NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna

Il Veneto presenterà la candidatura in accordo con il Trentino Alto Adige. I Sette Comuni pronti ad ospitare lo sci da fondo

di L.P.

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Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna

Olimpiadi invernali 2026, l'Altopiano sogna ad occhi aperti. A distanza di due decenni dalla candidatura di Venezia, che poi perse la sfida con Torino a cui furono assegnati i Giochi 2006, pare aprirsi un'altra storica possibilità anche per la montagna vicentina, in particolare per il comprensorio dei Sette Comuni, che potrebbe ospitare più gare. Proprio negli ultimi giorni si è fatta più concreta l'ipotesi di una candidatura congiunta delle Dolomiti per le Olimpiadi invernali in programma fra otto anni, ma la cui assegnazione è prevista tra poco più di un anno e mezzo, nell'autunno 2019. L'idea lanciata dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, e immediatamente raccolta dal Comitato Fisi Veneto, ha trovato d'accordo anche i presidenti delle province autonome di Bolzano (Arno Kompatscher) e Trento (Ugo Rossi), il cui primo incontro è avvenuto ad inizio settimana a Venezia. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema sentendo il parere di esponenti locali della politica, oltre che del sindaco di Asiago.


Luca Zaia, presidente Regione: «Candidatura forte, l'Altopiano d'Asiago il più grande comprensorio europeo di Europa. Lotteremo contro Torino-Milano»

Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«L'Altopiano di Asiago con oltre 500 km di piste rappresenta il più grande comprensorio d'Europa dedicato allo sci di fondo: nel caso venisse accettata la nostra candidatura alle Olimpiadi invernali 2026 anche la montagna vicentina potrebbe essere protagonista ospitando gare». È questo il pensiero del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il primo a credere fortemente nella possibilità di ospitare nella nostra regione la più grande kermesse sportiva.

«Sulla possibilità di ospitare le Olimpiadi invernali 2026 - spiega il Governatore - la congiuntura astrale è a nostro favore: nel 2026 è previsto l'anniversario dei 70 anni dii Giochi di Cortina 1956, i primi nella storia ospitati in Italia. Ma a questo va aggiunto che nel 2021 la stessa Cortina d'Ampezzo ospiterà i mondiali di sci alpino, quindi avremo una macchina organizzativa già super-collaudata, che nei cinque anni successivi potrà lavorare in vista dei Giochi».

«Sarà una candidatura forte e di peso - la convinzione del Governatore veneto - vista la presenza del comprensorio sciistico più grande al mondo, perché se mettiamo assieme le piste i comprensori sciistici del Bellunese con Trento e Bolzano arriviamo ad oltre 1400 km di piste. Si tratterebbe comunque di una candidatura low-cost senza necessità di ingenti investimenti o di colate di cemento, ma di messa in rete di quello che già esiste. Noi entro il 31 marzo presenteremo la manifestazione di interesse come Veneto, ovviamente aperta alla disponibilità di Trento e Bolzano, che poi andremo a consolidare con il dossier di candidatura ufficiale».

Sul rischio di una "sfida nazionale" viste le possibili candidature per i Giochi 2026 anche di Lombardia e Piemonte, Zaia ha detto che «potrà esserci un sano derby, ma il Veneto si posizionerà nella maniera in cui potrà essere valutato il nostro dossier. Noi non ci candidiamo contro qualcuno, presentiamo le nostre credenziali e poi vincerà il migliore».

Proprio ieri (giovedì 29 marzo, ndr.) è arrivata la notizia della possibile candidatura congiunta tra le due città italiane del Nord-Ovest. «Non mi stupisce - sembra minimizzare Zaia - che si parli di Milano e Torino quali candidate a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026, anche perché, al momento, quelle giunte dalle due città sono le uniche manifestazioni d’interesse ad essere state formalizzate. La data per la presentazione delle manifestazioni d’interesse è il 31 marzo, e per quella data confermo che sarà presentata la manifestazione d’interesse, con Cortina capofila, del complesso Dolomiti. Ribadisco che lavoreremo e ci batteremo a testa bassa affinché il nostro dossier sia valutato con lo scrupolo e l’attenzione che si deve a un contesto che è simbolo della montagna e della natura in tutto il mondo. Non siamo qui per fare la guerra a nessuno, ma non abbiamo alcun timore a confrontarci con chicchessia».


Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago: «Grande opportunità per il nostro comprensorio: ma forse sarebbe meglio indicare come "capitale" Venezia»

Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Entusiasta della possibilità di ospitare alcuni eventi delle Olimpiadi invernali 2026 è il sindaco di Asiago,Roberto Rigoni Stern. «Anche a nome di tutti i miei cittadini - precisa il primo cittadino del capoluogo altopianese - posso dire che siamo stati molti felici che al momento di annunciare la candidatura il Governatore Zaia abbia citato anche la nostra montagna, come uno dei teatri mondiali per lo sci da fondo. Già lo scorso anno la Regione Veneto ci aveva dato un aiuto fondamentale per far arrivare ad Asiago una tappa del Giro d'Italia di ciclismo, a conferma che questa è una terra di sport, che in passato (nel 1987 e nel 1996, ndr.) ha ospitato due edizioni dei campionati del mondo juniores di sci nordico».

