NR. 38 anno XXII DEL 28 OTTOBRE 2017
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Ottobre "estivo", danni per commercio e colture

Le temperature record in questo mese stanno rallentando le vendite nelle boutique. Nei terreni si aggrava il problema siccità

di L.P.

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Ottobre "estivo", danni per commercio e colture

LE TEMPERATURE REGISTRATE A VICENZA AD OTTOBRE

  Giorno    Minima    Massima (in C°)
  giovedì 19    9.7    15.9 
  mercoledì 18   6.0    17.8 
  martedì 17    6.6    22.6 
  lunedì 16    7.6    25.1 
  domenica 15    6.7    24.6 
  sabato 14    8.1    22.9 
  venerdì 13    8.7    22.4 
  giovedì 12    8.3    21.2 
  mercoledì 11    7.9    20.9 
  martedì 10    7.4    21.5 
  lunedì 9    6.6     22.1 
  domenica 8    8.3    20.3 
  sabato 7    4.6    21.4 
  venerdì 6    8.4    23.4 
  giovedì 5    9.2    22.8 
  mercoledì 4    8.3    22.4 
  martedì 3    10.8    17.5 
  lunedì 2    10.2    21.5 
  domenica 1    11.8    17.0  
    Fonte: sito www.arpa.veneto.it 

È un mese di ottobre che, senza timore di esagerare, possiamo definire da record sotto il profilo delle temperature. Una situazione anomala che sta regalando giornate tiepide, addirittura calde nelle ore centrali, ma che contemporaneamente rischia di provocare danni nel settore del commercio, in particolare per quanto riguarda la vendita di capi di abbigliamento, che nel settore dell'agricoltura. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema, partendo proprio dalle temperature (minime e massime) registrate in questo mese di ottobre.


Lunedì 16 a Vicenza la giornata più calda con una massima di 25.1° C: record storico per la seconda metà di ottobre

Il caldo fuori stagione che anche nel Vicentino è stato avvertito in questo mese di ottobre è un dato oggettivo e assolutamente inusuale, con pochi precedenti in passato. Nella tabella qui a fianco abbiamo riportato le temperature, minime e massime, registrate dall'Arpav a Vicenza, precisamente nella stazione meteo posta in località Sant'Agostino, in mezzo alla vegetazione. Quello che emerge è la costanza dei valori massimi che da mercoledì 4 ottobre sono sempre stati superiori ai 20 gradi, nonostante questo mese di ottobre sia stato caratterizzato da veloci perturbazioni che hanno portato qualche pioggia. Il valore massimo è stato registrato nella giornata di lunedì 16 (di fatto siamo già nella seconda quindicina del mese) con un valore di 25.1° C, ma calda è stata anche la giornata di domenica con un +24.6°C. Valori più consoni al mese di settembre che in altre città, nel raggio di una cinquantina di chilometri, Mantova e Verona ad esempio, ha portato la colonnina di mercurio sino a 27 gradi. Tornando alle temperature di Vicenza, sempre nella tabella qui a fianco si può notare come le temperature minime siano state, negli ultimi dieci giorni, sempre inferiori ai 10 gradi anche se comunque più alte rispetto alle medie stagionali.


Roberto Meneguzzo, consigliere del Centro storico di Confcommercio: «Noi negozianti dobbiamo abituarci, piumini e maglioni se ne vendono pochi»

Un osservatorio privilegiato per capire come il meteo sta condizionando anche le abitudini e le scelte dei vicentini, è sicuramente quello del commercio, in particolare di coloro che sono proprietari o gestiscono negozi di abbigliamento.

Ottobre "estivo", danni per commercio e colture (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Lo abbiamo chiesto a Roberto Meneguzzo, titolare della boutique "Papà Aldo" di Corso Fogazzaro a Vicenza, volto noto, non solo in città, per essere uno dei componenti dell'Anonima Magnagati. «In effetti - spiega Meneguzzo, che è consigliere della Confcommercio nell'ambito della sezione del Centro storico - si tratta di un ottobre anomalo per quanto riguarda le temperature, ma dobbiamo anche dire che da un po' di anni le vendite di piumini, paltò e pellicce si sono davvero ridotti al minino, difficili venderli anche nei giorni precedenti il Natale. Un altro esempio riguarda i maglioni pesanti, che ormai sono richiesti pochissimo al punto che nel periodo autunnale e invernale noi proponiamo pullover, golf e maglioncini più o meno leggeri».

Lo stesso Meneguzzo, nella sua attività di imprenditore del settore ammette «che il mancato arrivo della stagione fredda frena gli acquisti, ma è una situazione alla quale in qualche modo dobbiamo abituarci e adeguarci: lo stesso problema si è verificato spesso, nella parte opposta dell'anno, quando ad esempio tra fine aprile e maggio non arriva il caldo e questo non invoglia l'acquisto di capi estivi e leggeri. Tocca a noi negozianti cercare di essere più flessibili nell'offerta e nell'allestimento delle vetrine. Indubbiamente, sentendo anche i colleghi, posso dire che sinora questo mese di ottobre è andato a rilento, mentre una certa effervescenza si era registrata a settembre. L'augurio è che tra fine ottobre ed inizio novembre arrivi il freddo e questo possa invogliare agli acquisti. Tra i nostri clienti c'è chi ha già provveduto perché ad inizio stagione si trovano tutte le taglie e ancora capi con colori originali».

 

Martino Cerantola, presidente provinciale Coldiretti: «Nessuno danno rilevante per le coltivazioni, ma è anomalo dover irrigare ad ottobre»

«Il caldo anomalo di questi ultimi giorni non sta provocando nessuno danno rilevante per le coltivazioni, ma è anomalo dover irrigare ad ottobre, generalmente un mese caratterizzato da abbondanti piogge». A parlare è Martino Cerantola, presidente provinciale della Coldiretti, che fa il punto della situazione nelle campagne del Vicentino. «In questo periodo dell'anno - spiega Cerantola - la stagione è ormai conclusa, quindi le condizioni meteo non influiscono sulla situazione generale. Allo stato attuale alcuni problemi si registrano per i cosiddetti ortaggi a pieno campo e le colture estensive, non tanto per le massime elevate ma per la necessità di irrigare continuamente i terreni: si tratta infatti di piante non radicate in profondità, quindi lo strato siccitoso superficiale rischia di provocare una sofferenza. Per il resto si sta procedendo con la raccolta delle ultime soie, mentre in qualche terreno è presente ancora qualche coltura, ma solamente per uso zootecnico».

Ottobre "estivo", danni per commercio e colture (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Allo stesso presidente della Coldiretti chiediamo invece se il caldo anomalo rischia di provocare danni alla stagione del radicchio e di altri prodotti simili, molto diffusi soprattutto nel Basso Vicentino. «Allo stato attuale direi proprio di no - assicura Cerantola - visto che la fase di germogliazione è ancora lontana. Per il radicchio, così come per il broccolo fiolaro e altre specie simili, è fondamentale l'arrivo del freddo e delle gelate nel momento finale di sviluppo, cioè dalla seconda metà di novembre in poi, ma soprattutto a dicembre, perché è in questo mese che avviene il completamento dello sviluppo, collegato alla qualità del prodotto stesso. Qualche problemino, se continueranno queste temperature anomale, lo registrerà proprio il radicchio, in particolare quello precoce che con il caldo non riesce, come si dice in gergo, a "chiudere il cuore". Ma noi confidiamo nell'arrivo del freddo e di qualche brinata, che più avanti non mancheranno di certo».

 

nr. 36 anno XXII del 21 ottobre 2017

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