NR. 31 anno XXII DEL 9 SETTEMBRE 2017
la domenica di vicenza
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Premio Neri Pozza atto terzo.
Il 15 il nome del vincitore

La cerimonia al Teatro Olimpico

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Premio Neri Pozza

È un valore aggiunto per la città di Vicenza ospitare, all'interno di uno dei suoi gioielli architettonici più noti come il Teatro Olimpico, la cerimonia di assegnazione di un importante premio letterario nazionale. Basato sul modello dei premi letterari spagnoli, ideati e organizzati direttamente da editori, il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza, promosso dalla stessa casa editrice e da Confindustria Vicenza, è dedicato a opere inedite di narrativa letteraria. Sui 1304 testi pervenuti, una commissione designata dall'editore ha selezionato dodici opere da sottoporre al giudizio di un comitato di lettura composto dall’agente letterario Marco Vigevani, dagli scrittori e giornalisti Francesco Durante e Stefano Malatesta, dallo scrittore e critico letterario Silvio Perrella, dalle scrittrici Romana Petri e Sandra Petrignani, dalla editor e giornalista Laura Lepri e dal direttore editoriale Giuseppe Russo.

Premio Neri Pozza (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) Dalla cinquina finale, che sarà comunicata il prossimo 12 settembre, verrà poi selezionato il vincitore che il 15 settembre, durante la cerimonia ufficiale nel magnifico scenario classico del Teatro Olimpico di Vicenza, riceverà in premio un assegno di 25 mila euro e la pubblicazione dell’opera nel catalogo di Neri Pozza. Ma ecco una carrellata rapida sui dodici inediti che si contenderanno il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza: Il fruscio dell’erba selvaggia di Emiliano Cabuche (pseudonimo), Sconosciuta straniera di Vittoria Caiazza, Figlia di molte madri di Angela Colella, Ultima Esperanza di Paolo Ferruccio Cuniberti, Mille papaveri rossi di Enzo D’Andrea, E che il lupo ci protegga di Valentina Di Cataldo, Pelleossa di Veronica Galletta, Cristiana sepoltura di Piero Malagoli, Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti, Lux o come farla finita col passato di Eleonora Marangoni, Nella cucina del diavolo di Livio Milanesio e Raccoglievamo le more di Agata Motta. Per la Sezione Giovani, rimangono in gara i romanzi: Figlia di molte madri di Angela Colella, E che il lupo ci protegga di Valentina Di Cataldo, Dopo il diluvio di Leonardo Malaguti e Lux o come farla finita col passato di Eleonora Marangoni: la commissione istituita dalla casa editrice li ha ritenuti meritevoli di figurare tra i dodici finalisti dell’edizione maggiore del Premio e i quattro romanzi concorrono dunque anche per la sezione principale del Premio. Nel 2015 nasce la Sezione Giovani, indetta all’interno del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza in collaborazione con la Fondazione Adolfo Pini – Circolo dei Lettori. La sezione è riservata ai partecipanti al Premio che abbiano età inferiore ai 35 anni e prevede per il vincitore la pubblicazione dell’opera da parte di Neri Pozza. Per la sezione giovani sono arrivati 215 testi in concorso e la selezione delle opere è avvenuta a cura del comitato di lettura del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza in collaborazione con la Fondazione Pini grazie a una giuria composta da dieci membri scelti fra i lettori e gli iscritti ai corsi di scrittura creativa. Dunque, in questa terza edizione del Premio Neri Pozza ben quattro dei romanzi in lizza appartengono ad autori di età inferiore ai trentacinque anni. "Si sta affacciando sul panorama letterario italiano una nuova generazione di giovani scrittori capaci di produrre opere di qualità - dice il direttore editoriale, Giuseppe Russo - un risultato significativo, se si considera che Neri Pozza pubblicò senza esitare il manoscritto inedito di un Parise ventenne".

Premio Neri Pozza (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)I quattro romanzi rimasti in concorso per la Sezione Giovani sorprendono per la complessità e la molteplicità delle tematiche affrontate: Figlia di molte madri, in cui la giovane Elettra sfrutterà la capacità di vedere il futuro per scoprire le proprie origini e ricostruire la vita di suo padre, morto suicida come lei stessa aveva previsto; E che il lupo ci protegga, romanzo contemporaneo che vede la determinata professoressa Sandra Cienz alle prese con il difficile incarico di insegnare italiano a una classe di studenti indisciplinati in un istituto tecnico nella periferia di Milano; Dopo il diluvio, romanzo corale che, attraverso le vicende di un villaggio allagato da una pioggia torrenziale, pone a confronto la brutalità della natura e quella dell’animo umano, talvolta accecato dai più biechi istinti e Lux o come farla finita col passato, dove un protagonista alle prese con una singolare eredità, un vulcano inattivo, una sorgente d’acqua e un hotel decadente in un’isoletta del Sud Italia, troverà modo, grazie a una serie di incontri fortuiti, di affrontare il passato e fare i conti con il presente. Tra i finalisti figurano romanzi storici come Mille papaveri rossi, aspra storia di riscatto ambientata nel secondo dopoguerra tra la Basilicata e il Belgio, dove il contadino Sabatino D’Antonio emigrerà per lavorare nelle miniere di carbone; Ultima Esperanza, in cui è raccontato l’avventuroso viaggio dello zoologo e naturalista Federico Sacco, salpato nel 1869 per esplorare il Cile e la Patagonia, e Nella cucina del diavolo, dove i fratelli ebrei Dino e Genio, deportati in Germania, riusciranno a sopravvivere all’orrore della Seconda guerra mondiale. Dino, lavorando come cameriere nel ristorante di un campo di addestramento per soldati nazisti; Genio lavorando in una fabbrica. Opere costruite magistralmente attorno a uno o più personaggi, come Sconosciuta straniera, sulla vita del celebre scrittore Honoré de Balzac e sulla sua storia d’amore con la contessa polacca Ewelina Hanski, rapporto basato quasi esclusivamente su una fitta corrispondenza epistolare; Il fruscio dell’erba selvaggia, in cui tre diversi personaggi si alternano, sullo sfondo di una cupa Milano, in tre vicende mirabilmente collegate tra di loro, coprendo un arco temporale che va dagli anni Cinquanta agli anni Novanta e Raccoglievamo le more, storia della famiglia Vitale attraverso i difficili anni della Seconda guerra mondiale in Sicilia, la cui drammaticità è efficacemente resa attraverso il diario di guerra di Antonio Vitale. Romanzi che si presentano attraverso la voce innocente e autentica dell’infanzia, come Pelleossa, che attraverso gli occhi di Paolino racconta la vita del paese di Sciacca fra il 1943 e il 1947, e Cristiana sepoltura, dove i fratelli Kayla e Lucas, rimasti soli dopo la morte del padre, devono evitare che qualcuno venga a sapere che in casa non ci sono più adulti, o perderanno la fattoria in cui hanno sempre vissuto.

In vista della cerimonia di premiazione a Vicenza, abbiamo incontrato Giuseppe Russo.

Premio Neri Pozza (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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