Per Rigoni Stern sarà ora necessario strutturare bene la candidatura. «Le potenzialità ci sono - assicura il sindaco di Asiago - anche se a mio parere indicherei Venezia come "capitale" dei Giochi e non genericamente Dolomiti: Venezia rappresenta una delle città più conosciute al mondo, è un aspetto non secondario. Forse con un po' più di coraggio si sarebbe potuto presentare la candidatura singola di Veneto 2026, ma non c'è dubbio che presentarsi assieme a Trentino Alto Adige, due regioni a loro volta già teatro di grandi eventi sportivi a livello invernale. Mettendo assieme le potenzialità di Veneto, Trentino e Alto Adige darà la possibilità di organizzare Giochi a costo zero, altro aspetto che sarà fondamentale. L'insidia rappresentata da Torino? Hanno già ospitato le Olimpiadi nel 2006, se verranno assegnati all'Italia questa volta tocca a noi».

 

Daniela Sbrollini, parlamentare e responsabile nazionale dipartimento sport del Pd. «C'è un vantaggio: i Giochi saranno assegnati nella sessione Cio a Milano»

Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Parere positivo sulla candidatura del Veneto, nonostante appartenga ad un coalizione politica opposta, arriva dall'onorevole Daniela Sbrollini, parlamentare e responsabile nazionale dipartimento sport del Partito Democratico. «L’annuncio del Governatore Luca Zaia sulla possibilità di ospitare i Giochi olimpici invernali 2026 in Veneto - spiega la deputata vicentina - è un’idea ambiziosa, condivisibile ma tutta da ancora da costruire. Lo sport non ha e non deve avere colore politico. Se all’indomani del grande no di Roma per le Olimpiadi estive 2024 anche il Movimento Cinque stelle pare essersi ricreduto sull’opportunità dei Giochi 2026, significa che ormai trasversalmente ospitare le Olimpiadi in Italia è considerato un fattore positivo di crescita. Questi non solo rappresentano solamente l’opportunità di ospitare un grande e storico evento sportivo internazionale, ma anche una ricaduta positiva in termini economici, occupazionali e di immagine per la regione e per tutto il Paese».

«Per realizzare quest’obiettivo - il monito di Daniela Sbrollini - serviranno però unità ed entusiasmo da parte di tutti, per prime le istituzioni che devono fare squadra, senza distinzioni di colore politico. L’Italia per questi Giochi ha un vantaggio: saranno assegnati durante la sessione Cio di Milano, in programma nell’autunno 2019, uUn evento che il Coni italiano guidato da Giovanni Malagò ha saputo recentemente ottenere. Se questa sfida sarà intrapresa non verrà meno un mio grande impegno da parlamentare per il Veneto e per l’Italia».


Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale: «Occasione storica, non possiamo farcela scappare: sarebbe un volano straordinario»

Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sull'argomento ecco il parere di un altro politico vicentino, Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, che ha fatto sapere «di aver presentato in Consiglio regionale una Risoluzione a sostegno della candidatura del Veneto come sede olimpica per i giochi invernali del 2026». «Con questo documento – precisa Finco – diamo pieno sostegno al presidente Zaia perché supporti, nelle sedi opportune, la candidatura del Veneto e delle Dolomiti, convinti che le Olimpiadi 2026, oltre a essere un grande evento sportivo, possano portare visibilità e investimenti in tutta la nostra Regione».

Finco, bassanese e molto legato anche all'Altopiano di Asiago, si dice entusiasta della possibilità per il Veneto e il Vicentino di diventare sede di una rassegna a cinque cerchi. «Si tratta di uno straordinaria evento sportivo, il più grande a livello mondiale, che darebbe lustro al nostro territorio e alle nostre eccellenze. È un'occasione storica, non possiamo farcela scappare. Il Veneto, in questi anni, ha dimostrato grande capacità nel saper ospitare grandi eventi e saprebbe organizzare Olimpiadi "a impatto zero", senza consumare altro terreno o costruire nuovi impianti. E questo potrà avvenire anche nel 2026».

 

Stefano Fracasso, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale: «Siamo favorevoli, anche perché non si costruiranno cattedrali nel deserto»

Giochi invernali 2026, l'Altopiano sogna (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)In merito alla candidatura ad ospitare le Olimpiadi invernali 2026 da parte della Regione Veneto è intervenuto anche Stefano Fracasso, vicentino, capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale. «Le olimpiadi delle Dolomiti – ha detto - potranno e dovranno diventare anche le Olimpiadi dell’ambiente. La candidatura del Veneto deve mettere al centro il patrimonio dell’umanità, riconosciuto dall’Unesco e la sostenibilità. Una proposta così ci trova assolutamente favorevoli, perché non prevede la realizzazioni di cattedrali nel deserto, o meglio tra le vette, ma il recupero e il riuso intelligente di quanto già c’è»

«I mondiali 2021 di sci alpino, già assegnati a Cortina d'Ampezzo - tiene a precisare Fracasso - saranno un banco di prova, ma la candidatura alle Olimpiadi può essere una forte integrazione dello spazio alpino, come vuole anche la Convenzione delle Alpi».

 

nr. 12 anno XXIII del 31 marzo 2018

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