NR. 39 anno XXII DEL 4 NOVEMBRE 2017
la domenica di vicenza
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«Voglia di autonomia»

Il dopo referendum. I sindaci ora si aspettano risposte dal Governo

di L.P.

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Sindaci in coro: «Voglia di autonomia»

È tempo di bilanci per il referendum a cui sono stati chiamati i residenti del Veneto (e della Lombardia) per chiedere una maggiore autonomia, anche se già dal giorno dopo l'attenzione era rivolta al "confronto" che ora la Regione, con il Governatore Luca Zaia in testa, cercherà di avere con il Governo. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema, intervistando tre sindaci vicentini, tra cui quello di Asiago, dove dieci anni fa si andò a votare per il referendum sul passaggio dell'Altopiano al Trentino. Ecco cosa è emerso.


La geografia del voto referendario nel Vicentino: la maggiore affluenza si è registrata in due comuni della vallata del Chiampo

IN 22 COMUNI VICENTINI VOTANTI OLTRE IL 70%

 01.   Nogarole Vicentino  75.4%
 02.   San Pietro Mussolino 75.1%
 03.     Nanto   74.3%
  Pozzoleone 
  Zanè 
 06.   Brogliano     74%
 07.   Zovencedo    73%
 08.   Chiampo     72.8% 
 09.   Crespadoro    72.4% 
 10.    Cartigliano     72%  
  Zermeghedo 
 12.   Bressanvido    71.9% 
 13.   Tezze sul Brenta    71.8% 
 14.    Sossano     71.7%  
  Val Liona 
 16.   Sarcedo     71.6% 
 17.   Gambugliano     71.4% 
 18.   Salcedo     71.1% 
 19.   Villaga    71% 
 20.   Monte di Malo    70.7% 
 21.   Montecchio Precalcino   70.3% 
 22.   Fara Vicentino    70.1% 

Sono ventidue, come evidenziato nella tabella qui a fianco, i comuni vicentini nei quali l'affluenza al referendum è stata superiore al 70%, un risultato sicuramente notevole se si pensa che media di afflusso in Veneto è stata di poco superiore al 58%. la maggiore affluenza si è registrata in due comuni della vallata del Chiampo, rispettivamente Nogarole Vicentino e San Pietro Mussolino, rispettivamente con il 75.4% e il 75.1%, che poi sono stati gli unici a superare la soglia del 75 per cento. Sul podio, per usare un termine sportivo, con il 74.3% tre comuni di altrettante zone della provincia berica, ossia Nanto (area dei colli Berici), Zanè (nel Thienese) e Pozzoleone (situato tra l'Est vicentino e ai confini con il Bassanese). Al sesto posto Brogliano (comune della vallata dell'Agno) con il 74%, seguito da Zovencedo (altro comune dell'area dei colli Berici) con il 73%. Chiudono la "top ten" Chiampo (72.8%), Crespadoro (72.4%) e al decimo posto, ex-equo, Cartigliano (primo comune nel Bassanese) e Zermeghedo con il 72%. Come si può notare tra i "top 22" non c'è nessun grande comune della provincia e nessun centro altopianese, dove la presenza di residenti all'estero (che non hanno potuto votare via posta) è molto elevata.

 

Romina Bauce, sindaco di Nogarole Vicentino: «Ci piacerebbe avere più risorse per ampliare le scuole, qui ci sono solo le elementari»

Il record assoluto, con il 75.4% di coloro che sono andati a votare (98.9% i si), spetta a un'altra comune della vallata, Nogarole Vicentino, poco meno di 1.200 abitanti, una comunità quasi tutta dedita all'agricoltura. Si tratta di un piccolo paese inerpicato sulla collina, con il municipio posto a 525 metri d'altezza ma che arriva agli 800 metri del Monte Faldo, dove c'è un rifugio. Per il referendum l'unico seggio è stato allestito nella palestra comunale.

«Qui i mezzi di trasporto pubblici non arrivano - confida, con un po' tristezza, il sindaco Romina Bauce - è indispensabile avere la macchina per muoversi e scendere in basso. Forse per questo gli unici stranieri presenti sono due famiglie inserite da decenni nella comunità». «L'alta percentuale di votanti e il primato avuto in questo referendum da un lato ci inorgoglisce - continua il primo cittadino di Nogarole, eletta nel 2014 e appartenente ad una lista civica - anche perché abbiamo organizzato un solo incontro informativo. Ma dall'altro evidenzia un desiderio di autonomia molto alto da parte della gente».

