NR. 12 anno XXIII DEL 31 MARZO 2018
la domenica di vicenza
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Le inconfondibili
colline delle Bregonze

Un'ssola verdeggiante al confine di un territorio denso di abitazioni e insediamenti industriali

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Le Bregonze

Viste dall’alto, dal Summano o dalle malghe dell’Altopiano, le colline delle Bregonze hanno una sagoma inconfondibile e formano quasi un’isola verdeggiante al confine di un territorio denso di abitazioni e insediamenti industriali quasi completamente urbanizzato. Una collina che riunisce cinque Comuni: Calvene, Carrè, Chiuppano, Lugo e Zugliano, e che costituisce un patrimonio non solo naturalistico, ma anche storico e artistico della Pedemontana Vicentina. A distanza di qualche anno dalla mostra fotografica Le Bregonze, natura, uomini, opere, allestita in biblioteca a Thiene, Giuseppe Stella, Valter e Luca Borgo, hanno pubblicato molte delle loro fotografie in un bel volume che restituisce una visione spettacolare dell’intera area.

Le Bregonze (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Una pubblicazione particolarmente curata ed elegante con oltre duecento immagini a colori e in bianco e nero: un'opportunità unica per riflettere su un passato fatto di fatiche contadine, di un’agricoltura di sussistenza, di originali manufatti realizzati dall’uomo, di testimonianze di arte e di fede. Come scrive Ivo Carollo nella prefazione, il libro è anche un invito per il lettore a “vivere” per qualche momento le colline delle Bregonze, lontano dalla frenesia quotidiana della città, ed immergersi nel verde dei boschi e dei prati, riscoprendo la pace e il silenzio della natura, gustando il canto di un uccello, il lento gorgoglìo di un rivolo d’acqua, ammirando i colori delle stagioni, in un rapporto di profondo rispetto verso l’ambiente e chi lo vive quotidianamente. Colpiscono e appassionano il profondo sentimento e l’intensa emozione che la natura delle Bregonze riesce a trasmettere. La prima parte, con grandi foto a colori, presenta immagini suggestive e affascinanti del paesaggio, ripreso nel mutare delle stagioni, vecchie case coloniche che spuntano tra i prati e il bosco, grandi alberi, bianche betulle, campi disseminati di fiori, stradine che si inerpicano sulla collina, mucche e cavalli al pascolo. Si possono ammirare antichi cascinali con la casa di abitazione del contadino, la stalla, il fienile e altri piccoli annessi, che emergono tra una natura di fiaba, tra prati tagliati di fresco, alberi di ciliegi in fiore, filari di gelsi. Le immagini colte in autunno e in inverno mostrano le nebbie che salgono dalla pianura, paesaggi imbiancati, da sogno, come il roccolo Vaccari-Binotto o la mura di cinta del Castello San Rocco, ricoperti di neve. La primavera e l’estate irrompono con i colori delle piante e dei prati fioriti, con i primi piani dei fiori tipici delle Bregonze, rendendo le emozioni sempre più intense. Un caleidoscopio di colori, dai verdi di mille tonalità ai bianchi quasi trasparenti fino ai gialli intensi, dall’azzurro al viola, dal rosa al rosso fiammeggiante.

Le Bregonze (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tra i soggetti fotografati, non mancano i numerosi appassionati delle Bregonze che a piedi o in bicicletta percorrono i sentieri che salgono sulla collina, da Centrale per la strada delle Fontanelle e contrà Tavani, da Carrè per la salita del Castello e la Fratta, da Chiuppano per i boschi delle Corone fino a contrà Marola, da Grumolo per San Biagio o la valle di Sant’Andrea, da Zugliano per i Tovàri e Monte di Grumo fino alla Ca’ Vecia, da Calvene e Lugo fino a Marola. Notevole anche lo spazio dedicato alle testimonianze di arte e di fede, fissando a suon di scatti capitelli o piccole chiesette ora immerse nel verde della collina, ora evidenziate in primo piano nelle loro peculiarità e con i loro affreschi, che confermano la fede che ha da sempre caratterizzato la gente delle Bregonze, e che costituiscono una delle espressioni più significative della profonda pietà popolare e della religiosità degli abitanti. Scorrono così davanti agli occhi le chiese della Fratta a Carrè, di San Michele di Chiuppano e di San Bernardino a Zugliano, l’antica croce sul Monte dei Valle a Zugliano, la chiesetta di Santa Maria della Neve alla Madonnetta di Centrale, e la vecchia casa Rizzato in cui la Madonna dell’Olmo apparve a Simone il gobbo. E ancora la chiesa di San Biagio, detta “La perla delle Bregonze” per i suoi pregevoli affreschi e un polittico in legno dorato che risale al Quattrocento e, davanti alla chiesetta medioevale, un antico fonte battesimale in pietra, dove l’acqua riflette i profili dell’oratorio con il suo piccolo campanile e i verdi cipressi. Interessanti le croci, le stazioni della Via Crucis e i capitelli votivi, “povere immagini disseminate qua e là di strada in strada, opere di devoti e anonimi artisti i quali sono per me amabili al pari di Giotto e Cimabue” come li ha definiti padre Davide Maria Turoldo. Il libro rende omaggio anche alle case contadine tipiche delle Bregonze con il portico, la stalla, il fienile, la porcilaia, il pozzo, il forno a legna. Alcune abbandonate, sui cui muri l’edera e i rami degli alberi stanno purtroppo prendendo il sopravvento, altre ancora vive, vitali, abitate, vecchi rustici ristrutturati con cura e passione. Tutte costruite con pietre di basalto, facilmente reperibile sulle colline, e qualche mattone, spesso con pochissimo intonaco, facendo così risaltare il contrasto tra la bianca calce e il nero basalto. Nella parte dedicata agli uomini delle Bregonze. i tre fotografi puntano all’essenziale, con poche ma significative immagini, che danno al lettore attento l’idea di una vita fatta di fatica, di duro lavoro sui campi.

Giuseppe Stella e Valter e Luca Borgo hanno al loro attivo una quindicina di mostre fotografiche, proposte con cadenza annuale nella prestigiosa sede di Palazzo Thiene Cornaggia, e varie pubblicazioni sul nostro territorio. Negli ultimi anni si sono soffermati su Thiene e sulla Pedemontana vicentina. Con “Thiene, particolarmente” hanno evidenziato piccoli ma originali dettagli della città, mentre con “Le Bregonze, natura, uomini e opere” hanno puntato l’obiettivo sulle colline vicine, argomento di questo libro. Un percorso personale, artistico e storico, che i tre fotoamatori hanno saputo svelare nei suoi più profondi significati anche a tutti noi, coinvolgendoci nelle loro avventure fotografiche e nelle loro scoperte alla ricerca di luoghi, monumenti, persone, devozioni, usi e tradizioni locali. Questo libro, volendo valorizzare la natura e il paesaggio, non poteva che essere a colori, ma i tre artisti, romanticamente legati alle origini della fotografia che nei primi decenni era esclusivamente in bianco e nero, hanno deciso di mantenere anche una sezione in bianco nero come nella mostra. E le immagini proposte stanno proprio a testimoniare l’essenza della vita sulle Bregonze, il suo equilibrio e la sua armonia, confermando ancora una volta il grande amore e il rispetto che i tre fotografi nutrono per il loro territorio, che con questo libro vogliono valorizzare e di cui vogliono recuperare le antiche memorie per farlo meglio conoscere in quanto bene importante e prezioso per tutti noi.

A Valter Borgo abbiamo rivolto alcune domande.

Le Bregonze (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

 



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