NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Benvenuta primavera
dopo un inverno spezzato

A dicembre e gennaio sotto zero in 53 giorni su 62. Preoccupa la forte siccità

di L.P.

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Benvenuta primavera<br>
dopo un inverno spezzato

LE TEMPERATURE GIORNO PER GIORNO: MINIME E MASSIME DAL 1° DICEMBRE AD OGGI

DICEMBRE 2016 
  giovedì 1    -3    8 
  venerdì 2    -2    9 
  sabato 3    6    8 
  domenica 4       9 
  lunedì 5    2    10 
  martedì 6    -2    10 
  mercoledì 7    -3    11 
  giovedì 8    -5    4 
  venerdì 9    -5    2 
  sabato 10    -4    2 
  domenica 11    -4    2 
  lunedì 12    0    12 
  martedì 13    -2    9 
  mercoledì 14    1    4 
  giovedì 15    0    4 
  venerdì 16    -1    9 
  sabato 17    -4    7 
  domenica 18    -5    5 
  lunedì 19    -3    10 
  martedì 20    4    9 
  mercoledì 21    1    16 
  giovedì 22    -1    11 
  venerdì 23    -2    17 
  sabato 24    -1    9 
  domenica 25    -1    12 
  lunedì 26    -1    12 
  martedì 27    -2    12 
  mercoledì 28    -2    11 
  giovedì 29    -1    10 
  venerdì 30    -3    7 
  sabato 31    -3    7 
    GENNAIO 2017 
  domenica 1    -5    7 
  lunedì 2    -5    7 
  martedì 3    -3    9 
  mercoledì 4    -5    3 
  giovedì 5    -4    9 
  venerdì 6    -7    3 
  sabato 7    -9    3 
  domenica 8    -8    4 
  lunedì 9    -9    3 
  martedì 10    -2    1 
  mercoledì 11    -8    1 
  giovedì 12    -7    2 
  venerdì 13    -1    2 
  sabato 14    -3    3 
  domenica 15    -3    6 
  lunedì 16    -6    5 
  martedì 17    -3    7 
  mercoledì 18    -5    8 
  giovedì 19    -2    8 
  venerdì 20    -4    7 
  sabato 21    -5    9 
  domenica 22    -4    11 
  lunedì 23    -3    10 
  martedì 24    -3    11 
  mercoledì 25    -3    7 
  giovedì 26    -5    6 
  venerdì 27    -6    5 
  sabato 28    -5    6 
  domenica 29    -5    6 
  lunedì 30    -4    5 
  martedì 31    1    4 
    FEBBRAIO 2017 
  mercoledì 1    2    5 
  giovedì 2    3    8 
  venerdì 3    5    9 
  sabato 4    4    7 
  domenica 5    1    6 
  lunedì 6    5    10 
  martedì 7    6    11 
  mercoledì 8    5    8 
  giovedì 9    1    9 
  venerdì 10    4    8 
  sabato 11    4    8 
  domenica 12    3    11 
  lunedì 13    1    8 
  martedì 14    0    12 
  mercoledì 15    -1    14 
  giovedì 16    0    17 
  venerdì 17    -2    9 
  sabato 18    0    14 
  domenica 19    1    12 
  lunedì 20    1    11 
  martedì 21    2    8 
  mercoledì 22    4    10 
  giovedì 23    6    9 
  venerdì 24       9 
  sabato 25    2    13 
  domenica 26    -1    13 
  lunedì 27    2    13 
  martedì 28        8 
    MARZO 2017 
  mercoledì 1    4    14 
  giovedì 2    2    14 
  venerdì 3    2    15 
  sabato 4       11 
  domenica 5    6    14 
  lunedì 6    4    13 
  martedì 7    3    17 
  mercoledì 8     1    17 
  giovedì 9    3    18 
  venerdì 10    3    22 
  sabato 11    1    16 
  domenica 12    3    15 
  lunedì 13    1    16 
  martedì 14    3    17 
  mercoledì 15    4    17 
  giovedì 16    4    19 
  venerdì 17    3    18 
  sabato 19    5    15 
  domenica 19    5    17 
  lunedì 20    4    18 
  martedì 21    9    15 
  mercoledì 22    10    14 
  giovedì 23    8    18 
 Fonte: dati Arpav pubblicati sul sito www.arpa.veneto.it 

Un inverno, sotto il profilo delle temperature registrate in pianura, letteralmente spezzato a metà, con valori sotto lo zero in 53 giorni su 62 nei mesi di dicembre e gennaio, tre solo volte da febbraio in poi. Come dimostra la tabella riepilogativa pubblicata qui a fianco la stagione più fredda - quella che per i meteorologici comprende i mesi di dicembre, gennaio e febbraio - si è subito affacciata, soprattutto per quanto riguarda i valori minimi, già dall'inizio del dicembre per cui acuirsi ad inizio 2017 con temperature minime che sia in pianura che in montagna hanno fatto registrati valori record, vicino a -10°C in città e più volti inferiori a --20° sull'Altopiano di Asiago. Ma poi, dai cosiddetti "giorni della merla" a fine dicembre il termometro è salito sino a registrare in tre soli notti (quelle del 15, 17 e 26 febbraio) valori sotto lo zero.

