NR. 41 anno XXII DEL 18 NOVEMBRE 2017
la domenica di vicenza
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Flavio Dall'Amico
Finalmente!

Il nuovo romanzo dello scrittore thienense

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Finalmente!

Cosa sei tu bellezza se non quel raggio di purissima luce che perfora e fa sanguinare la parte irrazionale del cuore? O sei questo o non sei nulla. Sono le parole con cui si apre il libro Finalmente! (Rumor edizioni, Vicenza), secondo romanzo del thienese Flavio Dall'Amico, uscito di recente in libreria. Renzo Caledonia, sposato con Micaela, è il protagonista principale - ma non l'unico - di una vicenda movimentata e intrigante che viaggia su binari paralleli in diverse località del mondo. È - o forse sarebbe meglio dire è stato - padre di Elisabetta, sfortunata e amata figlia scomparsa in giovane età a causa di una grave malattia. Fin dai primi capitoli del libro veniamo a sapere che Renzo acquisisce un appartamento con vista sul cimitero dove riposa la figlia e che scruta la lapide della figlia con un cannocchiale, ma perché? Il dipanarsi della storia porterà Renzo a scoprire amare e sconvolgenti verità che lo costringeranno a fare i conti con il proprio passato e a riconsiderare totalmente il rapporto con la moglie alla luce dei fatti che via via si susseguono. Attorno ai due coniugi si muove un mondo di personaggi e di luoghi diversi - dallo scrupoloso medico Vazquez, che prese in cura la figlia di Renzo, all'affascinante Sephora, con cui Renzo intratterrà una tormentata relazione extraconiugale; dall'ambiguo Domenico Spadoni, socio in affari di Renzo e uomo dal non limpido passato, alla giovanissima Isabel, che pare essere stata il frutto di un'antica relazione di Renzo con una donna brasiliana.

Finalmente! (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il risveglio è il momento del giorno in cui più si manifesta una condizione sgradevole di apprensivo sconforto. Non si ha, purtroppo, la cognizione esatta delle proprie coordinate, e il tutto può essere ulteriormente intristito scrutando dalla finestra la scenografia immobile dell’irritante normalità della vita di provincia. La notte è, a volte, anche quando manifesta riposo in buona armonia e non amplifica la solitudine, uno spazio di tempo che spesso non riesce a distogliere la mente dalle preoccupazioni del giorno che verrà e in cui si pensa di dover superare ostacoli molto duri. Il pensiero insonne si aggrappa alla sostanza di questo tempo, alle sue ore, ai suoi minuti, talvolta ai suoi secondi, contando, cullando e tenendo stretti quelli che ancora mancano alla venuta dell’alba. Più che un periodo di sonno rigenerante, la notte può trasformarsi in una immaginaria muraglia che, disperatamente, tiene lontane le negative incombenze previste nel giorno a venire. Renzo si alzò dal letto, andò nel bagno, accese le luci alogene poste sopra il grande specchio. Scrutò attentamente il viso, la fronte, le appena accennate borse sotto gli occhi. Si tese all’indietro la pelle degli zigomi, alzò le gote, sistemò i baffi, si lisciò il mento. Fece brillare, allargandoli, gli occhi azzurri come zaffiri. Con un lento movimento rotatorio spalmò una piccola porzione di siero antirughe sul collo, sulla fronte, sul contorno degli occhi. Liberò una spruzzata di profumo francese con essenza di legno esotico e tabacco che andò a posarsi sulla parte alta del torace.

Finalmente! (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Dopo la prima presentazione avvenuta ai primi di novembre all'Auditorium di Marano nell'ambito della rassegna culturale d'inverno Sopra la panca, il libro sarà presentato per la prima volta a Vicenza venerdì 1 dicembre alle 18.30 all'antico panificio Menardi in stradella del Garofolino. E sarà l'occasione anche per gli appassionati lettori cittadini di conoscere un autore di indubbio talento che conosce bene i meccanismi e le strutture con cui si costruisce una storia avvincente. Quello che Dall'Amico racconta nel suo romanzo è infatti un crocevia di incontri che sfociano in dialoghi anche prolungati di vario tipo: esternazione di passioni, di amore, di lavoro, di solitudine, di disperazione, di tradimento. Il lettore subisce un continuo "stop and go", si ferma per il dialogo e procede poi sul filo dinamico della storia, la quale attraversa tre continenti. È presente il Veneto indefinito dei paesi, gli scenari di Brooklyn a New York, la frenesia di San Paolo del Brasile, la struggente nostalgia d'Africa nel paesaggio urbano decadente di Asmara. La coerenza dei protagonisti viene spesso forzata per ottenere, ognuno, la realizzazione del disegno che ha tracciato nella sua mente. Sono proprio i dialoghi il tessuto portante del racconto: gli stati d'animo, spesso intrisi di malinconia dei protagonisti, i conflitti interni morbosi e profondi, contrapposti al vivere esteriore, realizzato e vincente. I luoghi d'incontro sono spesso locali di ristorazione o di svago. Il buon vino, soprattutto non deve mai mancare. Il protagonista principale, Renzo, pur essendo di convinzione e di estrazione non credente, cerca negli uomini di fede delle risposte che gli diano parole con una confusa parvenza di ristoro immediato, una disperata illusione che dia una qualche risposta al dramma che sta vivendo.

Il primo romanzo, Sequenze di vita fragile, era costruito - a volte in modo surreale - attorno a fatti accadimenti di tragedia e disperazione in un'ambientazione di provincia, presumibilmente veneta. Era stato apprezzato tra gli altri anche dal noto regista cinematografico Pupi Avati, che in una lettera datata aprile 2016 ed indirizzata a Dall'Amico esprimeva parole di apprezzamento: "lo spaesamento morale, le vite confuse, i sentimenti fragili dei tuoi personaggi sono specchio del nostro tempo liquido" - come lo definirebbe il sociologo Zygmunt Bauman - . Nell'augurarsi altre prove letterarie dell'autore, Avati intendeva il libro come specchio fedele della nostra attuale società liquida, e costruito, spesso in modo surreale, attorno ad accadimenti tragici, a volte disperati, ambientati in un ambiente di provincia - presumibilmente veneta - con personaggi che dalla provincia stessa ricevevano ognuno la propria dose di inquietudine e nevrosi. Possiamo dire che entrambi i romanzi hanno la struttura di una sceneggiatura cinematografica, dove questa è pretesto per far emergere vecchie e attuali situazioni.

Abbiamo incontrato l'autore rivolgendogli alcune domande.

Finalmente! (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)



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