NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
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Meteo, è già "generale inverno"

A dicembre temperature più basse rispetto alla media, ma una volta questi valori e le nevicate erano una consuetudine

di L.P.

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Meteo, è già "generale inverno"

Per il calendario l'inverno astronomico non è ancora arrivato, visto che inizierà giovedì 21 - l'inverno meteorologico invece comprende i mesi di dicembre, gennaio e febbraio - eppure temperature negative quasi da record e la nevicata dello scorso fine settimana (9 centimetri caduti a Vicenza) hanno già caratterizzato in maniera deciso, peraltro non solo nel Vicentino - la stagione fredda a cavallo tra il 2017 e il 2018. Qui a fianco la tabella con le temperature minime e massime (rilevate dall'Arpav Veneto, nella postazione meteo di Sant'Agostino a Vicenza) registrate in questa prima metà di dicembre in cui spicca la minima di -7°C all'alba di domenica 10, un valore più basso in assoluto più basso rispetto agli inverni 2014-2015 e 2015-2016, mentre nella scorsa stagione, a gennaio 2017, si registrarono per due notti il valore di -9°C. Per fare il punto della situazione sentito il meteorologo Marco Rabito, uno dei fondatori e responsabile di Serenissima Meteo, volto noto dei telespettatori di Tva Vicenza.

MINIME E MASSIME REGISTRATE A VICENZA DA INIZIO MESE

  venerdì 1    -2    7 
  sabato 2    -2    9 
  domenica 3    -4    9 
  lunedì 4    -5    6 
  martedì 5    -5    8 
  mercoledì 6    -5     8 
  giovedì 7    -4    8 
  venerdì 8    1    5 
  sabato 9    -5    8 
  domenica 10    -7    2 
  lunedì 11    0    5 
  martedì 12    2    8 
  mercoledì 13    -1    8 
  giovedì 14    2    7 
    Fonte: dati www.arpa.veneto.it 

Rabito, qualche organo di informazione ha parlato nei giorni scorsi di "generale inverno" già arrivato. Si tratta di un'esagerazione?

«Giornalisticamente ci può stare, se non altro perchè l'anno corrente si concluderà con molti mesi in cui le temperature sono state superiori alla media».

Nello specifico come è andata quest'anno a livello di temperature?

«La maggioranza dei mesi, un po' in tutte le stagioni, hanno registrato valori al di sopra delle medie storiche. Nello specifico solamente in tre mesi, precisamente gennaio, settembre e dicembre hanno registrato un valore medio più basso, un altro paio sono state in media mentre tutti gli altri sono stati al di sopra, alcuni in maniera anche notevole: questo è avvenuto soprattutto nel periodo estivo, a luglio e agosto in particolare».

Questo mese di dicembre come andrà a finire?

«Difficile dirlo, visto che non siamo ancora arrivati a metà (l'intervista è stata realizzata martedì 12, ndr.) ma al momento, viste le temperature minime, sotto zero per diversi giorni, e anche le massime, ritengo che stiamo viaggiando al sotto della media mensile».

Quando è sorprendente questa ondata di freddo a dicembre?

«La sorpresa è legata al fatto che è arrivata all'improvviso, dopo un mese di novembre abbastanza mite. Possiamo dire che da un po' di anni ci stiamo abituando a temperature miti, ma per noi meteorologi tutto dicembre fa parte dell'inverno, quindi siamo sorpresi sono fino ad un certo punto di valori sotto zero e anche della neve, che fanno parte della storia di questo mese».

A proposito di neve, si è vista anche a Vicenza e in altri centri di pianura...

«In città tra il pomeriggio e la serata di domenica (10 dicembre, ndr.) ne sono caduti 9 centimetri, che rappresentano circa la metà della media complessiva prevista nella nostra città, pari esattamente a 20 centimetri».

Poi però ci è piovuto sopra, anche in maniera abbondante...

«In termine tecnico quanto avvenuto nei giorni scorsi viene definita "nevicata da addolcimento", un fenomeno peraltro abbastanza comune della Pianura padana».

Di cosa si tratta?

