NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Echi nel Silenzio
Dal Garda al Pasubio

Un libro fotografico sulla Grande Guerra

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Echi nel Silenzio

Echi nel Silenzio - Paesaggi della Grande Guerra dal Garda al Pasubio di Andrea Contrini (Publistampa edizioni) è uno splendido volume fotografico disponibile nelle migliori librerie che racconta con parole e soprattutto immagini come il massiccio del Pasubio sia stato una delle zone più contese del fronte italiano-austriaco durante la prima guerra mondiale.

Echi nel Silenzio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)A un secolo di distanza, le aspre tracce dei combattimenti segnano ancora il paesaggio, echeggiando il dramma del passato nel silenzio della natura e in uno dei paesaggi più enigmatici e ispiratori delle nostre montagne. Ispirandosi a diari e memorie di combattenti italiani e austro-ungarici, Contrini ha realizzato un meraviglioso libro adatto non solo ai cultori della materia e agli storici, ma anche ad un pubblico di lettori che volesse considerarlo come una bella strenna natalizia: L'autore ha dunque intrapreso un viaggio alla scoperta di quel tratto di fronte diviso ra il territorio trentino e quello dell'altovicentino, mostrando attraverso la fotografia come lo scorrere del tempo ha trasformato i campi di battaglia in luoghi di pace. Echi nel silenzio è il risultato di una ricerca personale durata sei anni, che crea un ponte tra memoria storica e paesaggio attuale. Il progetto editoriale propone duecento fotografie a colori, suddivise in capitoli con ordine geografico: dagli ambienti mediterranei del Lago di Garda fino alle quote d’alta montagna del Pasubio dove si combatté la cosiddetta "guerra bianca", passando per il massiccio del Baldo, la Val di Gresta, la Vallagarina, la Vallarsa, il Monte Zugna e le Piccole Dolomiti. Secondo l'autorevole rivista National Geographic, il nuovo libro reportage di Contrini è un'opera riuscita che riesce a stare lontano dalla retorica e che sa osservare e accogliere il paesaggio senza invaderlo. Le immagini e le relative didascalie sono accompagnate da testi del ricercatore storico Fernando Larcher e dalla prefazione del fotografo britannico Michael St Maur Sheil (vincitore del World Press Photo 2002 Daily Life e autore dell’esposizione Fields of Battle – Lands of Peace 14-18). Una mappa dell’area, fotografie documentarie dell’Archivio del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e diverse memorie tratte da diari e lettere dell’epoca completano il contesto storico-geografico. I testi sono presenti in italiano e inglese. Il progetto è rivolto ad un pubblico eterogeneo: dagli amanti di fotografia agli appassionati di storia o di trekking in montagna.

All'alba del 15 maggio 1916 un maglio di ferro e fuoco si abbatté tra la Vallagarina e l'Altopiano dei Sette Comuni dando il via alla Strafexpedition (Spedizione punitiva) austro-ungarica. L'operazione, che sfocerà in quella che è considerata la più grande battaglia mai combattuta in montagna, mirava a penetrare nella pianura veneta e conquistare Venezia così da isolare le Armate italiane impegnate sul fronte dell'Isonzo. Ma dopo un dirompente successo, la marea asburgica si infranse contro le difese italiane. Monte Zugna, Passo Buole e Pasubio saranno tra i nomi che la retorica tricolore celebrerà come capisaldi di difesa della Patria. Nei successivi due anni la lotta proseguì in un'estenuante guerra di posizione e logoramento. Fu proprio sul Pasubio, ampio bastione naturale ad oltre 2.000 metri d'altitudine, che si consumarono le vicende più sanguinose e cruente che lo consacrarono a Montagna Sacra per le furibonde battaglie del 1916, la contrapposizione del Dente Italiano e del Dente Austriaco, l'orrore di quella selletta che li separa letteralmente ricoperta di cadaveri, le tormente di neve, le valanghe ed infine l'oscura claustrofobia della guerra di mine. "Ispirandomi alle testimonianze che i combattenti hanno lasciato su diari e memorie - dice Contrini - mi sono incamminato con la macchina fotografica alla ricerca di frammenti per capire e immaginare ulteriormente cosa fu il tratto di fronte tra il Lago di Garda ed il Pasubio. Da questa esplorazione è nato un progetto fotografico che si è realizzato nel libro".

Echi nel Silenzio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Oggi questi sono luoghi immersi nella quiete, lontani dal crepitare delle mitragliatrici e dai frenetici ritmi della vita contemporanea. Il passato affiora nel presente con i suoi frammenti di vita e di morte di quelle migliaia di uomini che, separati dal colore della divisa e dai reticolati, si fronteggiarono col fuoco automatico delle armi moderne mentre la loro esistenza sprofondava in uno stato primordiale nell'oscurità della roccia. Le lunghe teorie di trincee e di postazioni si confondono tra le rocce e i pini, come se l'acciaio e il cemento appartenessero da sempre al volto di montagne e boschi. Il rumore della battaglia è impresso nel terreno e continua ad echeggiare nel silenzio. Intanto, il 29 gennaio del 1917, nel pieno di un inverno gelido e di un conflitto passato alla storia, iniziarono i lavori per una delle più imponenti opere dell'ingegneria militare moderna: la Strada delle Gallerie. Una via che doveva partire dalle pendici del monte Pasubio per raggiungerne quasi la sommità, dove iniziava la retrovia del fronte italiano-austriaco. Nel dicembre dello stesso anno l'opera fu terminata: era lunga 6,3 chilometri, di cui 2,3 distribuiti in 52 gallerie, in quella che sarebbe poi diventata la celeberrima strada delle gallerie. Tutto il resto era scavato nella roccia a mezza costa. Oltre sei chilometri di cammino che da quota 1216 metri si innalzava fino a 1928 metri. Una via sicura, interamente al riparo dagli occhi e dal tiro nemico realizzata dai 150-200 uomini della 33esima Compagnia Minatori guidata dal tenente Giuseppe Zappa. Solo in estate la compagnia è stata coadiuvata da altri soldati, fino a raggiungere il numero di 600 uomini al lavoro contemporaneamente. Oggi quest'opera compie 100 anni e a Schio una mostra fotografica a palazzo Fogazzaro ne ha celebrato l'epopea, anche grazie alle testimonianze del sottotenente Ugo Cassina, uno dei protagonisti, che ne annotò e documentò ogni dettaglio in un diario.

Abbiamo incontrato l'autore rivolgendogli alcune domande sul suo libro.

Echi nel Silenzio (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)



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