NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Le mani nel cuore
Una lunga storia

Frigiola, il pioniere della cardiochirurgia pediatrica

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Le mani nel cuore

Ci si emoziona, e non poco, sfogliando le pagine de Le mani nel cuore, il libro che racconta la vicenda umana e professionale - una straordinaria esperienza di vita, come recita il sottotitolo - di un pioniere della cardiochirurgia pediatrica in Italia: il vicentino Alessandro Frigiola, oggi primario di cardiochirurgia al Centro Cardiovascolare del Policlinico di San Donato Milanese e protagonista di una vita spesa per salvare i bambini cardiopatici. A Vicenza e in tutta Italia, ma anche in quei Paesi in cui guerra e povertà sono all'ordine del giorno, luoghi che il libro esplora e descrive con il taglio del reporter ma anche con quello umanissimo della solidarietà.

Le mani nel cuore (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il libro, presentato prima di Natale al Palladio Museum di Vicenza, non è una semplice biografia: se il percorso di Frigiola dai difficili esordi all’eccellenza europea del Centro che dirige è il filo rosso del racconto, il progetto editoriale si articola in una serie di reportage con testi e fotografie in bianco e nero che illustrano le attività in diversi Paesi del mondo del team di chirurghi, tecnici e infermieri dell'Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo Onlus, fondata nel 1993 a Milano da Frigiola e da Silvia Cirri. L’autore, il giornalista e fotoreporter Giovanni Porzio, ha seguito il team in alcuni dei 26 Paesi in cui lavora l’associazione (Egitto, Cameroun, Siria, Kurdistan, Senegal) raccontando attraverso immagini e testimonianze dirette gli interventi in sala operatoria, le difficoltà logistiche e ambientali, i diversi contesti sociali e culturali, le storie dei medici e quelle, spesso drammatiche, dei pazienti e delle loro famiglie. Se nei Paesi avanzati le tecniche di cardiochirurgia pediatrica hanno abbattuto la soglia di mortalità a meno del 5%, nei Paesi in via di sviluppo il tasso di mortalità per le cardiopatie congenite sfiora il 90%. Le missioni all’estero sono un aspetto fondamentale dell’attività di Frigiola e dell'associazione, non soltanto perché salvano la vita di centinaia di bambini ma soprattutto perché puntano a realizzare strutture in grado di operare in loco e a formare medici, chirurghi e personale sanitario specializzato. Il libro, con immagini di forte impatto e testi con il taglio del reportage, è una testimonianza con un contenuto di forte valenza umanitaria dopo più di due anni di lavoro dell'autore in viaggio assieme all’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo in 5 Paesi in via di sviluppo: Siria, Kurdistan, Egitto, Camerun e Senegal.

Tra il 2015 e il 2016, Giovanni Porzio ha seguito le missioni operatorie della onlus che da oltre vent'anni si impegna per offrire una speranza di vita a migliaia di bambini affetti da cardiopatie congenite in quei Paesi dove l’insufficienza di strutture cardiochirurgiche, la mancanza di formazione per medici e infermieri o gravi situazioni di guerra rendono tragicamente difficile garantire anche le più basilari cure pediatriche. Ne è nato un ricco reportage di immagini e storie per ognuno dei 5 Paesi, tenute insieme dalla figura del professor Alessandro Frigiola che ha aperto a Porzio le porte delle sale operatorie degli ospedali. "Con questo libro – ha detto Porzio – ho voluto testimoniare la fragilità di un mondo che rischia di decomporsi sotto i bombardamenti e per l’inadeguatezza delle cure mediche.

Le mani nel cuore (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Le foto raccontano anche un mondo fatto di impegno, sacrificio, solidarietà da parte di medici e infermieri che dedicano volontariamente parte del proprio tempo a una missione così nobile come quella di provare a dare un contributo fondamentale alla salvezza di tanti bambini. Ho passato la vita in mezzo alle guerre: bombe, sangue, prigioni, torture, orrori, obitori, terrori, esistenze distrutte, lunghe file di morti senza nome. Talvolta, nella melma e nel sangue, ho visto scorrere rivoli lucenti d’acqua sorgiva, e mi sono chinato a guardarli: specchiavano sorrisi e giochi di bambini, sguardi antichi di pastori e contadini, sussurri di madri all’orecchio dei figli, vecchi assorti nel tramonto, fuochi nella notte, uomini in cammino. I bambini. Capaci di allegria tra le macerie di una casa, di illuminare il buio di una grotta, di riempire di voci la tenda di stracci di un campo profughi. Dopo le guerre tutto ricomincia dai bambini. Per loro i genitori resistono allo sconforto e stringono i denti. Da loro traggono la forza per ricostruire, una ragione di vita e di speranza. Per questo la morte di un bambino è intollerabile. Nei Paesi devastati dalle guerre, dalla fame e dalle malattie le famiglie piangono, pregano, poi si rassegnano. Noi non ne abbiamo il diritto. Ho incontrato un medico che non si è mai rassegnato, un chirurgo che apre i cuori malati dei bambini per aiutarli a vivere. Ne ha salvati migliaia. Si chiama Alessandro Frigiola, e ho voluto raccontare la sua storia".

Le mani nel cuore (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Frigiola è uno dei massimi esperti di cardiochirurgia sia nel bambino nel campo delle cardiopatie congenite che dell’adulto nel campo delle patologie acquisite con oltre 10.000 interventi eseguiti. Ha la maggiore esperienza in Italia e una delle più importanti in Europa nell’intervento di sostituzione della valvola aortica con la valvola polmonare dello stesso paziente. Da oltre 25 anni è impegnato in un’attività di cooperazione internazionale per lo sviluppo della cardiochirurgia in 18 Paesi del mondo portando avanti un programma di costruzione di centri e di formazione del personale medico e paramedico. Il centro da lui diretto è diventato un punto di riferimento internazionale per le cardiopatie congenite.

Per l'occasione abbiamo rivolto alcune domande al Professor Frigiola.

Le mani nel cuore (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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