«Semplicemente dopo la precipitazione nevosa, nella circostanza arrivata in virtù di correnti artiche dal Polo nord e che attecchito subito a terra in virtù della minima (-7° C, ndr.) raggiunta nella notte precedente, si è registrato un forte innalzamento delle temperature con il livello delle nevicate che, in uno spazio temporale abbastanza breve, si è alzato notevolmente, nel caso specifico addirittura sino a 1700-1800 metri. Il che significa, per restare nel contesto della provincia di Vicenza, che anche in buona parte delle piste da sci dell'Altopiano di Asiago è piovuto, riducendo almeno in parte lo strato bianco. Peccato perché se dopo la nevicata avesse fatto freddo ci sarebbe stata la neve per almeno metà dell'inverno, sicuramente sin dopo Natale».

Come si spiega il livello del fiume Bacchiglione salito di due metri (massima di poco superiore ai 2.50 metri rilevata a ponte degli Angeli attorno alle 10 di martedì, ndr.) in circa 24 ore?

Meteo, è già «Proprio per il fatto che parte della neve caduta nella Pedemontana e in montagna si è sciolta ed è precipitata in basso. Ma anche per le piogge abbondanti, soprattutto nella notte tra lunedì e martedì, che hanno caratterizzato soprattutto l'Alto Vicentino».

Nei nostri territori il problema della siccità rimane invariata, giusto?

«Assolutamente sì, d'altronde non si poteva pensare che una precipitazione nevosa, seguita da piogge, seppur abbondanti, potessero risolvere una situazione cronica che si trascina da alcuni anni. Le falde acquifere del Vicentino sono ancora molto basse e d'altronde ora siamo entrati in periodo, quello invernale per l'appunto, dove le precipitazioni sono statisticamente tra le più basse in assoluto dell'anno».

Lei ha sempre detto che le nevicate sono fondamentali per risolvere il problema della siccità...

«Certamente, non tanto per i risultati a breve termine, quando perché rappresentano un potenziale "serbatoio" d'acqua che soprattutto nei mesi primaverili del disgelo consentono, quasi come un rubinetto aperto per giorni e giorni, di innalzare le falde. Guarda caso gli ultimi inverni sono stati caratterizzati da scarse e modeste nevicate, anche in montagna, che ha aggravato la situazione di siccità».

Parlando di siccità, anche il livello dello stesso fiume Bacchiglione è emblematico, visto che prima della perturbazione nevosa e le piogge erano addirittura il pluviometro a ponte degli Angeli indicava un valore inferiore al mezzo metro, precisamente ha oscillato tra i 46 e i 48 centimetri...

«In condizioni normali e ovviamente in un periodo senza piogge il livello del Bacchiglione, statistiche alla mano, dovrebbe aggirarsi tra i 60 e i 70 centimetri. Quando siamo al di sotto di questo intervallo stiamo vivendo un periodo di siccità. Quando poi siamo al di sotto al mezzo metro vuole dire che questa situazione di siccità è particolarmente grave».

In qualche sito internet è stato ipotizzato che, per quanto riguarda l'Italia settentrionale e il Nordest in particolare, quello attuale sarà un inverno caratterizzato da numerose nevicate e piogge abbondanti...

«È una posizione non basata su nessun riscontro scientifico, quindi si tira ad indovinare. Nel mio lavoro ho sempre detto che le previsioni meteo per un'area limitata, come può essere una provincia, sono attendibili se fatte per le successive 48-72 ore, con una prima tendenza sino al quinto giorno, che tuttavia è solo indicativa e che quindi può mutare. Andare al di là con le previsioni non è possibile, almeno con gli strumenti di cui siamo dotati attualmente».

Ma in base alle correnti oceaniche non è possibile fare delle previsioni meteo?

«È possibile farlo, in maniera peraltro non precisa, ma solo per macroaree, ad esempio per l'intera Europa. Pensare di estrapolare queste indicazioni per un territorio ristretto, grande idealmente come un pezzo di unghia, è realmente impossibile».

Almeno la nevicata a Vicenza è stata fondamentale per le polveri sottili ...

«Questo sicuramente. Non c'è niente di meglio che la neve per abbattere, direi quasi azzerare, i valori delle varie sostanze presenti in atmosfera. Diciamo che una nevicata rappresenta idealmente una carta assorbente naturale formidabile, in grado di ripulire l'aria. Teniamo presenti che nei giorni che hanno preceduto la nevicata, i nostri territori erano stati caratterizzati da diverse giornate di forte vento, che a sua volta contribuisce a spazzare via le sostanze nell'aria. Adesso la situazione è ottimale, sicuramente nelle prossime settimane andremo incontro ad un peggioramento, soprattutto quando torneranno le nebbie».


nr. 45 anno XXII del 16 dicembre 2017

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