NR. 28 anno XXII DEL 22 LUGLIO 2017
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Il futuro della nuova Uls
comuni chiamati a vigilare

Poletto: "Temiamo per lo scioglimento"

di Gianni Celi

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nuova Ulss7

L’esperienza negativa del Tribunale di Bassano scippato al territorio per l’unificazione con quello di Vicenza, ha portato i sindaci del mandamento a preoccuparsi per il futuro della nuova Unità locale sociosanitaria indicata, dopo l’unione fra la tre (bassanese) e la quattro (Alto Vicentino), con il numero sette. Arrivano, da parte di alcuni consiglieri o rappresentanti della politica regionale di diversa posizione, segnali poco rassicuranti. C’è chi continua a premere l’acceleratore perché venga annullata quella che viene considerata come una anomalia rappresentata dalla presenza di due Ulss nella Provincia di Vicenza. Da qui l’incontro del sindaco Riccardo Poletto con i rappresentanti del comitato di coordinamento dei primi cittadini dei 28 Comuni dell’ex Ulss3. “Ci sono voci che circolano in Regione e anche non molto lontano da noi – ha spiegato Poletto – che ci fanno temere per lo scioglimento della nuova Ulss7 Pedemontana per cui dobbiamo fare quadrato attorno a questo nuovo problema al fine di non vederci portar via un altro importantissimo servizio”. A sostenere la nuova azione che verrà portata avanti da tutti i Comuni, accanto al capofila della città di Bassano, all’incontro erano presenti anche Marica Dalla Valle, sindaca di Marostica, e Carlo Perli, sindaco di Valstagna.

Tutti assieme hanno concordato di portare all’approvazione dei differenti Consigli comunali un ordine del giorno che merita di essere presentato al lettore nella sua interezza per meglio capire che cosa si vuole e cosa si chiede con questa operazione congiunta.

nuova Ulss7 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Premesso che sin dal momento in cui gli esecutivi delle precedenti Ulss 3 e 4 proposero un’alternativa all’Ulss provinciale ed in particolare proposero una Ulss per l’area pedemontana, erano vive, come lo sono oggi, le preoccupazioni di mantenere forte il rapporto fra Azienda Sociosanitaria e Comuni dei vari territori, con un numero di abitanti che, tenendo conto anche delle aree montane, fosse adeguato (circa 400 mila); parimenti erano e sono vive le esigenze di garantire che dal punto di vista dell’erogazione dei servizi nulla cambi per i cittadini rispetto ai livello di qualità delle Ulss precedenti, se non nella direzione del continuo miglioramento e dell’implementazione di ulteriori servivi o articolazione degli stessi; è opportuno vigilare e operare affinché sia sempre rispettata la pari e reciproca dignità dei vari territori con i relativi poli ospedalieri”.

Detto questo i vari consigli comunali vogliono affermare la necessità di “considerare di estrema attualità quanto scritto in premessa; di svolgere un attento e continuo monitoraggio finalizzato a controllare che nelle strutture ospedaliere e territoriali della propria area siano garantiti i livelli di qualità ed eccellenza e promuovere tutte le iniziative utili allo scopo di difenderli; di istituire un tavolo permanente di confronto e attiva collaborazione con i rappresentanti delle associazioni impegnate sul fronte della salute”.

nuova Ulss7 (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Oltre a questo i diversi Consigli comunale andranno a “chiedere alla Regione Veneto e al Direttore generale dell’Ulss che sia assicurato il mantenimento delle attuali specialità e dei reparti degli ospedali, la puntuale sostituzione dei primari che cessano dal servizio e di tutto il personale di professione sociale e sanitaria (medici, psicologi, infermieri, educatori, operatori ed altro ancora); di promuovere nelle sedi opportune lo sviluppo di ulteriori “attività specialistiche” tali da garantire all’Ulss7 Pedemontana un potere attrattivo pari a quello delle altre Ulss del Veneto; di garantire che i percorsi di riorganizzazione complessiva dei servizi ed i processi di organica razionalizzazione delle diverse gestioni siano avviati e portati avanti in sintonia e dialogo con le Amministrazioni comunali in rappresentanza delle istanz4e dei cittadini; di valorizzare le identità ed i percorsi storici delle precedenti Ulss3 e 4 e perseguire uno scambio di buone pratiche volto al miglioramento reciproco fondato su quanto di strutturazione, organizzazione, innovazione nei diversi territori dell’Ulss ha raggiungo buoni risultati”.

Infine i consiglieri comunali dei 28 Comuni del mandamento chiedono che “in conseguenza alla precedenti considerazioni siano difese, valorizzate e condivise le eccellenze che l’Ulss3 ha sviluppato sia in campo sociale sia in quello sanitario e nondimeno l’integrazione sociosanitaria, integrazione che da tempo è caratterizzante e qualificante il modello del Veneto”.

 

nr. 28 anno XXII del 22 luglio 2017

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