NR. 36 anno XXII DEL 14 OTTOBRE 2017
la domenica di vicenza
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«Hotel pieni con i grandi eventi»

Gli Albergatori: «Per Vicenza le mostre di Goldin sono un valore aggiunto»

di L.P.

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«Hotel pieni con i grandi eventi»

Per la città di Vicenza si attendono giorni importanti sotto il profilo delle presenze turistiche, con hotel e alberghi della città e dell'hinterland esauriti. La settimana scorsa si è chiusa la rassegna orafa di settembre (che ha registrato numeri in crescita, con dati record per quanto riguarda l'arrivo di buyer stranieri), mentre in questo week-end - apertura al pubblico sabato mattina - si apre in Basilica Palladiana la mostra dedicata a Van Gogh.

Ma il boom è atteso la prossima settimana quando da mercoledì 11 a venerdì 13 settembre, il capoluogo berico ospiterà, per la prima volta nella storia, l'assemblea annuale dell'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), la cui 34esima edizione si terrà nei padiglioni fieristici. A Vicenza è prevista la presenza delle più alte cariche dello Stato, protagoniste dei convegni e dei dibattiti dell’assemblea, a partire dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Premier Paolo Gentiloni e una decina di Ministri, tra cui sicuramente Graziano Delrio (Infrastrutture e trasporti), Giuliano Poletti (Lavoro e politiche sociali), Anna Finocchiaro (Rapporti con il Parlamento), Andrea Orlando (Giustizia) e Marco Minniti, ministro dell’Interno. L'assemblea annuale dell'Anci rappresenta un grande evento: l'ultima edizione, svoltasi a Bari nel 2016, ha registrato 5 mila partecipanti, 300 giornalisti accreditati, 115 relatori, 45 eventi collegati e 160 aziende, che esporranno ad Anci Expo, lo spazio espositivo, ospitato nell'enorme padiglione monoplanare, che favorirà l’incontro tra le aziende, soggetti istituzionali e amministratori.

Per capire se la città di Vicenza è pronta per ospitare più eventi in concomitanza il portale www.ladomenicadivicenza.it ha intervistato Oscar Zago, presidente dell'Associazione Albergatori, che fa parte della Confcommercio provinciale.

«Giusto premettere - esordisce Zago - che per una città come Vicenza non è consuetudine ospitare contemporaneamente due grandi eventi, come succederà la prossima settimana con la grande mostra in Basilica Palladiana e l'assemblea annuale dell'Anci, che peraltro viene ospitata per la prima volta. Comunque ben vengano, noi siamo pronti a mettere a disposizione le nostre professionalità. La speranza è che questa convention a Vicenza possa convincere più di qualcuno a ritornare con calma».

Durante le fiere orafe tutti gli hotel sono esauriti e molti operatori sono costretti a trovare una stanza nel resto della provincia o addirittura a Padova...

«Hotel pieni con i grandi eventi» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«È vero, ma questo succede al massimo, ora che le rassegne dell’oro sono scese da tre a due, per una decina di giorni all'anno, quindi nei rimanenti 355 giorni tutto ciò non accade. Anche a Verona, ad esempio, durante il Vinitaly o FieraCavalli i posti in hotel sono esauriti, ma come detto si tratta di periodi molto limitati».

Che cosa vi aspettate dalla mostra in Basilica Palladiana?

«Abbiamo le esperienze passate con le altre mostre di Goldin e possiamo dire che sicuramente ci saranno dei vantaggi, anche perchè questa rassegna si preannuncia la più lunga, probabilmente la più bella e quella con il maggior afflusso di pubblico. Direi ottima anche la collocazione nel calendario, perchè il periodo da inizio ottobre ad inizio aprile è sicuramente il migliore, visto che ad di fuori delle vacanze estive e anche delle visite nelle grandi città d'arte, che registrano il boom da metà aprile a metà giugno».

Quanto influirà la rassegna nelle presenze negli hotel della città?

«Sicuramente ci saranno dei buoni risultati, soprattutto in periodi, come il ponte dell'Immacolata o le vacanze di Natale, dove la città di Vicenza non è certamente una delle mete principali a livello turistico. Per quest'anno ci sono già delle prenotazioni e quindi è un aspetto positivo».

Dal punto di vista numerico è possibile fare una stima?

