NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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La Riforma Protestante a Vicenza

150 anni dalla nascita dall'evento che ha cambiato il corso della storia europea

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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La Riforma Protestante a Vicenza

Sappiamo molto del '500 vicentino dal punto di vista architettonico. Fu il secolo di Andrea Palladio e libri che trattano l'argomento certamente non mancano. Molto meno, invece, sappiamo di un aspetto storico e sociale che caratterizzò quel secolo e che ebbe anche a Vicenza importanti ripercussioni. Un aspetto che, per vari motivi, i testi di storia non hanno trattato in modo esauriente e che oggi trova una nuova luce grazie ad un agile volumetto del vicentino Luigi Dalla Pozza pubblicato dall'editore Cierre: La riforma protestante nella Vicenza del Cinquecento.

La Riforma Protestante a Vicenza (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Prendendo spunto proprio dalla storia, l'autore ha dato alle stampe il libro perché quella riforma compie oggi cinquecento anni (1517–2017). Un evento che ha cambiato il corso della storia europea in Italia e del quale nel tempo si è creata un'immagine spesso negativa: per questo le celebrazioni del cinquecentenario sollecitano una revisione della memoria collettiva sui fatti occorsi secoli or sono anche nella nostra città. Questa parte di storia cittadina è stata a lungo trascurata e, con alcune recenti eccezioni, inquadrata in maniera sbrigativa come "eresia". Tuttavia - si legge nelle note che accompagnano il libro - derubricare tutte le iniziative di riforma avvenute in città come “eresia”, e rinominare tutti i protagonisti del cambiamento delle corrotte prassi medievali indistintamente come “eretiche”, non è accurato né teologicamente, né storicamente. Il libro ripercorre il cinquantennio 1520-1570 raccontando il cambiamento dei costumi che si diffuse a Vicenza tra le famiglie più illustri della città, ma pure tra commercianti e artigiani. I circuiti che vennero a crearsi attorno alla Scrittura e alle letture delle pagine dei riformatori d’oltralpe sfociarono in un abbozzo di rinnovamento che voleva influenzare le strutture sociali, economiche ed urbane della città. E secondo alcuni studiosi, anche l’architettura di Andrea Palladio è un esempio di questa ricerca del nuovo. Gli effetti furono da un lato la costituzione del cenacolo di Cricoli, ovvero l’inizio della diffusione delle idee della Riforma luterana, e dall'altro la pubblicazione del Ragionamento di Alessandro Trissino, un’esortazione a confessare pubblicamente la fede e a voltare le spalle al papismo. L'autore vuole così accompagnare i lettori in un breve viaggio alla scoperta di una città e di alcune sue famiglie che accolsero le istanze della Riforma Protestante, divenendo uno dei principali centri di diffusione delle idee calviniste in Italia.

La Riforma Protestante a Vicenza (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Entrando di più nel dettaglio vicentino, apprendiamo che in quel secolo le nuove idee provenienti dalla Germania prima e dalla Francia poi gettarono i semi per un autentico spirito di rinnovamento della fede e dei costumi che si diffuse a Vicenza, coinvolgendo ed influenzando famiglie come Da Porto, Trissino, Pigafetta, Thiene, ma anche commercianti come i Pellizzari e i Trento, artigiani e gente comune. La Riforma comparve a Vicenza a partire dal 1519 provenendo dalla Germania attraverso le vie del commercio della seta e delle pelli e si sviluppò con una forza intellettuale capace di modificare alcuni assetti politici ed ideologici della città. Giunsero così a Vicenza le prime notizie della Riforma invocata da Lutero con le sue celebri 95 Tesi. La predicazione di Lutero contro le indulgenze entrò nelle discussioni del circolo di Gian Giorgio Trissino e Roberto Verlato. Si accese un’ampia discussione attorno ai temi del peccato, del perdono e della grazia: nelle dimore dei Capra e dei Thiene, dei Pigafetta e dei Da Porto, si commentavano le epistole dell’Apostolo Paolo e si discuteva sul rapporto fra indulgenze e purezza della chiesa. In breve tempo si consolidò una rete culturale di circoli articolati attorno ai rappresentanti dell’umanesimo e della nobiltà maggiormente vicina al mondo d’oltralpe. Poi, a partire dal 1536, anche Calvino comparve nella società vicentina, investendo tanto le dottrine teologiche quanto la vita quotidiana. Ma tutto durò solo fino agli anni '60, quando la persecuzione dell’Inquisizione romana costrinse molti a emigrare. Tuttavia, il sogno di rinnovamento non scomparve: lo stesso Trissino e Odoardo Thiene ne continuarono la diffusione dall’esilio. Vicenza sperimentò dunque in quegli anni un disegno religioso e politico della tolleranza, influenzando anche l’architettura di Andrea Palladio. Oggi, in una città considerata una sorta di culla del cattolicesimo, ricordare i 500 anni del protestantesimo è un’occasione per riscoprire fatti, luoghi e persone di una città che accolse la Riforma e colmare, forse,una lacuna che molti libri di storia avevano lasciato.

Il libro non è però l'unico segnale in tal senso. L’associazione Native Onlus infatti, con il patrocinio del Comune di Vicenza, ha proposto altre due particolari iniziative. La prima è stata una mostra di pannelli illustrati sulla Riforma Protestante che intreccia l’Europa, l’Italia e la città di Vicenza, allestita il mese scorso nella Loggia del Capitaniato in piazza dei Signori. La seconda è "Passeggiando nei luoghi della riforma", per scoprire Vicenza e la Riforma con visite guidate gratuite. Dopo i primi tre appuntamenti di aprile e maggio, altri tre seguiranno nei giorni 17 settembre, 1 e il 22 ottobre dalle 15 alle 16.30 per ammirare le bellezze del patrimonio monumentale vicentino, scoprendo una parte di storia cittadina sconosciuta. Tra le tappe del tour Casa Pigafetta, dimora di una fra le principali famiglie aristocratiche schierate a sostegno del movimento riformatore vicentino e veneziano. La passeggiata porterà fino al Duomo, dove Giulio Trissino, figlio di Giangiorgio, fu canonico e arciprete prima di aderire al calvinismo. Adiacente al duomo si trovava un altro edificio legato alla Riforma in quanto luogo d’incontro dei filo protestanti: la farmacia del Colombina, processato per eresia nel 1547. La visita continuerà a Palazzo Thiene, ora Bonin Longare, messo a disposizione da Odoardo Thiene per le riunioni evangeliche degli accademici. Si vedrà anche il luogo in cui si trovava Palazzo Thiene di Ercole, crollato sotto le bombe del 1944. Ulteriori tappe del tour saranno Palazzo Trissino Baston e contra’ Porti, via in cui risiedevano le famiglie più prestigiose della città che aderirono alla Riforma.

Abbiamo incontrato Luigi Dalla Pozza.

La Riforma Protestante a Vicenza (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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