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NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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"Museo, parte integrante
della quotidianità"

Bassano, i progetti della direttrice Chiara Casarin

di Gianni Celi

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Civico Museo

Il Civico Museo della città di Bassano sta vivendo una nuova Primavera dopo anni di quiescenza, grazie all’impulso offerto dalla nuova direttrice, Chiara Casarin che ha trovato, nel nuovo assessore alla cultura, Giovanni Cunico, un collaboratore attento e compartecipe delle nuove scelte attuate nel corso dell’anno appena passato. Ecco l’incipit dell’intervento della direttrice, in occasione della Festa di San Bassiano, al riguardo di questa importante struttura. L’invito rivolto ai bassanesi dalla Casarin è, ancora una volta, “a dimenticare l’idea di museo come luogo in cui solamente si custodisce la ricchezza culturale. Il Museo non è solo un contesto legittimante o il miglior deposito dell’antico, ma il laboratorio della conoscenza e della creazione, la fabbrica del pensiero”. Lei vede, infatti il museo, come un medium, come un luogo di passaggio, di collegamento tra l’utenza e il patrimonio. Il Museo è così, deputato primariamente all’ascolto delle necessità del patrimonio (con la conservazione, la tutela, l’archiviazione e il restauro), ma ora, a livello internazionale, è stato investito di nuove responsabilità anche nei confronti del pubblico e delle sue richieste.

Civico Museo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Aggiunge poi la direttrice: “Il Museo deve essere parte integrante e attiva della quotidianità di una città. Può diventare punto di riferimento, anticipando, correndo dei rischi, sperimentando diversi tipi di relazione con il pubblico. Si deve chiudere con la competizione e inaugurare una effettiva cooperazione. E se non si ha un po’ di paura nel farlo, significa che si è arrivati troppo tardi”.

Il 2017 è stato l’anno della riscoperta del museo. “La strategia adottata – spiega la Casarin - ossia di presentare in chiave innovativa il prezioso patrimonio artistico che questo polo museale offre, si è rivelata utile fornendo nuove modalità di lettura delle opere d’arte e richiamando l’attenzione anche dei pubblici meno esperti. L’utilizzo del contemporaneo per valorizzare la ricchezza delle collezioni permanenti ha permesso di aprire le porte del museo ad artisti contemporanei quali Antonio Riello, Enrico Benetta, Giovanni Casellato e Michelangelo Penso, le cui opere sono state installate con cadenza quadrimestrale nel chiostro di San Francesco consentendo un utilizzo innovativo dello storico spazio annesso al museo e accessibile a tutti. Il 2018 sarà la volta di Ivan Barlafante, selezionato ad Art Verona per il Premio Level Zero a cui i Musei di Bassano sono stati invitati a partecipare e, di seguito, Pol Polloniato, ceramista di Nove dal grande talento. Non solo, project manager, collezionisti, curatori, direttori, artisti, esperti d’arte e di nuove tecnologie digitali hanno dato il loro contributo nel corso di due cicli d’incontri “1917 > 2017” per dare l’opportunità al pubblico di apprendere i nuovi linguaggi che il contemporaneo impone e di cui a breve uscirà la pubblicazione che raccoglie tutti gli interventi. Nell’ottica dell’innovazione, si è scelto di adibire a nuovi spazi espositivi alcune architetture cittadine in disuso con l’obiettivo di espandere la rete museale al di fuori delle mura del museo e implementando il legame con la città di Bassano: è il caso della Torre delle Grazie, nuovo centro espositivo dedicato a giovani artisti emergenti contemporanei che ha ospitato dal 25 giugno al 3 settembre la mostra “Archeologia del tempo. Segno e vuoto in movimento” di Giorgia Fincato e “Teatro Metropolis” del collettivo Isolab di Venezia.

Civico Museo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La valorizzazione del passato attraverso il contemporaneo e l’utilizzo di strumentazioni digitali ha permesso di avviare importanti collaborazioni per la conservazione e la divulgazione del patrimonio canoviano custodito presso il Museo Civico. In primis il connubio con Factum Arte, la più importante azienda di mediazione digitale al mondo con l’obiettivo di dare vita a un programma di fruizione diretta e permanente di alcune opere che non sono accessibili al pubblico per motivi di sicurezza e conservazione. Il team di Factum Arte, con le competenze e le strumentazioni digitali di Factum Foundation, ha analizzato e registrato (20.5 GB di dati raccolti, 499 immagini raw, 72 ore di rielaborazione, 320 ore lavorazione files) tra ottobre e novembre il bozzetto delle Tre Grazie di Antonio Canova per realizzarne un fac-simile che ne consenta il prestito e lo studio agevolato. Inoltre ha proseguito i lavori con la scansione tridimensionale e la digitalizzazione dell’intero corpus dei quasi 2000 disegni di Canova (40 ore di documentazione, 3000 fotografie scattate, 45 ore di rielaborazione files) che il museo custodisce con il fine di creare un archivio digitale e due album facsimile di disegni che diventeranno parte integrante del percorso espositivo nel salone canoviano. Le opere di Antonio Canova, nel 2017, sono già state oggetto di una video installazione site-specific realizzata da Mattia Casalegno nei mesi di maggio e giugno presso lo spazio espositivo della Chiesetta dell’Angelo per rimettere in gioco le relazioni tra gli ideali di bellezza neoclassici e la cultura contemporanea. Nel mese di maggio, in occasione della Giornata dei Musei Icom, è stata inaugurata “La Musa mutilata”, mostra che ha ragionato sui temi del non esponibile, attraverso una selezione di gessi canoviani mai restaurati.

Particolarmente intensa, nel 2017, è stata l’attività svolta all’interno del Museo con tutta una serie di iniziative e di proposte, tracciando anche un forte legame fra l’arte ed il sociale. Le cifre parlano chiaro: sono stati ospitati, nel corso dell’anno, 98 eventi organizzati da altre associazioni o istituti. I biglietti emessi nel 2016 sono stati 20.995; nel 2017 sono stati 35.007.

 

nr. 04 anno XXIII del 3 febbraio 2018



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