NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Le Elezioni viste dai "Sindaci"

Il voto del 4 marzo e il pensiero dei candidati a Vicenza

di L.P.

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Elezioni politiche, i "pronostici" dei vicentini

Per gli italiani è tempo di recarsi a votare per le elezioni politiche in calendario per domenica 4 marzo. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto sentire "il polso della situazione" rivolgendo tre domande, uguali per tutti, non ai candidati vicentini (che sono numerosi) in lizza per questa tornata elettorale, ma ai futuri quattro candidati sindaci di Vicenza già presentatisi ufficialmente - Francesco Rucco e Fabio Mantovani per il centrodestra, Otello Dalla Rosa per il centrosinistra e Francesco Di Bartolo per il Movimento Cinque stelle - e due di loro - Giacomo Possamai per il centrosinistra e Marco di Gioia per i grillini - che sono stati sconfitti alle "primarie". Il tutto per garantire alle tre principali correnti politiche due rappresentanti. Ecco le loro risposte.


A suo parere quale sarà lo scenario della politica italiana dopo il voto del 4 marzo e teme che si possa creare un'impasse nella nascita del nuovo Governo?

Elezioni politiche, i FRANCESCO RUCCO: «Ritengo che questa legge elettorale sia sbagliata perché di fatto rischia di rendere ingovernabile il Paese. Se nessuna coalizione dovesse raggiungere la soglia del 40%, potremmo assistere ad un Governo di scopo incaricato di fare una nuova legge elettorale per garantire una maggioranza stabile in grado di governare senza inciuci».

Elezioni politiche, i FABIO MANTOVANI: «Difficile prevedere cosa succederà all’indomani di un voto così complesso. Penso che si consoliderà un quadro tripolare con Centrodestra, Centrosinistra e M5S, posso dire che mi auguro che vinca il Centrodestra. Se non vincesse nessuno ho fiducia che il Presidente della Repubblica, persona di equilibrio e di profondo senso delle istituzioni, traghetti questo fase per una legge elettorale che assicuri stabilità e si vada presto a nuove elezioni».

Elezioni politiche, i OTELLO DALLA ROSA: «Il rischio di uno stallo c’è, anche per via di una legge elettorale che non permette di individuare da subito un vincitore con responsabilità di governo. Personalmente, per inciso, considero migliore la legge elettorale che si usa per eleggere i Sindaci. Detto questo, chiunque vinca le elezioni, credo sarebbe sbagliato rimettere in discussione misure e politiche che hanno creato le condizioni per un ritorno alla ripresa della nostra economia. E invece il pericolo che questo avvenga c’è. Di questa campagna elettorale non mi piace la retorica delle promesse facili. Gli elettori non sono stupidi e nessuno dovrebbe blandirli con proposte costose e irrealizzabili».

Elezioni politiche, i GIACOMO POSSAMAI: «Lo scenario che ad oggi si profila è quello di un Parlamento che difficilmente vedrà una maggioranza chiara. Una situazione colpa anche di una legge elettorale pessima, che non consente realmente ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti e che rappresenta un forte passo indietro rispetto all'obiettivo dichiarato di dare al Paese una maggioranza stabile. Probabilmente, in un sistema ormai tripolare come quello italiano, l'unico sistema per avere un Governo coeso e duraturo sarebbe una legge elettorale che recuperasse il modello di elezione dei sindaci, con il primo turno e il ballottaggio. Si era tentata quella strada con l'Italicum, poi bocciato dalla Corte Costituzionale. Credo che se davvero dopo le elezioni dovessimo avere un Parlamento ingovernabile l'impegno delle forze politiche dovrà essere proprio quello di approvare una nuova legge elettorale e tornare al voto».

Elezioni politiche, i FRANCESCO DI BARTOLO: «Ci sarà il governo dell’inciucio. La Casta si ricompatterà a difesa dei privilegi e del potere. Gli italiani ancora una volta lo prenderanno in ... (frase troncata con evidente riferimento, ndr.)».

Elezioni politiche, i MARCO DI GIOIA: «Lo scenario è già lì per se stesso complicato. Si contrappongono due contenitori che raccolgono tutto ciò che esiste al di fuori del Movimento 5 stelle, forti di una Legge Elettorale confezionata ad arte per favorire aggregazioni a volte anche curiose. Esempio Forza Italia che si allea con il partito degli animalisti e quello dei cacciatori. E il Movimento 5 Stelle, il nuovo che avanza. Un impasse politico è possibile, ma sono fiducioso nelle possibilità del Movimento 5 stelle di arrivare almeno al 35%. Sarebbe una base ove invitare chi ne abbia voglia, chi davvero si pone al servizio dei cittadini, chi vuole cambiare qualcosa a sedersi a un tavolo e a provare un governo 5 stelle».

