NR. 39 anno XXII DEL 4 NOVEMBRE 2017
la domenica di vicenza
google
  • Newsletter Iscriviti!
 
 

Fuoco sull'Ortigara

Il ruolo dell'artiglieria nella Grande Guerra

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

facebookStampa la pagina invia la pagina

Fuoco sull'Ortigara

Il vicentino Luigino Caliaro, esperto di aviazione militare e già autore di altre pubblicazioni a tema, scrive assieme al trentino Luca Girotto un capitolo inedito della Grande Guerra toccando un argomento finora quasi sconosciuto. Fuoco sull'Ortigara (Edizioni DBS) - presentato a fine settembre al Museo del Risorgimento e della Resistenza di villa Guiccioli a Vicenza - è un libro che racconta una storia dimenticata relativa al ruolo dell’artiglieria pesante francese e al contributo dell’aviazione. Con il supporto di oltre 140 foto in gran parte inedite e grazie a documenti usciti dagli archivi d’oltralpe, i due autori documentano per la prima volta una vicenda mai scritta prima. Le artiglierie ferroviarie francesi furono infatti tra i protagonisti militarmente rilevanti della battaglia dell’Ortigara, ma la loro presenza è passata sostanzialmente sotto silenzio. Ritrovano ora il ruolo che gli spetta nella storia del conflitto lungo il fronte italiano. Fu una delle più cruente battaglie della Grande Guerra, quella sull’Ortigara, una montagna nemmeno particolarmente imponente, di poco superiore ai 2 mila metri, al confine tra Veneto e Trentino, poi nota come "il calvario degli alpini". Una battaglia che nel giugno di cento anni fa costò la vita a decine di migliaia di soldati, italiani e austriaci.

Fuoco sull'Ortigara (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il numero preciso dei morti ancora oggi non è stato censito con certezza, ma quella battaglia è di fatto alla base del mito fondativo degli alpini, insieme ovviamente ad altre battaglie in cui si distinsero le penne nere. Come spiegano gli autori, in previsione della battaglia dell’Ortigara, gli accordi tra alleati prevedevano l’arrivo di un appoggio d’artiglieria francese a supporto dell’offensiva. Per varie ragioni, soprattutto per non privarsi di artiglierie campali assolutamente indispensabili sul fronte occidentale, la scelta francese ricadde sull’invio di alcune imponenti artiglierie ferroviarie pesanti. Per immaginare quale impatto possono aver avuto sui contemporanei è sufficiente guardare gli scatti ritrovati da Girotto e Caliaro che documentano la mole colossale di cannoni e altri strumenti bellici. L’Italia era all’epoca completamente priva di artiglieria ferroviaria di calibro comparabile, e la presenza di quella francese – giganti nati per la difesa costiera ed adattati al tiro su terra - ebbe dunque un effetto mediatico ancor più impattante. Esse vennero schierate, pochi giorni prima dell’inizio dell’attacco, in Valsugana tra Tezze, Grigno e Primolano e nel Vicentino a Chiuppano e Piovene Rocchette. Da queste collocazioni nel giugno 1917 i cannoni francesi intervennero, con risultati quantomeno controversi, con fuoco di distruzione sulle prime linee e con tiri di interdizione sulle profonde retrovie austriache dell’altopiano per buona parte dei 19 giorni di durata dello scontro. In appoggio ai convogli ferroviari venne inviata in Italia, con funzioni di ricognizione ed osservazione dei potenziali bersagli, anche una squadriglia aeronautica. La presenza francese - artiglierie ed aeroplani - venne esaltata da una propaganda mediatica volta a promuovere la cooperazione tra alleati e, benché la Valsugana fosse all’epoca quasi svuotata della popolazione civile, il ricordo di quella breve permanenza si è tramandato soprattutto lungo il Canal di Brenta fino ai giorni nostri.

