NR. 16 anno XXII DEL 29 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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La Strada delle Gallerie

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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La Strada delle Gallerie

A distanza di un secolo, qual è ancora oggi l'importanza delle Strada?

La Strada delle Gallerie (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"La Strada delle gallerie è stata importante durante la guerra, è stata costruita per mettere in difesa un tratto di crinale della montagna e nello stesso tempo per costituire una nuova via di accesso a Porte del Pasubio, vale a dire al fronte. Finita la guerra ha perduto la sua funzione, è diventata un luogo non importante, abbandonato, come tutte le cose della guerra. Solo che la sua bellezza e la sua storia e la bellezza del tratto di montagna che attraversava l’hanno salvata, l’hanno fatta divenire un luogo molto amato e fra i più frequentati delle nostre montagne. Se vogliamo, importante in un modo diverso, non rispetto a una funzione, ma di per sé. Si stima che siano ormai sui quarantamila gli escursionisti che vengono ogni anno a percorrerla, anche da fuori provincia, da fuori regione, anche dall’estero".

Quanto tempo ci è voluto per preparare la mostra e il volume che l'accompagna?

"Più di due anni di lavoro ininterrotto, da quando si è deciso, con il Cai di Schio, di preparare la mostra. Ma c’era stato del lavoro anche prima, l’idea che si potesse creare un racconto per immagini e testi dei cento anni della strada non è nato dal nulla, avevo già condotto qualche ricerca e c’erano degli abbozzi di scrittura. Poi quando si è partiti veramente c’è stato da un lato il grande lavoro di ricerca e di preparazione dei materiali, vale a dire di fotografie e documenti, e dall’altro quello del metterli insieme, dando forma a qualcosa che non l’aveva. Come ogni volta che si costruisce un’opera complessa, che sia essa un libro, o un film, o una musica o un lavoro teatrale. O appunto una mostra".

Il volume è ricco di fotografie d'epoca: quanto impegno ha profuso e quali difficoltà ha incontrato per metterle insieme?

"Ci sono circa trecento fotografie in mostra, non le ho mai veramente contate tutte. Quelle che raccontano la costruzione della strada nel 1917, e costituiscono la prima sezione della mostra, sono cento; le altre riguardano il dopo, ma solo delle più recenti, una cinquantina in tutto, si può dire che non sono d’epoca, fotografie che nascono già come file digitali, che non hanno avuto bisogno di interventi di restauro per essere rese al meglio. Nel loro insieme, tutte le fotografie hanno comunque richiesto un lavoro gigantesco, prima di ricerca e di recupero, e poi di lettura, di decodificazione. Solo ricostruendo di ogni fotografia la sua storia è stato possibile farle tornare vive, capaci di parlare. E solo così è stato possibile riunirle per nuclei narrativi".

La Strada delle Gallerie (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il catalogo può essere considerato un lavoro esauriente di per se stesso? Un lettore, leggendolo, può rendersi conto di quella realtà come se leggesse un libro specifico sull'argomento?

"Il catalogo è la trasposizione su libro della mostra, naturalmente con gli adattamenti indispensabili. Non ero sicuro, mentre scrivevo i testi che dovevano accompagnare i nuclei di fotografie in mostra, che questi stessi testi potessero funzionare anche riportati in libro. Mentre scrivevo li pensavo riportati in grande sul muro a lato delle fotografie, che l’occhio aveva davanti nel loro insieme. Avrebbero funzionato anche in un libro dove le fotografie seguono pagina dopo pagina? È stata una scommessa, ma ha funzionato perfettamente, anche grazie al lavoro in tandem con Silvia Boschetti, la nostra bravissima grafica. Perciò il catalogo è in realtà un libro a sé, completo, lo si guarda e lo si legge come un libro, ha un’autonomia propria, è il racconto avvincente di cento anni della strada".

Che significato ha oggi questa operazione culturale per il nostro territorio? Solo memorialistica o c'è anche di più?

"Non l’ho mai pensato come un’operazione memorialistica, non lo è. È la storia della strada, la sua epopea, innanzitutto quella della sua costruzione, nel 1917, e poi del dopo. La strada è un luogo denso di storia, ma non è un luogo morto come altri manufatti della guerra di cui si ricorda o si commemora il centenario. La strada delle gallerie è un luogo vivo, anzi quanto mai vivo. E percorrerla, o tornare a percorrerla dopo aver visto la mostra o letto il catalogo, sarà un percorrerla con una consapevolezza diversa, viva. Vale a dire con maggiore pienezza e anche piacere".

 

nr. 15 anno XXII del 22 aprile 2017

La Strada delle Gallerie (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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