NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Dario Perez Flores

Valmore Studio d’Arte
Contra’ Porta S. Croce, 14
Chiude il 23 marzo 2018

di Maria Lucia Ferraguti

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Dario Perez Flores

Ha il carattere dell’eccezionalità la mostra dal titolo Dinamiche cromatiche dedicata alle opere dell’artista Dario Perez Flores che espone nella galleria Valmore le sue opere dopo una lunga assenza dall’Italia dal 1973. L’artista venezuelano (Valera, 1936) laureato a Caracas, arriva alle opere d’arte cinetica, l’arte più vicina alla tecnica e all’industria, attraverso l’esperienza dello spostamento di elementi dal loro sostegno a delle sculture geometriche.

Dario Perez Flores (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Fin dall’inizio degli anni Sessanta lavora sul dinamismo degli elementi dalla loro base e sullo sdoppiamento. Con l’arrivo a Parigi per merito di una borsa di studio dal governo venezuelano frequenta un gruppo di artisti distinguendosi subito nella ricerca di un linguaggio personale. Realizza già nei primi anni ’70 i Mobiles, lavori che grazie a dei motori acquistano movimento modificando così i rapporti spazio-colore nel passaggio cromatico inizialmente tra il bianco e il nero e successivamente tra colori. La mostra comprende una ventina di opere, dai primi lavori instabili basati sui principi già espressi dai futuristi e sulla successiva apertura verso gli anni ’60 nelle sperimentazioni dell’arte cinetica. Dopo l’abbandono a stimoli meccanici dati dal movimento, entrano le prime Prochromatiques, calibrate aste verticali sospese su una superficie di colori graduati dall’effetto di creare delle atmosfere cromatiche cangianti che entrano in vibrazione nel rapporto con lo sguardo dell’osservatore. L’effetto crea una connessione percettiva tra opera e spettatore. Negli anni’90 apre alla serie dei Diagonal Dynamique-chromatiques ponendo in risalto la funzione del colore come strumento per la creazione dello spazio legato al dinamismo dell’opera. L’artista adotta il colore acrilico con una vasta gamma cromatica che ricorda le infinite sfumature dell’iride, l’armonia musicale e il ritmo. Le sue opere entrano in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo,tra cui il Museo de Bellas Artes –Caracas-Venezuela, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris-Francia, Centre Apollo a Losanna –Svizzera, kunzeslau Museum e Museum Ritter a Waldenbuch-Germania. Mostra a cura di Monica Bonollo.



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