NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
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L'anno zero del Vicenza

Il presidente del Centro coordinamento: «I nostri imprenditori siano protagonisti»

di L.P.

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«Per il Vicenza è l'anno zero»

«Non credo di sbagliare quando dico che per il Vicenza Calcio quello attuale è l'anno zero. Sicuramente è una grande opportunità per i nostri imprenditori, intendo quelli vicentini, spero davvero che possano cogliere questa grande opportunità per rilanciare la nostra amata squadra». È questo il pensiero di Maurizio Salomoni,presidente del Centro coordinamento club biancorossi, la storica associazione sorta nel 1970 con la funzione di coordinamento delle attività di tutti i tifosi berici. Nelle sue finalità istituzionali il Cccb si propone di diffondere tra gli sportivi l’interesse e l’attaccamento alla squadra del Vicenza Calcio tutelandone la cultura ed i valori mediante ogni forma di interazione con persone, enti ed associazioni. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema della situazione attuale intervistando il presidente Salomoni, anche per capire come sta vivendo questo delicato momento la tifoseria biancorossa.

Presidente Salomoni, come sta vivendo questo momento del Vicenza?
«Con preoccupazione, così come ritengo tutti i tifosi biancorossi, che però si stanno confermando più uniti che mai».

Lei e la grande famiglia allargata dei club biancorossi come avete vissuto l'istanza di fallimento?
«Non è stato un periodo facile, anche perchè il rischio era quello di non poter proseguire il campionato, come successo al Modena nello stesso girone di serie C, dal quale è stato estromesso. Alla fine, grazie all'aiuto di molti, tra cui quello del Tribunale di Vicenza e del sindaco Variati, si è passati attraverso il cosiddetto "fallimento pilotato" che sta consentito alla squadra di proseguire la stagione».

«Per il Vicenza è l'anno zero» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ritiene che non ci fossero altre alternative?
«Da parte mia considero l'istanza di fallimento una vera e propria ripartenza, visto che la voragine creata con un debito spaventoso aveva di fatto reso impossibile il proseguimento. A conti fatti era un passo obbligato che forse bisognava fare prima».

Pensa che quello vissuto nelle settimane scorse rappresenti il momento più basso e complicato nella storia del club?
«Me lo auguro, vorrebbe dire che il peggio è alle spalle. Non dobbiamo dimenticarci che la situazione attuale è quella di una società in esercizio provvisorio, con un campionato che si sta disputando. Non nascondo che più di qualche timore rimane».

Cosa la preoccupa di più?
«La situazione in generale. Come appena detto, durante un esercizio provvisorio, con la presenza del curatore al posto di una società e relativo staff dirigenziale, un club deve rispettare regole ben precise, ma l'augurio è che tutto possa andare bene e che alla fine si proceda all'asta di acquisto».

Anche l'asta rappresenta un pericolo, o perlomeno un enigma, per il futuro del club?
«Sicuramente sì, anche per il fatto che trattandosi di un'asta pubblica, con offerte al rialzo, chiunque può acquistare il club, pur dovendo garantire la propria solidità economica. Io mi auguro che a quest'asta partecipino anche una o più cordate di imprenditori locali, con alle spalle importanti disponibilità economiche ma anche un programma calcistico che consenta al Vicenza di tornare nel calcio che conta, quello che l'ha sempre visto protagonista. Mi rendo conto che non sarà facile, anche perché serve investire sulla prima squadra e sulle giovanili: dopo quasi 20 anni di amarezze che più gioie i tifosi biancorossi ci sperano fortemente».

Ritiene che alla fine un eventuale acquirente vicentino verrà allo scoperto?
«Me lo auguro fortemente. Di certo chi può aver pensato di fare questo passo negli anni scorsi, adesso trova una strada spianata davanti a sé, visto che si riparte da zero, senza debiti alle spalle, che hanno tenuto alla lontana molti possibili acquirenti. Senza dimenticare che partendo dalla serie C, il valore del club potrebbe crescere notevolmente in caso di promozione».

A proposito di tifoseria: è d'accordo che forse mai in questa occasione il "popolo biancorosso" ha dimostrato una forte unione ma soprattutto un grande attaccamento alla squadra?
«Certamente, anche se devo dire che la cosa non mi ha sorpreso. L'amore verso i colori biancorossi non è emerso solo negli anni d'oro, penso al Vicenza di Paolo Rossi e a quello di mister Guidolin culminato con la conquista della Coppa Italia, ma anche nei momenti più difficili».

Ad esempio?
«Mi riferisco ai 6 mila tifosi che andarono a Ferrara nello spareggio del giugno 1990 per evitare la retrocessione in serie C2 ma anche ai 2 mila tifosi che il 1° maggio scorso hanno riempito la gradinata dello stadio Bentegodi di Verona in una situazione di classifica in parte già compromessa. Ma straordinario è stato anche il sostegno e le coreografie del derby di sabato scorso contro il Padova, degno di una partita di serie A, o forse di coppe europee, che non di serie C».

Soprattutto quest'anno i tifosi biancorossi sono stati commoventi, non trova?
«Assolutamente d'accordo, soprattutto perché non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alla squadra, anche in trasferta. È vero che in alcune partite c'è stata una sorta di sciopero del tifo ma questo, come spiegato bene, era ovviamente una contestazione verso la vecchia e la nuova dirigenza, non certamente contro i giocatori. Il derby contro il Padova ha ulteriormente rinsaldato questo legame».

Come giudica le iniziative del curatore De Bortoli per salvare il Vicenza?
«Non c'è dubbio che lo attende un compito difficile, visto che non sarà facile reperire i fondi necessari per arrivare a fine stagione. Giustamente sono state lanciate più iniziative proprio perchè serve raccogliere il più possibile».

Quale delle proposte lanciate negli ultimi giorni ritiene più importante?
«Sicuramente la sponsorizzazione delle poltroncine. I tifosi faranno il possibile, magari andando lo stadio o acquistando l'eventuale maglietta celebrativa o facendo dei versamenti sul conto corrente di cui c'è stato dato l'Iban. Ma non c'è dubbio che per riuscire nell'obiettivo ci sarà bisogno del sostegno concreto di aziende, professionisti e sponsor. Se è vero che ogni accordo garantisce l'introito di 3 mila euro, già 200 generosi garantirebbero un introito pari a 600 mila euro».

Presidente, ultima domanda: ritiene che il Vicenza riuscirà a conquistare la salvezza sul campo?
«Ne sono convinto e non solamente per il fatto che in questo mercato di gennaio ne sono andati via solo una paio di importanti, di fatto tutti i più forti sono rimasti. Se poi lo spirito e la voglia di lottare sarà la stessa vista nel derby contro il Padova ce la giocheremo con tutte le avversarie».

 

nr. 04 anno XXIII del 3 febbraio 2018

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