NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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Angelo Pavan

Centro d’Arte
Piazza dei Signori, 50/A
Orario: martedì-domenica 10-12.30 e 15.30-19.30
Chiude il 28 gennaio 2018

di Maria Lucia Ferraguti

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Angelo Pavan

 

Sul filo di un percorso sulla pittura vicentina e veneta tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, dopo le opere del berico Achille Beltrame, Pietro Gioia dedica una mostra ai dipinti di Angelo Pavan, (Vicenza 1893- Venezia 1945). Il pittore dalla vocazione per i paesaggi e concentrato sulla realtà del territorio veneto dipinge, spostandosi in età non più giovanile a Chioggia, interessanti vedute marine.

Angelo Pavan (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La mostra ha sopratutto l’obiettivo all’interno del tragitto espositivo di richiamare alle visioni agli esordi nel Divisionismo, quando da autodidatta Pavan adotta nei dipinti, tutti da scoprire, una pennellata legata alla nuova teoria che, verso la seconda metà degli anni Ottanta, in Francia attua una svolta dall’Impressionismo ed apre con Seurat, scomparso precocemente, ad una nuova teoria scientifica per il colore. Da qui negli anni ’20 la pennellata dell’artista, ispirato da Previati, imbriglia il colore in brevi tocchi, dispone punti, distende minuscole macchie, riunisce fitte linee a pettine per prati e casolari, fremente nelle fronde degli alberi immersi nel verde.

Così sottrae la realtà della natura, le rustiche case, i borghi del passato, le strette vie ad una pittura tradizionale per un colore, che si fa luce veneta, acqua, mura consumate, strade lastricate di corrose pietre. Una pennellata più sciolta, per l’avvicinarsi alle volumetrie sintetiche di Ubaldo Oppi trova, più tardi, per l’accostarsi alla scuola veneziana di fine Ottocento, alleanza con la luminosità delle marine. Nei quadri sfumano i rossi ammorbiditi dall’atmosfera dorata, i cromatismi dei canali e delle facciate in limpide fusioni mielate con l’azzurro del cielo lagunare nell’influenza della pittura dalle lievi gradazioni di Luigi Nono, Ettore Tito, Alessandro Milesi, Fragiacomo e di Gugliemo Ciardi. Un suo dipinto fu acquistato dal Re Vittorio Emanuele II, altri dai Musei d’arte moderna di Milano, Vicenza e Trieste, e Tramonto , dalla Pinacoteca torinese Agnelli.

 

 





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