NR. 44 anno XXII DEL 9 DICEMBRE 2017
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Il “caso Sappada”
apre la strada a Cismon

I Comuni e la voglia di cambiare Regione

di Gianni Celi

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Ma adesso anche Cismon<br>
potrebbe passare con T

Quel sì della Camera al passaggio del Comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia aprirà una voragine di richieste da parte dei Comuni confinanti con le Regioni o con le Province a statuto speciale, Nel Bassanese è il caso di Cismon che confina, a nord di Primolano, con Martincelli, frazione del Comune di Grigno. Si farà avanti anche questo Comune della Vallata del Brenta? Lo chiediamo al sindaco, Luca Ferazzoli che è anche presidente dell’Unione montana Valbrenta. “Certo che il sì a Sappada – esordisce - non può non dare adito a decine e decine di richieste di passare con istituzioni regionali o provinciali molto più appetibili sotto l’aspetto delle risorse economiche”.

Per il momento, comunque – continua Ferazzoli – noi badiamo a portare a termine la proposta di un Comune unico della Vallata che comprenda Cismon, Valstagna, San Nazario, Campolongo sul Brenta e Solagna. Abbiamo fatto diversi incontri nelle settimane scorse nei diversi centri della Valbrenta ed abbiamo notato un interesse positivo nei confronti di questo progetto. Il problema di questa iniziativa è di arrivare non certo ad un accentramento di poteri in un singolo paese, quanto allo sfruttamento di risorse economiche a favore delle diverse realtà vallive e questo lo si può ottenere creando risparmi notevoli grazie alla diminuzione della spesa pubblica. Si potrebbero avere poi maggiori risorse con un accesso più agevole ai finanziamenti pubblici e ai bandi europei”

Ma adesso anche Cismon<br>potrebbe passare con T (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’idea poi legata ad una possibile richiesta di entrare a far parte della Provincia di Trento – sottolinea – non è di certo peregrina. L’ok dato a Sappada è sicuramente trasmissibile anche alla nostra Vallata e, nel momento in cui saremo un Comune unico, cercheremo certo di far valere questa proposta. I politici devono rendersi conto che se hanno dato il sì a Sappada non lo possono certo negare a tutti quei Comuni di confine che pretendono lo stesso trattamento”.

E a proposito di unico Comune della Valbrenta va evidenziata la raccolta di firme effettuata, nei giorni scorsi, a Solagna per un no deciso a questa proposta. Circa ottocento residenti hanno detto no all’ingresso del paese in un Comune unico chiedendo un referendum fra la popolazione. “Chiedere un referendum prima di quello che noi abbiamo già pensato di fare con l’anno nuovo nei cinque Comuni – spiega Ferazzoli – mi pare fuori luogo. Il nostro intento, ad ogni modo, anche con questa iniziativa, è di chiedere maggiore autonomia specie per paesi disagiati come i nostri divisi fra valle e montagna”.

Il presidente dell’Unione montana chiarisce che , nel caso vada a buon fine la fusione, i municipi continueranno ad esistere nei vari centri e che saranno diretti da un pro sindaco e da un consiglio municipale che rappresenterà le istanze dei singoli Comuni. Fusione significherebbe anche maggiori entrate da parte dello Stato (cinque milioni di euro in dieci anni) e della Regione (900 mila euro per tre anni), nonché dei vantaggi nell’accesso a bandi per la realizzazione di opere pubbliche. Si aggiunga a questo il blocco, pera cinque anni, dell’incremento delle tasse.

Se un domani chiedessimo di entrare a far parte della Provincia autonoma di Trento – conclude – per quei paesi che hanno detto sì al Comune unico della Valbrenta sarebbe un valore aggiunto, mentre per Solagna, se dovesse vincere il no, sarebbe la morte civile”.

 

nr. 43 anno XXII del 2 dicembre 2017

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