Sindaci in coro: «Voglia di autonomia» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Ogni giorno - prosegue la Bauce - io con i miei collaboratori cerchiamo di far tornare i conti, ma è molto dura. In particolare ci piacerebbe poter gestire un po' di soldi in più per la nostra gente. La prima cosa che farei sarebbe un plesso scolastico più ampio: le uniche scuole esistenti in paese sono le elementari con 80 ragazzini, un numero peraltro in aumento, poi non c'è altro. I bambini dell'asilo vanno in una struttura privata a Selva di Trissino con un pulmino comunale che li raccoglie porta a porta, mentre quelli delle medie si recano ogni giorno, con la scuola-bus che gode del finanziamento della Regione, ad Arzignano. Lo sportello bancario non c'è più ma ci hanno lasciato il bancomat, mentre le Poste sono aperte tre mattine alla settimana. Abbiamo il medico del paese, il negozio di alimentari, due ristoranti e altrettanti bar. Qui c'è gente laboriosa che paghe regolarmente le tasse e che sarebbe ben contenta di sapere che una parte di queste potessero servire per il loro paese».


Gabriele Tasso, sindaco di San Pietro Mussolino: «Ora è necessario che il Governo recepisca il malcontento e sia disponibile a risolvere i problemi»

Sindaci in coro: «Voglia di autonomia» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il secondo comune vicentino con la percentuale più alta di votanti è stato San Pietro Mussolino, a sua volta appartenente alla vallata del Chiampo e confinante anche con Nogarole, dove si è registrata un'affluenza del 75.1% e una percentuale di sì pari al 98,8% e solo dieci elettori che hanno votato no. «In realtà, per usare un termine sportivo, ci sentiamo i vincitori - assicura il sindaco Gabriele Tasso - perché nelle liste elettorali fanno parte una sessantina di stranieri, quasi tutti indiani, che pur avendo la cittadinanza italiana dopo aver abitato qui molti anni hanno deciso di trasferirsi con le loro famiglie in Gran Bretagna, dove evidentemente hanno trovato condizioni di lavoro più favorevoli. Diciamo che senza questa "emigrazione" abbastanza improvvisa ci saremmo avvinati all'80%. E pensare che non c'è stato bisogno di nessun incontro, neanche in parrocchia o in un locale pubblico. Ero intenzionato a programmarli, poi parlando con i miei cittadini, uno ad uno, ho scoperto che tutti sarebbero andati a votare, quindi ho preferito rinunciare per non spendere soldi pubblici».

«Sono orgoglioso della mia gente - confida il sindaco di San Pietro Mussolino, 1.650 abitanti e 334 imprese registrate, paese - Tra tutti c'è la consapevolezza che troppe risorse vengono mandate a Roma e non ritornano più. Questa è una comunità che lavora e paga le tasse, formata per il 16% da stranieri, anche se una decina d'anni fa abbiamo raggiunto anche il 24%. Sono tutti inseriti nella comunità, alcune famiglie straniere sono già alla seconda generazione al lavoro, mentre altri da operai sono diventati imprenditori e ora conducono aziende. Cosa ci attendiamo ora? Che la Regioni elabori la proposta del Veneto di spostare le competenze. Il Governo ha l’occasione di dimostrare che è in grado di recepire un malcontento generalizzato ed è disponibile a risolvere i problemi».


Roberto Rigoni Stern, sindaco al Asiago: «Qui si era già votato per un referendum, troppa evidente la disparità con la provincia di Trento»

Sindaci in coro: «Voglia di autonomia» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Chiudiamo la carrellata con i sindaci vicentini sul tema dell'autonomia dopo il referendum con Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago, uno degli otto comuni dell'Altopiano dove l'8 maggio 2007 si andò a votare per il referendum, con il 94,1% dei votanti si è detto favorevole all’annessione al Trentino, superando agevolmente il quorum del 50% più uno degli aventi diritto, come avvenuto domenica scorsa in Veneto.

«Tra i due referendum - il parere del primo cittadino asiaghese - ci sono molte analogie, anche se sono passati dieci anni. In questi giorni, così come nel 2007, i miei concittadini, ma credo anche tutti gli altopianesi, si sono recati alle urne molto numerosi perché sentono lo stesso sentimento del passato, ossia quella di una disparità con il Trentino davvero insostenibile. Chi abita a Vicenza o a Bassano del Grappa non può capire la disparità di trattamento che noi abbiamo sotto gli occhi perché il Trentino sta un centimetro al di là dei nostri confini. L'autonomia è un sentimento che gli asiaghesi rivendicano, sono soddisfatto del risultato ottenuto nel referendum, dove pur essendo il comune con il maggior numero di residenti abbiamo fatto registrare la più alta percentuale di votanti».

Dopo il referendum c'è ora la necessità di confrontarsi con Roma e il Governo. «Il presidente Zaia - le parole di Rigoni Stern - ha chiesto di poter gestire i nove decimi delle tasse pagate in Veneto, io nella sua posizione avrei fatto la stessa cosa. La Regione Veneto, ma probabilmente anche altre regioni italiane, deve dare risposte, non ha più soldi a disposizione per i contributi che poteva elargire sino a pochi anni fa. È chiaro che in situazione del genere tutti i comuni sono penalizzati, ma lo sono soprattutto i centri montani, perché è noto che in montagna il costo della vita è molto più alto rispetto alla pianura».



nr. 38 anno XXII del 28 ottobre 2017

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