NR. 41 anno XXII DEL 18 NOVEMBRE 2017
la domenica di vicenza
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Orti sociali a Romano d’Ezzelino
per cittadini e per organizzazioni

di Gianni Celi

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Orti sociali a Romano d’Ezzelino<BR>
per cittadin

Sono ormai lontani gli anni in cui ogni metro quadro di terra del nostro Nordest era regolarmente coltivato. Adesso gli appezzamenti incolti la fanno da padroni nelle campagne e, principalmente, nelle colline. Ma c’è chi, assistendo impotente a questo abbandono, vuole tentare di rivitalizzare la storica coltura orticola offrendo, a chi ha più bisogno e che non possiede nemmeno un metro quadro di terra, la possibilità di diventare ortolano per sé, per la sua famiglia, ma anche per altri impossibilitati a lavorare per problemi di handicap. Uno di questi soggetti è il Comune di Romano d’Ezzelino che, grazie all’intuito del suo assessore ai servizi sociali, nonché vicesindaco, Lorenzo Zen, ha lanciato la proposta di creare degli orti sociali.

Il motivo più importante di questa iniziativa ce lo spiega l’assessore stesso: “Nella frazione di San Giacomo – afferma - nel seminterrato della chiesa, ogni sera, dalle 18, vengono accolte persone che non hanno di che nutrirsi. A gestire la mensa è la Caritas assieme all’organizzazione “Noi”. Mettere a disposizione di queste strutture dei terreni da coltivare ad orto sarebbe una cosa meravigliosa per due ragioni: la prima perché si darebbe la possibilità a delle persone di impegnarsi nel lavoro e, in secondo luogo, perchè in tal modo sarebbe garantito un cibo sano e a chilometro zero senza alcun costo”.

“Ma oltre a questo – continua il vicesindaco – vogliamo aprire le porte dell’orticoltura anche a cittadini che sentano la necessità ed abbiano la voglia di impegnarsi in questa nuova avventura”.

Il Comune di Romano d’Ezzelino, quindi, metterà a disposizione delle aree di sua proprietà, fra San Giacomo e Fellette, per lanciare un progetto quanto mai interessanti. Per fare questo ha chiesto una “manifestazione di interesse” per capire se effettivamente la cosa possa o meno interessare. Questo primo passo dovrà essere compiuto, dagli interessati, entro il mezzogiorno di lunedì 13.

Orti sociali a Romano d’Ezzelino<BR>per cittadin (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Sto notando che questa proposta sta raccogliendo consensi – ammette Zen – perché sono già una ventina le richieste pervenute in Comune. Questo ci fa ben sperare sulla possibilità di rendere realizzabile un progetto che riteniamo di indubbio interesse da parte di diversi cittadini del nostro Comune”.

“Crediamo che gli orti sociali costituiscano una risposta concreta a più esigenze della comunità – spiegano gli amministratori - e che permetteranno di investire positivamente il proprio tempo libero ed entrare in relazione con altre persone, oltre a favorire lo scambio di conoscenze e rispondere al desiderio di “sapere cosa si mangia”. Oltre a questo si capiranno la stagionalità dei prodotti e i metodi di coltivazione sostenibili, l’importanza di combattere lo spreco di cibo e come generare circuiti virtuosi di economia solidale. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della pianificazione dei servizi indirizzati alla famiglia ed è finalizzata a “promuovere il benessere delle persone, la socializzazione, la condivisione e la valorizzazione delle tradizioni e della radici contadine”.

Per orto sociale, il Comune di Romano d’Ezzelino, intende un appezzamento di terreno di proprietà comunale di circa 50 metri quadri concesso in uso temporaneo affinché sia utilizzato per la sola coltivazione di verdura, ortaggi, fiori e frutti ad uso del concessionario.

È previsto il pagamento di un canone a titolo di concorso nelle spese.

Il Comune di Romano, attraverso l’iniziativa degli orti sociali si propone :di essere vicino a persone o famiglie che versano in difficoltà sia di tipo economico che relazionale a rischio di emarginazione sociale; di valorizzare gli spazi sottraendoli al degrado e alla marginalità, recuperando il verde comunale, offrendo un presidio del territorio e al contempo della qualità urbana del luogo; di sostenere la socialità e la partecipazione dei cittadini, offrendo loro spazi di relazione e momenti di scambio di esperienze e di saperi, nonché momenti di svago per il tempo libero; di favorire percorsi di uscita dalla marginalità ed attività terapeutiche volte alla riabilitazione fisica e psichica; di aiutare lo svolgimento di attività didattiche volte alla diffusione nelle scuole delle attività di educazione alimentare ed ambientale ed infine di sostenere la produzione alimentare biologica e la diffusione di saperi legati alla cultura del cibo.


nr. 40 anno XXII del 11 novembre 2017

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