NR. 41 anno XXII DEL 18 NOVEMBRE 2017
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Pedemontana, si riparte grazie al bond

Il sindaco di Cornedo «Difficile completare l'intera opera nel 2020»

di L.P.

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Pedemontana, si riparte grazie al bond

Dopo l'annunciato "via libera" per il proseguimento a nord dell'A31 Valdastico, buone notizie anche per la realizzazione dell'altra grande opera del Nordest, la Superstrada Pedemontana Veneta, l'autostrada di quasi 95 chilometri che da Montecchio Maggiore, all'interconnessione con l'A4 Serenissima, transiterà per la vallata dell'Agno, l'Alto Vicentino e il Bassanese, per poi arrivare a Spresiano (Treviso). In poche ore è andato a buon segno il bond da 1,57 miliardi di euro, che servirà a chiudere il piano finanziario dell'opera. Sul mercato sono state piazzate due obbligazioni, per l'appunto per un totale di 1.571 milioni di euro, strutturate in una tranche senior da 1.221 milioni (in scadenza nel 2047), con un tasso del 5%, e una subordinata decennale da 350 milioni (al tasso dell'8%), con scadenza 2027. Nello specifico i proventi delle due obbligazioni serviranno per finanziare i costi di costruzione, gli oneri finanziari, le tasse attese e gli altri costi di progetto sostenuti nella fase di costruzione o ogni altro costo e spesa sostenuti in connessione con l'offerta.

Notizie rassicuranti sul completamento dei lavori, in tempi rapidi, sono arrivate anche dal Governatore del Veneto, Luca Zaia secondo il quale «l’avvenuta effettuazione del pricing e allocazione dei titoli necessari per il finanziamento privato della Superstrada Pedemontana Veneta, segnerà l’ulteriore accelerazione dei lavori in vista della definitiva chiusura dei cantieri e della consegna dell’infrastruttura, prevista per la fine del settembre 2020».

Su come sta procedendo la Pedemontana Veneta, in terra berica, il portale www.ladomenicadivicenza.it ha intervistato Martino Montagna, sindaco di Cornedo Vicentino, comune nel quale l'arteria transita solo per pochi chilometri nel lembo sud del territorio, a circa un chilometro e mezzo dal centro del paese. Ma proprio qui, sorgerà il casello autostradale denominato Valle Agno, situato a poca distanza dal Municipio di Brogliano, ma in territorio di Cornedo Vicentino.

«Molto probabilmente - conferma il sindaco Montagna - questo casello sarà il primo ad aprire, visto che qui si completerà il tratto iniziale che da Montecchio Maggiore, quindi dall'interconnessione con l'A4 Serenissima, arriverà per l'appunto a Cornedo».

Da quelle che sono le vostre informazioni quando dovrebbe avvenire l’apertura?

Pedemontana, si riparte grazie al bond (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«L'ultimo cronoprogramma indicherebbe come data abbastanza precisa gli ultimi mesi del 2018, poi non è escluso che possa slittare ad inizio 2019. Da parte nostra c'è in ogni caso maggiore fiducia dopo l'annuncio dei giorni scorsi del via libera dopo l'emissione del bond di quasi 1,6 miliardi».

Contenti della notizia?

«Certamente, perché al contrario c'era il rischio di un blocco dei cantieri e vista la situazione attuale dei lavori sulla Pedemontana il blocco sarebbe stato una catastrofe, non solo da un punto di vista paesaggistico e ambientalistico, ma anche economico».

Ora i lavori possono ripartire...

«Sicuramente. E con essi si potrà procedere anche con il pagamento degli espropriati dei terreni e con il pagamento delle ditte che hanno vinto gli appalti e stanno svolgendo i lavori».

A proposito di espropri, lei è a conoscenza di cittadini di Cornedo in attesa dei rimborsi?

«Sì, ma per la verità nel nostro comune questa situazione riguarda pochi residenti, comunque li seguiremo in questo senso. Sicuramente molti più casi esistono nel comune di Castelgomberto, con noi confinante».

Qualche mese fa, in un'intervista rilasciata a Tva Vicenza, lei e il sindaco di Castelgomberto, Lorenzo Dal Toso, avete lanciato l'allarme sul tratto di lavori bloccati dalla Magistratura, che ha aperto anche un'inchiesta dopo il movimento franoso. Qual è la situazione attuale?

«Nel tratto in questione, situato in località Poscola, proprio ai confini tra i due comuni, i lavori sono ancora bloccati, ma la soluzione è in via di definizione. Dopo una serie di accertamenti, anche con il parere di geologi, è stato deciso di deviare a sud il tracciato del torrente Poscola, che è risultato essere la causa del crollo, evitando così che nei pressi del tunnel possa passare l'acqua».

Da parte vostra, all'inizio dei lavori, è stato resa nota la presenza di questo terreno friabile?

«Assolutamente sì, eravamo al corrente di questo, così come lo erano i costruttori. Purtroppo l'arteria transita in quella zona, con c'era la possibilità di spostare il tracciato più in basso o più a sinistra. Quindi l'unica soluzione era quello di deviare il torrente, cosa che è stata fatta. L'importante è che questo crollo non abbiamo provocato morti o feriti tra gli operai, anche se sicuramente ha portato ad un aggravio di costi».

Che tempi sono previsti per la riapertura in questo tratto di cantiere?

«Ci è stato assicurato da parte del Consorzio Sis che tutti gli interventi riguardanti la deviazione del torrente saranno completati entro il 22 dicembre. Presumiamo che a questo punto il cantiere originario possa riprendere dopo la pausa delle vacanze natalizie. Comunque questo tratto è già a buon punto, visto che era già stata realizzata l'impermeabilizzazione del tunnel. Nel frattempo, ad inizio gennaio, saremo anche fuori dal possibile periodo delle piogge e questo sarà un vantaggio».

Il Governatore Luca Zaia ha indicato il mese di settembre 2020 come la data possibile in cui la Pedemontana Veneta sarà ultimata. Lei cosa pensa?

«Che il presidente della Regione Veneto è tanto ottimista, forse un po' troppo. È vero che fra un anno, quindi a cavallo tra 2018 e 2019, potranno aprire i primi tratti, ma l'apertura completa di un'autostrada di 95 km mi sembra un sogno impossibile. Per restare nel nostro territorio basti pensare ai lavori necessari per completare la galleria di 6 km, la più lunga di tutta l'arteria, che inizia pochi chilometri dal comune di Cornedo e che sfocerà dalla parte opposta, nella zona di Malo. Si tratta di un tunnel più lungo dello Schio-Valdagno, che ha richiesto molti anni di lavoro. Non conosco la situazione delle opere nel Trevigiano, ma ripeto l'apertura totale tra meno di 3 anni non sarà facile: ben felice ovviamente di sbagliarmi».

Ultima domanda: a Cornedo Vicentino che opere compensative siete riusciti ad ottenere a livello viario nell'ambito dell'autostrada Pedemontana?

«Nel 2015 abbiamo firmato con l'assessore regionale ai lavori pubblici e infrastrutture, Elisa De Berti, un protocollo d'intesa aggiornato comprendente le opere complementari a nostro favore. La principale riguarda la bretella che dall'altezza della rotatoria, peraltro già visibile, all'uscita del casello autostradale si collegherà con la frazione di Cereda, all'altezza del tunnel, dove sorgerà un'altra rotatoria. In questo sarà possibile "bypassare" tutto il traffico della zona commerciale proprio a Cereda».

 

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