NR. 26 anno XXII DELL'8 LUGLIO 2017
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Cultura e storia

Bassano e i suoi gioielli

di Gianni Celi

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Cultura e storia

Chissà quanti bassanesi conoscono il notevole patrimonio culturale artistico dei civici musei che costellano la città di Bassano. Per molti di loro vogliamo offrire una carrellata dei luoghi di maggiore interesse che raccontano una parte sicuramente importane della nostra storia. Ecco di seguito, cogliendo l’invito dell’Amministrazione comunale, l’illustrazione delle differenti sedi culturali cittadine gestite dal Comune di Bassano.

Cominciamo allora dal Museo Civico, uno dei più antichi del Veneto, sorto nel 1828 in seguito al legato del naturalista Giambattista Brocchi. Nel 1840 trovò posto nell’antico convento di San Francesco. A partire da questa data vi vennero ospitate collezioni di storia naturale e libri lasciati dal Brocchi,oltre a dipinti provenienti da chiese e conventi soppressi in età napoleonica, già depositati nelle sale adiacenti al chiostro di San Francesco fin dal 1831. L’intero patrimonio nel tempo si è eccezionalmente arricchito tanto che oggi è possibile ammirarne solo una parte, allestita nelle sezioni archeologiche (reperti di età paleoveneta, magnogreca, romana e medievale), nella pinacoteca (opere pittoriche dal XIII al XX secolo) e nel chiostro (lapidario di cippi, stemmi, iscrizioni, pietre tombali e frammenti architettonici a partire dal XIII secolo). La pinacoteca in particolare conta oltre 500 dipinti, tra i quali spicca la più grande raccolta di opere di Jacopo dal Ponte esistente al mondo e una ricca documentazione dell’attività della sua bottega. La sezione canoviana raccoglie tremila disegni autografi, l’epistolario, la biblioteca,

Cultura e storia (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Passiamo poi al Museo della Ceramica, dedicato dal 2011 al marchese Giuseppe Roi, che trova posto a Palazzo Sturm. Esso occupa tutto il piano nobile dell’edificio. Il primo nucleo della collezione del museo (maioliche della manifattura Antonibon), entrò nelle raccolte grazie a donazioni tra il 1919 ed il 1949 ed era originariamente collocato al piano terra del Museo Civico insieme alle incisioni popolari dei Remondini. L’incremento della raccolta, dovuto ad acquisizioni inviate grazie ai fondi del lascito Chini  e alle annuali donazioni del marchese Giuseppe Roi e degli Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano, ha reso necessario il suo spostamento, nel 1992, nell’attuale sede.

Sempre a Palazzo Sturm si trova il Museo Remondini qui collocato dieci anni fa. Si tratta di un nuovo polo culturale cittadino promosso dall’assessorato alla cultura e alle attività museali. Il percorso espositivo propone il tema del viaggio, lungo una linea del tempo che intreccia le vicende della famiglia dei Remndini, con i materiali prodotti, in un cammino che si snoda lungo 200 anni di storia dell’uomo e della civiltà dell’immagine europea, tra metà Seicento e metà Ottocento. Il nuovo museo, uno dei pochi in Italia dedicati alla stampa e certamente il più articolato, illustra tutti gli aspetti del fenomeno industriale sette-ottocentesco dei Remondini, in un ideale viaggio introdotto dalle sagome dei Tesini attraverso tutta la produzione: i libri, le carte decorate, le incisioni popolari sacre e profane, i foglietti da ritaglio, i soldatini, i giochi, le vedute ottiche, le acqueforti e le xilografie dei grandi incisori italiani ed europei, tra cui Mantegna, Dürer e Tiepolo.

Cultura e storia (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Palazzo Bonaguro, invece, conserva alcune importanti collezioni naturalistiche storiche,acquisite nel corso dell’800. Tra queste spicca per entità e fama la collezione geo-paleontologica Brocchi-Parolini, a cui si associano diverse raccolte botaniche, la più ampia delle quali è l’ErbarioParolini, con i suoi oltre 15.000 esemplari. In tempi più recenti alle raccolte storiche si sono unite nuove raccolte botaniche ed entomologiche ed una grande collezione zoologica costituita da centinaia di esemplari di uccelli del paleoartico occidentale e decine di esemplari di mammiferi naturalizzati provenienti da vari continenti. Dal 2006 il museo custodisce nella sede di Palazzo Bonaguro anche un nucleo di esemplari zoologici affidati in custodia definitiva dal Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato, esposti all’interno della mostra “Mondo animale. Conoscerlo per proteggerlo”.

Palazzo Agostinelli è, in pieno centro storico, un’importante sede espositiva e fu donata alla città di Bassano, con lascito testamentario, dalla ballerina Mary Dirhoui Megrditchian Agostinelli e destinata ad ospitare, nella parte centrale del palazzo, dopo gli interventi di restauro, le mostre che la città di Bassano andava proponendo in luoghi diversi dal Museo Civico. Nel corso degli anni si sono succedute alcune iniziative espositive di particolare rilevanza che hanno confermato il palazzo come luogo opportuno di esposizioni e incontri per eventi dedicati all’arte contemporanea, all’incisione, e alla ceramica.

Cultura e storia (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Vi è poi la Chiesetta dell’Angelo o del Suffragio che venne costruita da Giovanbattista Bricito nel 1655 per volere di don Domenico Da Veggia come adempimento di un suo voto fatto alla Beata Giovanna Bonomo, copatrona di Bassano, e dedicata all’Angelo custode che le era apparso. La chiesetta esponeva al suo interno un ricco apparato decorativo, in parte conservato in museo, in parte presente nelle metope del fregio (quaranta telette raffiguranti santi, angeli e arcangeli). L’edificio sacro fu costruito su un terreno donato da Pietro Stecchini, che provvide all’acquisto della stessa al momento delle soppressioni napoleoniche nel 1810, e fu utilizzato principalmente come oratorio privato e aperto al pubblico solo in limitatissime circostanze (il lunedì di Pasqua e in occasione della festa della Madonna del Carmine). Nel 1978 la chiesetta è stata donata al Comune che ne ha promosso, assieme ad altri organismi pubblici e privati, il restauro architettonico e quello pittorico. A partire dal 1985 è diventata sede di iniziative culturali come mostre temporanee, conferenze e dibattiti organizzati dall’assessorato alla cultura.

Per finire parliamo della Biblioteca Archivio nata grazie al naturalista Giovanni Battista Brocchi e aperta al pubblico nel 1843. Essa vanta un’ampia collezione di manoscritti ed edizioni di pregio, frutto delle donazioni che si sono succedute nel corso degli anni (1400 cinquecentine, epistolari Gamba, Canova, Remondini, Trivellini, Brocchi, Parolini, Ferrazzi). Il patrimonio ammonta a circa 117.000 volumi. Da giugno 2011 la biblioteca è stata trasferita nella nuova sede in Galleria Ragazzi del ’99 dotata di ampi e moderni spazi, di numerose sale per lo studio e la consultazione, di due nuove sezioni per bambini e per ragazzi, di postazioni informatizzate per la consultazione dei cataloghi, per la ricerca e per la navigazione internet, del servizio wi-fi.

 

nr. 26 anno XXII dell'8 luglio 2017

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