 

Chi vorrebbe venisse nominato Premier dopo il voto delle politiche?

Elezioni politiche, i RUCCO: «Più che il Premier, credo che conti la squadra. Auspico un Governo costituito da persone competenti, oneste e con la giusta esperienza nelle materie che verranno loro affidate».

MANTOVANI: «Mi piacerebbe Antonio Tajani, un uomo di grande valore e riconosciuto dai leader europei per serietà, affidabilità e senso dello Stato».

Elezioni politiche, i DALLA ROSA: «Più che indicare un nome, preferisco tratteggiare un profilo. Io spero che il prossimo premier abbia un grande senso di responsabilità e concretezza e due priorità: sostegno alla ripresa economica e alla coesione sociale, che è vitale per la tenuta delle nostre comunità locali».

POSSAMAI: «Credo che, proprio per la situazione di instabilità che si profila, il presidente Mattarella cercherà una figura di mediazione. Una delle soluzioni più probabili, se i numeri in Parlamento lo consentissero, potrebbe essere il reincarico a Gentiloni».

Elezioni politiche, i DI BARTOLO: «Il Presidente Mattarella darà incarico a Luigi Di Maio e dopo, constatata l’impossibilità di Di Maio di avere una maggioranza, darà incarico a un esponente per procedere all’inciucio. Ribadisco, sarà il trionfo della Casta».

DI GIOIA: «Luigi Di Maio ha la mia fiducia. Perchè è giovane, capace e pulito. A me fa piacere vedere che sia un ragazzo così a voler prendere questa Nazione per mano e portarla fuori dai mali di una politica ormai collusa e non al servizio dei cittadini».

 

I risultati del 4 marzo in che modo potranno condizionare le elezioni amministrative di fine maggio a Vicenza?

RUCCO: «La storia del recente passato ci dimostra che le elezioni politiche non influenzano il voto delle amministrative. Alle elezioni amministrative contano le persone più che i simboli di partito. Non a caso negli ultimi anni, in altre città, le liste civiche hanno raccolto mediamente il 70% del consenso elettorale».

Elezioni politiche, i MANTOVANI: «Sicuramente possono delineare una tendenza, che sembra, dai sondaggi, favorevole al centrodestra. Tuttavia nelle competizioni locali la differenza la fa sempre il candidato sindaco».

DALLA ROSA: «Voto politico e voto amministrativo sono due film completamente diversi. Alle prossime elezioni comunali, la scelta non è tra Renzi, Berlusconi, Salvini o Di Maio. La scelta sarà prima di tutto sul futuro della città: vogliamo tornare indietro di dieci anni o aprire una nuova stagione a partire dai risultati raggiunti dalla città? E poi la scelta sarà anche sul profilo dei candidati. Io sono stato scelto attraverso una consultazione tra oltre 6 mila elettori, dopo una campagna in cui ho ascoltato la voce di centinaia di cittadini e decine di associazioni. In questa sfida non porto promesse fatte di parole. Porto una storia concreta, la mia: l’esperienza come manager di un’azienda cresciuta nel territorio e il profilo indipendente di una persona che non vive di politica, ma ha una vera passione civica per i temi da cui dipende il futuro della città».

Elezioni politiche, i POSSAMAI: «Credo che non li condizioneranno particolarmente, i cittadini distinguono sempre di più e sempre meglio tra il livello politico nazionale e quello amministrativo locale. E, anche sul piano dei partiti, le elezioni amministrative sono troppo vicine a quelle politiche perché il nuovo governo porti grandi stravolgimenti sulle coalizioni che si stanno formando in vista delle elezioni a Vicenza. Quindi, in sostanza, penso che siano sostanzialmente due binari paralleli e che ciascuna competizione faccia storia a sé».

DI BARTOLO: «In nessun modo. Le dinamiche nazionali sono molto diverse. In ambito locale l’elettore vota le persone che conosce e sulle quali ripone fiducia».

Elezioni politiche, i DI GIOIA: «Una vittoria del Movimento 5 stelle a livello nazionale, potrebbe spingere quei cittadini vicentini che non votano più, a schierarsi. Una Giunta a 5 stelle porterebbe linfa vitale a una città un po' ripiegata su se stessa, che ha subito e subisce oltraggi a ripetizione, soprattutto dai suoi amministratori. Un esempio su tutti: il progetto Tav, che mette in prospettiva per i cittadini vicentini, 10/15 anni di lavori, che portano disagi, inquinamento di diverso tipo (acustico, ambientale e di qualità dell'aria), e che non ha nulla di innovativo ma, a mio parere personale, non fa che disperdere risorse che potrebbero rimanere a disposizione sia del Comune, ma soprattutto per i cittadini».

 

nr. 07 anno XXIII del 24 febbraio 2018

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