumore, la mamma c’è e glielo dice, gli dice che lo prende lei il bambino a scuola, se lo ha detto alla sorella ed è lui che la rifiuta dopo che si è sentito rifiutato. È sempre questa cosa che si ha il desiderio e la speranza di fare meglio rispetto a quelli che sono venuti prima".

Qui vediamo una coppia benestante che fa un grosso sacrificio economico per avere questo bambino, ma lo farebbero anche se fossero eterosessuali perché comunque il prezzo è lo stesso per tutti. Nella problematica sulla procreazione mi sembra che dire che ci può essere una famiglia con due papà liberi la donna dall’unico scopo assegnatole dalla società. Al tempo stesso la donna diventa incubatrice e Matteo lo dice a Luca: “mi hai comprato e hai usato una persona per farmi venire al mondo"...

“…Quanto sono costato? Come una macchina?”.

C’è questa doppia faccia: la donna può scegliere cosa essere oppure è la differenza tra ricchi e poveri?

“Secondo me è questo. Nello spettacolo ho voluto mettere due figure femminili libere dall’idea di un ruolo assegnato dalla società per millenni. Franca non vuole essere madre, vuole vivere così, rimane incinta e cresce la figlia con tutto l’amore che le può dare ma è libera dalla sensibilità materna, tant’è che la figlia Lucia glielo dice che vuole una madre, un ruolo preciso. D’altro canto anche la nonna si rifiuta di espletare la sua funzione di nonna. Sono donne che non accettano la sottomissione in cui l’uomo e la società le ha relegate per cui certe volte sono più cattive le donne con le stesse donne che non gli uomini".

Geppetto e Geppetto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Rimane Luca che è il padre “adottivo” anche se legalmente non lo è. I due non comunicano perché il ragazzo non parla con l’adulto, ma è un problema generazionale, non c’entra gay o etero. Hanno entrambi lo stesso problema: muore Toni e si perde il perno della famiglia. È incredibile che anche noi pubblico viviamo questa mancanza con voi “famiglia sul palco”.

“Sì, ci credo. Il punto di riferimento della famiglia è Toni, l’ho fatto per quello, perché quella grande assenza che sente il pubblico è quella che deve portare il figlio ad avere questo rapporto col padre “putativo”".

Poi c’è la svolta in cui c’è un crescendo e Luca si ammala per il dispiacere ma c’è il finale meraviglioso.

“Lui dice: “Grazie papà”".

Ma deve morire qualcuno perché si risolvano le cose?

“Purtroppo alcune volte sì: se ci pensi ci vuole sempre un capro espiatorio. In questo caso è Luca, la sua morte è la sostituzione di qualcosa di speranzoso perché nel momento in cui il figlio dice: “Grazie papà, adesso crescerò e diventerò papà come te, grazie papà". È come se dicesse: “Ecco il mio cuore, perdonami". Volevo che finisse con una speranza meravigliosa: Matteo è un figlio come tanti, non si sarebbe mai salvato se non fosse andato al letto di morte del padre a riconciliarsi".



nr. 11 anno XXII del 25 marzo 2017

Geppetto e Geppetto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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