A livello di minime si è scesi due volte sino a -9° gradi, precisamente sabato 7 e lunedì 9 gennaio, un dato davvero anomalo rispetto a quanto avvenuto nel biennio precedente: nell'inverno scorso, il 2015-2016, la colonnina del mercurio era scesa per due volte a -6°C (il 19 e il 21 gennaio), mentre in quello precedente, quello del 2014-2015, la temperatura più bassa in assoluto, a -6°C, è stata registrata il 30 dicembre. Semmai come dimostra la tabella qui a fianco la stranezza riguarda le temperature massime registrare a dicembre, con due punte massime, assolutamente anomale, di 17°C il 23 dicembre e di 16° il 21 dicembre, mentre per cinque giorni di fila dopo Natale si sono registrati tra i 10 e 12 gradi. Tornando al freddo di quest'inverno significativo anche il fatto che per 40 notti consecutive (dal 22 dicembre al 30 gennaio) la colonnina è scesa sotto lo zero.

Per un bilancio definitivo attuale abbiamo interpellato il meteorologo Marco Rabito, uno dei fondatori e responsabile di Serenissima Meteo, volto noto anche dai telespettatori di Tva Vicenza. Con lui abbiamo parlato anche della siccità, che rappresenta uno dei grandi problemi attuali, non risolti con le pioggia di queste ultime ore.



Rabito, sotto il profilo meteo che inverno ci siamo lasciati alle spalle?

«Un periodo sicuramente contrastato sotto il profilo delle temperature. Anche se purtroppo l'aspetto più determinante ha riguardato la siccità, con valori record negativi in fatto di precipitazioni in pianura e nevicate in montagna. Ad esempio in pianura dopo una veloce pioggia a fine novembre, per l'intero mese di dicembre non è caduto un millimetro d'acqua, mentre a gennaio è nevicato anche in pianura nella sera del 12 gennaio e nella notte successiva, per una media di 5 centimetri in pianura: a Vicenza è stata l'unica dell'anno e una delle poche in montagna. A febbraio sono caduti 80 millimetri di pioggia nei primi sei-sette giorni, poi quasi nulla, mentre anche nel mese di marzo, almeno sinora (l'intervista è stata fatta martedì 21, ndr) le piogge sono stati quasi assenti. Ma a preoccupare maggiormente è proprio l'aspetto della poca neve in montagna».

Perché?

«Come detto l'unica copiosa nevicata è avvenuta ad inizio febbraio, troppo poco per garantire quello strato che poi in primavera si scioglie e garantisce l'innalzamento graduale delle falde acquifere. Quest'anno non avverrà tutto ciò e questo rischia davvero di diventare un problema anche in previsione dei mesi successivi».

Marzo e aprile, nelle medie del periodo, sono mesi considerati piovosi?

«Generalmente il periodo primaverile è caratterizzato da piogge, spesso anche intense, con l'arrivo dei primi temporali. Nella pianura vicentina le medie stagionali indicano circa 100 millimetri di pioggia sia a marzo che ad aprile. Ma attenzione, queste possibili piogge, consentiranno di far risalire il livello delle falde acquifere solo parzialmente, in ogni caso mancherà la neve sciolta in arrivo dalla montagna. E questo potrebbe diventare un grosso problema soprattutto nella prossima estate, se sarà molto siccitosa».

Tutto ciò può rappresentare un campanello d'allarme per l'agricoltura?

«Direi soprattutto per l'agricoltura. In questo momento i coltivatori sono tranquilli, perchè la stagione deve ancora aprirsi e loro in questo periodo godono del bel tempo per rizollare, seminare e procedere con tutti quei lavori di inizio anno. I problemi potrebbero arrivare nelle prossime settimane quando sarà necessario irrigare, vista la perdurante mancanza di precipitazioni. Di certo non potranno bastare poche ore di pioggia per risolvere il problema».

Torniamo alle temperature dell'inverno. Cosa è successo mese per mese?

«A dicembre nonostante le minime quasi sempre sotto lo zero, siamo rimasti leggermente sopra la media stagionale del periodo, che si calcola sommando i due valori e le massime sono state alte. In montagna ad esempio siamo stati ben al di sopra delle medie, visto che per la quasi totalità dei giorni, a causa dell'inversione termica, le massime sono state più altre che in pianura».

Il mese di gennaio invece?

Benvenuta primavera<br>dopo un inverno spezzato (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«È stato in assoluto uno dei più freddi della storia, con circa 2°C in meno rispetto alla media stagionale e con valori negativi che non si vedevano da un po' d'anni. Da registrare che il dato negativo di gennaio è il primo inferiore dopo oltre un anno, visto che nel 2016 tutti i mesi sono stati caratterizzati da valori sopra le medie. Anche febbraio e marzo sono state ben sopra le medie del periodo».

In particolare nel mese di marzo come sono andate le cose?

«Le minime mai sotto le zero, mentre in alcuni giorni, ad esempio venerdì 10, a Vicenza sono stati superati i 20 gradi, un valore assolutamente anomalo, che in genere si registra a fine aprile. Un'altra caratteristica (come evidenziano i valori della tabella, ndr.) è quella dell'escursione termica, particolarmente elevata, con differenze tra notte e giorno attorno ai 15 gradi per più giorni consecutivi. Un'anomalia di questo strano inverno».

È finita la stagione fredda?

«Nessuno può dirlo, l'esperienza ci dice che a cavallo tra marzo e aprile possono registrarsi delle ghiacciate anche in pianura. Se dovesse avvenire tutto ciò provocherebbe danni all'agricoltura visto che buona parte della piante sono già in fiore, visto che la stagione è molto anticipata».

 

nr. 11 anno XXII del 25 marzo 2017

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