NR. 12 anno XXIII DEL 31 MARZO 2018
la domenica di vicenza
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«Ecco le priorità per il nuovo Governo»

Elezioni del 4 marzo: le richieste di categorie economiche e sindacato

di L.P.

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«Ecco le priorità per il nuovo Governo»

Esattamente fra tre settimane, domenica 4 marzo, gli italiani saranno chiamati al voto per le elezioni politiche 2018, un appuntamento che in qualche modo segnerà anche il futuro dell'Italia, anche sotto il profilo dell'auspicato rilancio economico. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha contattato quattro presidenti delle categorie economiche, oltre al segretario generale della Cisl Vicenza per aprire il dibattito. Ecco cosa è emerso.

 

Luciano Vescovi, presidente Confindustria Vicenza: «L'augurio è di poter avere un Governo stabile, ma con il Rosatellum non c'è molta certezza»

«Ecco le priorità per il nuovo Governo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Luciano Vescovi, presidente di Confindustria Vicenza, aspetta le elezioni politiche del 4 marzo con un misto di fiducia e preoccupazione. «Sarà un momento importante e delicato - il suo pensiero - l'auspicio è che il risultato non pregiudichi il proseguimento del rilancio economico, visto che le nostre aziende hanno bisogno di normalità e stabilità. La nostra preoccupazione è legata al fatto che tutte le promesse elettorali siano fatte aumentando la spesa, non ci pare un è atteggiamento lungimirante. La speranza è quella di un Governo stabile che abbia l'obiettivo di ridurre il debito e proseguire l'impegno verso l'ammodernamento del tessuto produttivo nazionale in chiave 4.0. Purtroppo il Rosatellum non garantisce una maggioranza certa, questo fa temere per un periodo di instabilità».

Per il presidente di Confindustria Vicenza sono tre le priorità. Eccole: «La prima è una rivisitazione del Jobs Act andando a migliorare quelli che sono gli incentivi verso il lavoro stabile a tempo indeterminato per favorire l'ingresso dei giovani. La seconda è che finalmente le forze politiche riprendano in mano il Piano Cottarelli e lavorino sul versante della spesa. La terza priorità riguarda la scuola: vorremo una rivoluzione copernicana, a tutti i livelli, da quelle quelle inferiori all'università: ci piacerebbe che finalmente gli studenti diventassero il centro dell'attenzione e che il corpo insegnante docente venisse sempre più guidicato sulla base dei risultati e sulla base della qualità del loro insegnamento e non con incentivi o con interventi a pioggia».

«Infine mi auguro - conclude Vescovi - che il Veneto sia ben rappresentato nel prossimo Governo, cosa che invece non è sempre avvenuta nel passato recente. Riteniamo che a fronte di una grande forza economica, corrisponda un affiancamento da una grande forza politica».

 

Flavio Lorenzin, presidente Apindustria: «Ai politici chiedo di non buttare via tutto, Jobs Act e Industria 4.0 vanno migliorati e potenziati»

«Ecco le priorità per il nuovo Governo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«L'augurio, ma che nel contempo è anche un auspicio, è che chiunque vincerà le elezioni politiche non butti via quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni, come ad esempio la riforma del Jobs Act e Industria 4.0 che invece dovranno essere potenziati».

A parlare è Flavio Lorenzin, presidente di Apindustria Vicenza, che non nasconde la propria preoccupazione in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo. «C'è notevole incertezza - ammette Lorenzin - a partire dal fatto che proprio in vista di queste elezioni sono nati diversi nuovi partiti, gli italiani, cioè coloro che andranno a votare si chiedono chi sono ma soprattutto quali progetti hanno per consentire all'Italia di crescere. Il problema è che anche la campagna elettorale è piuttosto confusa, visto che prevale l'attenzione nel dichiarare "lui è peggio di me" invece che presentare i proprio progetti per il futuro, come invece veniva fatto maggiormente nella cosiddetta nuova politica».

Martedì 6 febbraio (giorno in cui è stata effettuata l'intervista, ndr.) il presidente provinciale dell'Associazione delle piccole e medie imprese era in partenza per Roma dove, nelle vesti di vicepresidente nazionale di Confimi Industria, con delega a fisco e pubblica amministrazione, ha poi incontrato una cinquantina di candidati, in rappresentanza di tutti i partiti, delle politiche 2018. «A loro - aggiunge il presidente dell’Api - verrà sottolineato anche il fatto che in Italia abbiamo il costo del lavoro più alto d'Europa al pari della Germania, ma il dipendente tedesco vanta in media uno stipendio in busta paga che è il doppio di quello di un italiano».


Agostino Bonomo, presidente provinciale Confartigianato: «Sburocratizzazione, meno tasse e cuneo fiscale sono le priorità per il nuovo Governo»

«Ecco le priorità per il nuovo Governo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Anche Agostino Bonomo, presidente provinciale di Confartigianato e nel contempo anche presidente regionale della stessa associazione, non nasconde timori e preoccupazioni in vista del voto del 4 marzo. «Stiamo assistendo - osserva Bonomo - ad una campagna elettorale sui generis, sicuramente inedita e invertita rispetto alle precedenti elezioni politiche, quando noi rappresentanti delle categorie economiche alzavamo l'asticella con richieste di vario tipo. Invece in queste settimane stiamo assistendo alla comparsa di pochi personaggi politici alla ribalta che propongono leggi di stabilità da 200 miliardi di euro invece che da 24 miliardi. Si tratta di promesse irrealizzabili e insostenibili dal punto di vista finanziario, come dimostrano una serie di studi legati alla sostenibilità economica».

