NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Buongiorno, mezzanotte
La terra veneta in 13 racconti

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Buongiorno, mezzanotte

Com’è nato il suo libro e perché si è ispirata per il titolo ad una poesia di Emily Dickinson?

Buongiorno, mezzanotte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Il libro nasce grazie al racconto Incontro, quindi sono che si è classificato al secondo posto all’edizione 2016 del Concorso Letterario L’incontro, fondato da Alberto Bevilacqua ed organizzato a Treviso dall'editore Divinafollia di Bergamo. È stata un’emozione fortissima essere valutata e premiata da una giuria di nomi noti della cultura e dallo scrittore Alessandro Quasimodo, oltre che dall’editrice Silvia Denti e dal coeditore Laura Chiarina, entrambe poetesse. Mi è stata offerta l’opportunità di pubblicare una raccolta di racconti, tra quelli inediti ed altri che nel corso del 2016 hanno ottenuto premi e riconoscimenti ad altri concorsi nazionali. Per il titolo mi sono ispirata alla Dickinson semplicemente sorseggiando il caffè del risveglio in cucina mentre una mattina, per darmi un buongiorno letterario prima dei quotidiani incontri in ospedale, leggevo il calendario di pensieri belli che mi ha regalato una collega. Il mio libro è dedicato agli infermieri, per i giorni forti e quelli fragili, in un rincorrersi di albe e tramonti e nello sconvolgimento del ritmo sonno veglia a causa del turno notturno. I versi della poetessa americana mi hanno incantato. Li ho trovati perfetti per dare un senso alla mia narrazione".

Nel racconto che apre il libro - Incontro, quindi sono – ci sono le storie delle molte donne che incontra nel suo lavoro: voci, sguardi, emozioni di persone colpite dalla malattia. Cosa le rimane dentro e quanto è difficile metterlo su carta?

"La mia professione mi porta ogni giorno ad incontrare la malattia e persone che vivono la fatica e la bellezza del prendersi cura di sé stesse e dell’altra, facendo qualcosa di bello insieme. Incontro uomini e donne fragili e professionisti competenti nell’assistenza, donne e uomini forti che combattono per la salute, sanitari affaticati che si fanno carico dei pazienti. In Pronto Soccorso, dove ho esercitato fino al 2010, ho lasciato un pezzo di cuore. In Oncologia invece lascio ogni giorno un frammento d’anima. Le persone che incontro al Quinto Piano mi insegnano tanto del vivere, danno alla mia anima molto di più di quello che le mie cure fanno per i loro corpi. Sono sempre in debito di sorrisi e gentilezza in cambio del loro coraggio. Il mio primo racconto Non siamo angeli, siamo donne, che ha vinto nel 2016 il concorso La cura della cultura, la cultura della cura della Biblioteca Biomedica dell’Ulss 8, mi ha permesso di raccontare quello che vivo ogni giorno, tra fatica e disagio. All’inizio la mia scrittura è stata quindi una medicina narrativa, che ha fatto bene non soltanto a me come donna ed infermiera, poi ho riscoperto e coltivato una passione giovanile ed ora scrivere è soltanto una gioia. Sono soltanto una portatrice di storie, devo solo cercare di narrarle con delicatezza e rispetto. Perché le storie sono persone. Diventano vite di carta, ma prima sono vite di strada o di corsia. Hanno un volto e un nome".

Buongiorno, mezzanotte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Lei ha già vinto numerosi premi in concorsi nazionali: se l’aspettava e che effetto fa?

"Non me l’aspettavo. La mia avventura nel mondo dei concorsi letterari è iniziata per gioco, quasi per inseguire un sogno giovanile. Così mi ci sono buttata anima e corpo, anche perché sentivo il bisogno quasi fisico di arte, dopo tante ore passate nel mio mondo di scienza. Questi due anni tra giurie e racconti brevi sono stati davvero molto creativi dal punto di vista artistico. E quando sono arrivati i successi quasi non ci credevo. Attimi di felicità. E occasioni di viaggi culturali. Mi sono confrontata con altri poeti e scrittori. Ho conosciuto personaggi interessanti tra i letterati che organizzano i concorsi, come la poetessa vicentina Mara Zilio del concorso Mani in volo che si svolge da anni a Costabissara".

È più facile scrivere racconti o romanzi? E nel suo cassetto c’è anche il sogno di pubblicare un romanzo in futuro?

"Ad un incontro con l’autore, lo scrittore Bertoli mi ha detto 'Il racconto è una fotografia. Il racconto breve è un cortometraggio. Il romanzo è un film'. Ecco, le istantanee sono la comunicazione dei giovani d’oggi. Mi piace pensare che i miei racconti flash siano post di emozioni fatti di immagini che le mie parole evocano tra le righe. Sono semplici, immediati ma arrivano dritti al cuore. Al momento sono felicemente approdata al cortometraggio, che trovo a me congeniale. In fondo trenta- cinquanta cartelle editoriali non sono così poche. Certamente il romanzo è uno dei miei progetti futuri. Gli scrittori veri mi dicono che è più difficile scrivere racconti perché si deve dire tanto in poche pagine e questo non è facile per chi ama scrivere. Io invece trovo che il racconto mi permette di dare voce a più storie, di passare da uno stile e da un registro all’altro a seconda del sentire del momento. Comunque per il romanzo devo aspettare che sia la storia a venirmi incontro. Quando mi troverà cercherò di essere pronta e all’altezza".

Qual è il racconto al quale è più legata e quale emozione le ha suscitato scriverlo?

Buongiorno, mezzanotte (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Di questo libro, il racconto che mi commuove ogni volta è senz’altro wow.wow.wow.sognimarco.it. Come altri è un racconto autobiografico e per questo non è stato facile scriverlo ed affidarlo ai lettori. Ma qui dentro c’è la mia storia fragile, di donna e madre, e soprattutto il legame con mio figlio. È una lettera aperta che parla di sogno ed emozioni, in cui le mamme vi si ritrovano e piangono e sorridono con me. Molte mi hanno abbracciato dopo averlo letto. Mi ha sorpreso molto. In fondo è la mia storia. Ma anche qui il sentimento è comune evidentemente".

Dopo il successo del primo libro è già pronto il secondo – Il tempo di un fiocco di neve. Ci può anticipare qualcosa?

"È in fase di editing e aspetto la copertina per darlo alla luce. La sta realizzando Francesca Lidron, la giovanissima artista del Liceo Boscardin di Vicenza che ha dipinto bellezza alla mia penna nel primo libro. Ho voluto la stessa mano per dare continuità al mio stile e lei riesce a dare un tocco di sogno con i colori della gioventù. Il libro raccoglie 14 racconti, tra inediti e premiati, uno per ogni mese dell’anno più la tredicesima e la quattordicesima storia ed una poesia. Poiché scrivo ciò che vivo, anche qui troverete personaggi veri e storie ambientate a Vicenza e dintorni. Riscoprirete luoghi del cuore e vivrete nuove emozioni di carta. È un libro che sento molto più del primo. Scriverlo è stata una esperienza forte, ho pianto mente lo scrivevo di notte. Spero di essere riuscita a trasmettere la forza e la bellezza delle persone che sono protagoniste".

 

nr. 47 anno XXIII del 13 gennaio 2018

Buongiorno, mezzanotte (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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