Vale sempre la pena di ricordare poi che, nel corso della Grande Guerra, la valle del Brenta è stata in circostanze e momenti diversi teatro di aspri scontri e retrovia logistica dei due contendenti. A farne le spese, come di consueto, furono soprattutto i civili. Tanto nella Valsugana austriaca quanto nell’italiano Canale di Brenta le piccole comunità rurali furono infatti travolte dagli avvenimenti, vivendo sulla loro pelle un conflitto dal quale sapevano bene di avere assai poco da guadagnare e moltissimo da perdere. Le scarse informazioni che l’apparato militare insediatosi lungo l’asta del Brenta lasciava giungere alle popolazioni, nonché l’allontanamento forzoso delle genti della valle a seguito delle oscillazioni del fronte, non permisero, durante e dopo il conflitto, la costituzione di una memoria storica comune, dettagliata ed aderente alla realtà degli eventi. Le conseguenti lacune in merito alla conoscenza dei fatti permisero dunque il consolidarsi, nell’immaginario collettivo, di storie, aneddoti, credenze, talvolta privi di qualsiasi corrispondenza nella realtà, più spesso derivati dalla distorsione, dalla mescolanza o dalla mitizzazione di notizie e di fatti realmente avvenuti. Molti altri eventi, approssimativamente tramandati di generazione in generazione attraverso i racconti famigliari ed originati da nuclei di verità, hanno finito per essere travisati, andando ad arricchire indebitamente, quando non a distorcere, il ricordo di vicende belliche già di per sé tragiche, ma al tempo stesso fissandosi indelebilmente nella già ricordata memoria storica comune della Grande Guerra. A questo processo di distorsione è andata parzialmente soggetta anche la presenza transitoria, lungo il Brenta, dei cannoni ferroviari di grosso calibro che, prestati dall’alleata Francia, presero parte attiva nell’estate del 1917 alla battaglia dell’Ortigara. Nella Valsugana ancora occupata dal regio esercito, svuotata dei civili e con una popolazione residente ormai composta quasi esclusivamente da militari, la presenza delle pesanti artiglierie francesi che sbuffanti locomotive a vapore spostavano lungo la ferrovia tra Bassano e Grigno non poteva passare inosservata, ma al tempo stesso non era neppure in grado di lasciare memorie circostanziate in merito agli avvenimenti ed alle loro motivazioni. Ecco allora che i colossali e sferraglianti convogli che risalivano il Canale divennero per le genti di San Nazario, Carpanè, San Marino, Cismon e Primolano il simbolo della potenza militare del Regno, impegnato nella titanica lotta sugli Altopiani.

Fuoco sull'Ortigara (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ad un secolo esatto dagli eventi, la presenza ed il ruolo delle artiglierie ferroviarie francesi in Valsugana durante l’estate del 1917 sono ancora molto poco conosciuti, soprattutto presso le popolazioni locali. La scomparsa di tutti i testimoni diretti di quegli avvenimenti, la scarsità d’immagini fotografiche, le poche notizie fornite dalle fonti ufficiali italiane e le difficoltà nell’attingere alle fonti documentali ed archivistiche francesi, hanno lasciato un’aura di mistero attorno ai cannoni ferroviari francesi. Al punto da lasciare ancora spazio a notizie relative a non meglio definiti “treni blindati” che da Bassano, durante la battaglia dell’Ortigara, avrebbero percorso la ferrovia della Valsugana cannoneggiando le truppe imperiali dall’Altopiano al Brenta. Uno dei limiti dell’artiglieria, nei primi anni del ’900, fu l’impossibilità di coniugare potenza e mobilità delle bocche da fuoco, sicché all’aumentare del calibro corrispondeva un incremento della difficoltà di movimento - scrive Bruno Marcuzzo nella prefazione - . Quei pochi pezzi che avrebbero potuto colpire con efficacia in profondità erano legati a installazioni fisse. Con il loro collocamento su vagoni ferroviari si ovviò agevolmente al problema. Questa ricerca racconta di artiglierie francesi che riuscivano addirittura a spostarsi dal loro fronte fin sul fronte italiano.

Bravi sono stati gli autori a scegliere e mantenere, per quanto possibile, un taglio divulgativo, inserendo riferimenti alle storie del territorio e alle narrazioni degli uomini. La narrazione della strada fatta, delle meraviglie incontrate, diventa la mappa per muoversi tra storie inesplorate e orizzonti creduti perduti, atteggiamento fondamentale per chi voglia leggere e comprendere il passato.

Abbiamo incontrato Luigino Caliaro.

Fuoco sull'Ortigara (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

continua »

Guarda l'ultimo TG
Come installare l'app
nel tuo smartphone
o tablet

Guarda il video per
Android    Apple® IOS®
- P.I. 01261960247
Engineered SITEngine by Telemar