Anche per il presidente Bonomo le priorità principali sono tre, traducibili in altrettante proposte da fare al nuovo Governo. «Una forte necessità è la sburocratizzazione del nostro Paese, che continua a rappresentare una zavorra per la nostra economia e per le nostre aziende anche per l'abbattimento dei costi: attualmente assistiamo mediamente ad un basso utilizzo dell'informatica nella pubblica amministrazione, con enti che non dialogano tra loro, anche se in questo senso l'Inps ha fatto salto di qualità, che potrebbe essere copiato. Un secondo grande problema che attanaglia il nostro Paese è la pressione fiscale: in questi giorni, come dicevo, ne sentiamo di tutti i colori con promesse di tassazione variabili tra l'8 e il 25% sulla tassazione, c'è da capire dove sarà possibile reperire i fondi. La terza priorità è legata al cuneo fiscale, fondamentale per liberare risorse per aziende e operai: noi artigiani spesso ci vergogniamo quando compiliamo le buste paga dei dipendenti ma non possiamo mettere 1 euro in più perchè la tassazione complessiva, peraltro difficile anche da calcolare, è troppo imponente».


Sergio Rebecca, presidente Ascom provinciale: «Profonda delusione per una legge elettorale che non consente al cittadino di scegliere i candidati»

«Ecco le priorità per il nuovo Governo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ad esprimere preoccupazione, ma nel contempo anche l'intenzione di fare la sua parte a nome dei proprio associati, è Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza, che parte da una considerazione sulla legge elettorale che verrà utilizzata per la prima volta nelle elezioni politiche del 4 marzo.

«Innanzitutto vorrei sottolineare - esordisce Rebecca - la profonda delusione per una legge elettorale che non consente al cittadino di esprimere la propria preferenza per un candidato, ma di votare per liste di nomi “paracadutati” dall’alto, che difficilmente riusciranno ad interpretare il sentimento di un territorio. Il rischio astensione è, dunque, alto, anche se il nostro invito è di andare a votare. Il voto è importante, perché di cose da fare ce ne sono molte, a cominciare da interventi sull’economia».

La Confcommercio, sia a livello nazionale che locale, ha preparato, nero su bianco, le priorità in vista del voto politico. «A livello nazionale - precisa il presidente dell'Asco vicentina - il 13 e 14 febbraio proporremo ai leader politici che interverranno al nostro Consiglio confederale riunito in seduta permanente a Roma, un documento con le nostre proposte. I contenuti, in sintesi, sono: eliminare le clausole di salvaguardia per il 2019, per non far scattare l’aumento dell’Iva; riduzione del carico fiscale, che ricordiamo, è tra i più alti d’Europa; ridurre la burocrazia, che indebolisce il sistema delle imprese e incide negativamente sul rapporto di fiducia nei confronti della Pubblica amministrazione. Non da ultimo, sicurezza delle nostre città e lotta al degrado. Quest’ultima va vista come una richiesta pressante e trasversale, poiché la situazione è ormai allarmante e sotto gli occhi di tutti».

     

Raffaele Consiglio, segretario generale Cisl Vicenza: «Al nuovo Governo chiediamo di investire per il futuro sugli uomini e sul lavoro»

«Ecco le priorità per il nuovo Governo» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Un appello accorato al Governo che verrà eletto nelle politiche del 4 marzo arriva da Raffaele Consiglio, segretario generale della Cisl Vicenza. «Il compito che attende il futuro Governo - le parole di Consiglio - è impegnativo, perché nel nostro Paese sono molte le cose che dovranno essere sistemate e migliorate. A mio parere il punto focale è che bisogna investire sul lavoro ma in particolare sugli uomini, con riferimento soprattutto all'impegno, alla professionalità e alla cultura. Proprio facendo leva su questi aspetti il capitale umano contribuirà in maniera decisiva sulla crescita, non solo economica, dell'Italia, che dovrà competere sulla competitività rispetto agli altri Stati».

«Siamo in un'epoca di grandi cambiamenti - aggiunge il segretario generale della Cisl vicentina - e i nostri politici e amministratori sicuramente ne sono consapevoli. Lo vediamo nel mondo del lavoro, nel modo in cui le imprese operano, nelle tecnologie sempre nuove che diventano disponibili e negli orizzonti sui quali ci muoviamo. A questi cambiamenti dobbiamo rispondere con nuove politiche attive per i lavoro, con uno sforzo inedito per la rioccupazione e soprattutto la riqualificazione dei lavoratori. In tal senso il Governo che sarà eletto il prossimo anno avrà il fondamentale compito di tracciare la strada».

«Poche settimane fa - conclude Consiglio - abbiamo sottolineato che come Cisl Vicenza intendiamo lavorare con il mondo della scuola e della formazione in generale, perché formazione e innovazione sono due facce della stessa medaglia e insieme significano sviluppo, ma nel contempo dovremo saper fare rete e creare sviluppo. Anche per questi aspetti ci auguriamo che le scelte del futuro Governo agevolino questo nostro impegno».

 

nr. 05 anno XXIII del 10 febbraio 2018

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