NR. 28 anno XXII DEL 22 LUGLIO 2017
la domenica di vicenza
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Nero cemento
il lato oscuro di Vicenza

Quindici racconti surreali all'ombra del Corso

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Nero cemento<br>
il lato oscuro di Vicenza

Un noir tutto vicentino. Vicentini sono gli autori dei quindici racconti di Nero cemento, vicentino è il curatore Massimo Fagarazzi e vicentino l'editore Nero Cromo. E aggiungiamo pure che è vicentina l'artefice dell'elegante copertina, Ester Chilese, una delle autrici dei racconti. Una raccolta che racconta il lato oscuro di Vicenza dove dietro l’angolo, a due passi dalle eleganti vetrine di Corso Palladio, esiste una città in cui episodi surreali e vicende grottesche colorano di mistero il volto delle strade.

Nero cemento<br>il lato oscuro di Vicenza (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Come in un sistema circolatorio, le storie di questo romanzo collettivo si mescolano fra loro formando una grande zona d’ombra, nella quale il confronto tra individuo e città diventa un conflitto in cui non emergono né vincitori né vinti. Dal decadente centro commerciale di Altavilla al sanatorio abbandonato, dal grigio ecomostro all’antica Basilica, Nero Cemento esprime l’inquietudine di personaggi sommersi da un presente industriale e da un destino di cemento, per i quali l’unica via di redenzione è rappresentata dall’affermazione della propria individualità. Fagarazzi, oltre a firmare i due racconti che aprono e chiudono il libro, ha imbastito l'architettura di questa narrazione a più voci, riuscendo a mettere insieme diversi stili grazie anche ad alcuni espedienti narrativi e a personaggi che passano di racconto in racconto. Come scrive Salvatore Lucifora nella prefazione, "è un romanzo disturbante, sconcertante se vuoi, ma che nel suo piccolo ribalta la comune percezione delle cose". Un libro che, attraverso una miscela ben dosata di ingredienti diversi, dalla fantascienza, al noir e al post moderno, racconta la Vicenza meno frequentata. Le bianche architetture palladiane restano sullo sfondo: i personaggi di Nero Cemento si muovono tra recenti abusi edilizi, vecchi quartieri alla moda oramai decaduti, tra le vie perpendicolari di zone industriali senza fine. Vivono un futuro prossimo nel quale è facile riconoscere aspetti della realtà di oggi. I personaggi principali sono persone comuni che vivono a Vicenza e affrontano un evento misterioso e grottesco. Criminali, perdigiorno e uomini al margine della società, ragazzi che eccedono negli sballi, sognatori alienati, sopravvissuti urbani di un prossimo futuro - esemplare a tal proposito l'incursione nella fantascienza del racconto Progetto Hades, con al centro la base militare Site Pluto di Longare trasformata in spettacolare perno di un fantomatico contatto con entità aliene degne del famoso film americano Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Nero cemento<br>il lato oscuro di Vicenza (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Dunque ci sono Vicenza e il suo territorio - un Nordest fatto di condomini, centri commerciali e capannoni industriali - non solo come ambientazione ma anche come atmosfera e convitato di pietra. "Il luogo in cui vive - spiega Fagarazzi - contribuisce a plasmare il carattere di un abitante, corrompe le sue viscere, lo rende un cittadino di cemento. Vicenza è una città contraddittoria: bellezze architettoniche, zone industriali, ricchezze economiche, mancanza di valori etici. E così diventa contraddittorio anche il cuore dei suoi abitanti, che finisce per palpitare amore e odio nei confronti della città che lo ospita. Le atmosfere noir e urbane dipingono una anticittà diffusa fatta di periferie estese, industrie, edifici abbandonati, inquietudini, criminalità, realtà grottesche e futuri possibili". Le storie si intrecciano in un contesto temporale tra i primi anni 2000 e un ipotetico 2100, esplorano aspetti fondamentali come il confronto tra individuo e città, la condizione dell’uomo post-moderno, l’assenza di speranza per un futuro sereno, la solitudine interiore, la difficoltà a intessere rapporti umani solidi e duraturi, l’alienazione industriale. Nonostante l’atmosfera cupa e rassegnata però, i racconti mostrano anche l’ironia con cui i protagonisti affrontano gli aspetti grotteschi della vita. Nero Cemento, dunque, perché nera è l’ambientazione notturna, oscura e grottesca, con personaggi che vivono ai margini della società o che concepiscono la realtà in maniera differente dal pensiero comune. Cemento perché si racconta un territorio cementificato, riempito di troppo, una zona d’ombra grigia, forse un "non luogo", ricorrendo ad un'espressione del sociologo francese Marc Augè.

L’antologia è nata come laboratorio di scrittura. Fagarazzi ha inizialmente selezionato sei non scrittori vicentini e li ha invitati a scrivere un racconto misterioso ambientato a Vicenza. Ognuno di loro non conosceva l’identità degli altri, e inoltre doveva coinvolgere nel progetto un compagno non scrittore vicentino che sarebbe rimasto ignoto fino alla fase di editing e che doveva a sua volta realizzare un proprio racconto. In fase di revisione dei testi il curatore ha chiesto a ogni autore di inserire nel proprio un racconto un elemento che proveniva da uno degli altri testi: un personaggio, un evento, un luogo. Le storie sono poi state riviste per creare connessioni e citazioni. I racconti si sono collegati fra di loro a formare un tessuto narrativo coerente, conservando una propria trama indipendente ma formando assieme un grande puzzle: la visione collettiva di Vicenza. Oltre a Fagarazzi (ideatore, curatore e autore), gli altri autori sono: Stefano Zattera, Alessandro Marsiletti, Giovanni Todescato, Andrea Angeleri, Alessia Reniero, Alessandro Oltramari, Petra Cason, Utte Balestro, Stefano Urru, Paolo Gonzo, Alice Gobbi, William Conner, Ester Chilese.

Abbiamo incontrato il curatore della raccolta.

 Nero cemento<br>il lato oscuro di Vicenza (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)



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