«Le statistiche, rese note da Linea d'Ombra, l'organizzazione di Marco Goldin, ci dicono che dei visitatori della mostra la percentuale di coloro che dormiranno almeno una notte a Vicenza è compresa tra il 10 e il 15%, trattandosi di un pubblico che arriva in maggioranza dal Nord Italia e che quindi va e torna in giornata. Tuttavia non va dimenticato che una buona parte di loro si fermerà in città per diverse ore, quindi se non restano a dormire, sicuramente si recheranno in ristoranti, pizzerie, bar o magari acquistando qualcosa, ad esempio un prodotto gastronomico, passeggiando in centro».

Più di qualcuno è convinto che esattamente cinque anni fa, ad inizio ottobre 2012, quando si è aperta la prima mostra pittorica in Basilica la città di Vicenza era molto meno interessante e attraente dal punto di vista turistico rispetto ad ora...

«Probabilmente è vero. Va dato atto al sindaco Achille Variati, poi aiutato dal vicesindaco Bulgarini d'Elci, di aver creduto in questo filone di mostre d'arte organizzate da Goldin, che grazie alla sua organizzazione riesce a dare grande risalto agli eventi e quindi a richiamare gli appassionati d'arte in un raggio di chilometri molto elevato. Non c'è dubbio che gli sforzi fatti, per altri musei come Palazzo Chiericati e alcune chiese, sono un motivo per invogliare il turista a fermarsi non solo per la mostra, ma anche per visitare il resto, comprese ovviamente le ville palladiane».

Questo seminare darà i suoi frutti?

«Per buona parte del 2018, credo proprio di sì. Sono convinto che da aprile a settembre diversi turisti torneranno a visitare Vicenza con maggiore calma. Poi non c'è dubbio che se nel 2019 non verrà organizzata nessuna grande mostra d'arte i numeri torneranno nella media. Anche se come detto negli ultimi anni la crescita turistico a Vicenza è stata evidente».

Quale potrebbe essere la soluzione migliore per attrarre turisti a Vicenza?

«Non sta a me dirlo, gli amministratori locali e quegli degli enti turistici sono molto bravi. Ad esempio non c'è dubbio che destinare la Basilica Palladiana come un contenitore di mostre per 12 mesi all'anno, con 3-4 eventi diversi ma a ripetizione, un po' come succede alla Biennale, sarebbe una soluzione ottimale. Ma poi serve notevole promozione e capacità di rendere nota la cosa e in questo senso Goldin, assieme ai suoi collaboratori e al suo staff, sono dei maestri».

Da presidente di categoria come giudica mediamente gli hotel di Vicenza rispetto al resto dell'Italia e del Veneto?

«Magari sembrerò di parte, ma dal nostro osservatorio posso dire che a Vicenza lo standard degli hotel è mediamente alto, nulla da invidiare ad altre città come Venezia e Verona. Ma per noi questo non è punto di arrivo ma di partenza, visto che il nostro obiettivo è crescere e migliorare, quindi spesso discutere assieme e ci confrontiamo su questi temi. Tutto è migliorabile, ogni imprenditore che ama il proprio lavoro ambisce ad adeguare la propria struttura e a renderla più appetibile, sia a livello di bellezza e confort della struttura che per quanto riguarda il servizio. In questi anni è cresciuto anche il livello del personale dipendente».

Un'ultima domanda: da anni si sta parlando della nascita di un hotel a "cinque stelle" in centro storico. Lei cosa pensa?

«Per la verità ho assistito al dibattito e ho seguito la vicenda sulla stampa senza intervenire. Qui non si tratta di essere favorevoli o sfavorevoli a questo progetto, ma di capire se in una città come Vicenza una struttura del genere, che attualmente non esiste, possa valere un investimento del genere. Ad esempio acquistare un palazzo come l'ex sede della Banca d'Italia significherebbe investire qualcosa come una decina di milioni di euro, forse altrettanti ne servirebbero per creare una struttura, con un centinaio di stanze, molto elegante, come richiede per l'appunto un "cinque stelle"».

Se lei fosse l'investitore cosa farebbe?

«Alle condizioni che ho appena detto, ma si tratta solo di un esempio, lo stesso investimento andrei a farlo, se fosse possibile, a Venezia, dove è più alta la potenziale richiesta di persone disposte a spendere 300 euro al giorno. La situazione complessiva è in miglioramento non è facile, mi risulta che dei tre "cinque stelle" esistenti a Verona, uno è in chiusura. Insomma un investimento che va valutato sotto diversi punti di vista, considerando che a Vicenza erano arrivate grandi catene come "NH" e "Boscolo" e poi dopo 5-6 anni se ne sono andati».

 

nr. 34 anno XXII del 7 ottobre 2017

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