NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Un nuovo centro commerciale.
Scatta la rabbia dei negozianti

L'insediamento lungo la Valsugana

di Gianni Celi

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nuovo centro commerciale

La nascita di un nuovo centro commerciale lungo la statale della Valsugana, subito a sud di Bassano, ha fatto scattare la protesta dei commercianti. Il motivo che ha scatenato l’opposizione netta della categoria riguarda la proposta di un intervento in Via Capitelvecchio che prevede la demolizione dell’attuale supermercato dell’Eurobrico, della vicina sede dell’ex Banca di credito cooperativo e l’ex sede della ditta Morassutti. In questa aera l’azienda Pengo realizzerà delle nuove strutture di vendita. L’arrivo di un altro centro commerciale ha acceso la miccia delle lamentele. I commercianti hanno sottolineato il fatto che nel giro di un chilometro appena si troveranno questa nuova “Area Pengo”, il Grifone, già funzionante, ed un altro centro che dovrebbe sorgere proprio di fronte al Grifone, in Comune di Cassola.

Il progetto di intervento nell’Area Pengo, è stato portato in Consiglio comunale la settimana scorsa e, a presenziare al dibattito, è intervenuta una delegazione di commercianti che hanno inalberato tutta una serie di cartelli dove si poteva leggere, fra i tanti: “Prima le strade, poi i centri commerciali”, “Centro vuoto, centro bello”, “Portereste i vostri figli a passeggiare in Via Capitelvecchio?” e via dicendo. Molto dura poi la reazione delle minoranze che hanno evidenziato il fatto che la città non ha bisogno di un altro centro commerciale che favorirà la desertificazione del centro storico della città e che l’Amministrazione non ha voluto dare ascolto ai commercianti e alle loro problematiche.

Al presidente della Confcommercio, Paolo Lunardi ed al presidente della delegazione di Bassano, Alberto Borriero, ha risposto il sindaco spiegando che “non si tratta affatto di un nuovo centro commerciale , ma si tratta di rinnovare un’area commerciale già esistente e cercare di farlo il meglio possibile”.

nuovo centro commerciale (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Non c’è infatti – ha aggiunto Poletto - un’area agricola che diventa edificabile e nemmeno un’area già edificata o edificabile che cambia destinazione urbanistica, ossia, per esempio, che da residenziale diventa commerciale, ma c’è un’area che ha già delle superfici commerciali esistenti e che potrebbe svilupparne altre con i diritti già acquisiti. Precisamente esistono già fisicamente in quell’area (ed è difficile non vederli) 10.362 mq di superficie commerciale e potrebbero essercene di diritto 14.000. Ora, quanti ne sono previsti nel progetto di riqualificazione? 8174, quindi più di 2.000 mq in meno di quelli che già ci sono e quasi 6.000mq in meno rispetto a quelli teoricamente edificabili. Nessuna nuova superficie commerciale quindi, anzi 2.000mq in meno di quelli già edificati. Anche l’espressione “centro commerciale” in questo caso è fuorviante, perché induce a pensare che, pur riducendo le superfici esistenti, si vada a creare appunto un “nuovo centro commerciale”, in cui la novità consisterebbe nel fatto di creare uno “scatolone” nel quale si entra da un unico accesso pedonale e al cui interno siano disposti vari negozi e quant’altro. No, i negozi e gli altri esercizi avranno tutti l’ingresso pedonale autonomo dall’esterno, ossia dal piazzale; la novità consiste nel fatto che ci sarà un unico ingresso dalla strada per accedere ai parcheggi. La novità infatti, ed è questa oggetto di delibera, sta nella “grande struttura di vendita” perché così si chiama quando c’è un unico accesso stradale per le auto”.

“È obbligatorio fare questa scelta? – si è chiesto il primo cittadino - Assolutamente no. È opportuno farla? Credo proprio di sì. L’alternativa, come sempre, è non fare nulla e lasciare le cose così come stanno. Ma sarebbe un po’ come mettere la testa sotto la sabbia, a mio avviso. Perché oltre a lasciare un paesaggio non proprio dei migliori, cosa potrebbe essere poi fatto lasciando le cose così come stanno? Potrebbero essere costruite medie mtrutture di vendita in numero tale da arrivare fino al massimo consentito già oggi in quell’area, ossia fino a sei e di quasi 2.500mq ciascuna, ognuna con il suo ingresso stradale, quindi superfici commerciali maggiori e maggiori ingressi in strada. Cosa è preferibile per il commercio bassanese e per la viabilità? Contenere, anzi ridurre le superfici o lasciarle maggiori e potenzialmente ancor più elevate? Cosa è preferibile per la viabilità? Un solo ingresso in strada o numerosi ingressi ognuno con la sua coda di auto in attesa nelle ore di maggiore flusso?”.

Poletto ha infine aggiunto che di quel progetto aveva parlato a suo tempo con gli allora presidenti di categoria, Teresa Cadore e Nico Cattarin. Pronta la risposta della Cadore la quale ha confermato l’incontro con il sindaco e con i due assessori Cunico e Munari, ma ha ricordato che “in quell’occasione non sono state mostrate planimetrie, disegni o mappe e nessun altro documento relativo a superfici e dimensionamenti. C’è stato bensì un informale scambio di considerazioni sugli effetti di una nuova piattaforma commerciale”.

nuovo centro commerciale (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Allora – ribadisce la Cadore – ho evidenziato il principale problema da affrontare e cioè quello della viabilità, già drammaticamente compromessa dai precedenti insediamenti del Grifone e dell’Area Schiavotto, La difficoltà nell’entrare ed uscire da Bassano nei giorni di punta, in particolare sabato e domenica pomeriggio è già molto difficile e questo effetto-tappo è e sarà il problema dominante”.

nuovo centro commerciale (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“È stato un incontro prettamente ufficioso – ha ribadito Nico Cattarin – al termine del quale non è stata espressa alcuna valutazione. Successivamente, studiando la questione con cartografie e strumento urbanistico alla mano, ci siamo resi conto del regalo che l’Amministrazione intende fare con l’approvazione della discussa variante urbanistica, senza la quale un simile intervento non sarebbe mai stato possibile. Oggi l’Associazione continua con coerenza a sostenere le proprie posizioni sindacali in linea con la filosofia da sempre seguita”.



nr. 07 anno XXIII del 24 febbraio 2018

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