NR. 13 anno XXIII DEL 07 APRILE 2018
la domenica di vicenza
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Mauro Cappelletti, Sonia Costantini, Domenico D’Oora, Gianni Pellegrini, Franco Ruaro, Vincenzo Satta

Nuova Galleria Civica
Via Bivio S. Vitale - Montecchio Maggiore
Orario: sabato e domenica 10.30-12.30 e 16-19
Chiude il 22 aprile 2018
Incontro con gli artisti domenica 15 aprile alle ore 17

di Maria Lucia Ferraguti

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Mauro Cappelletti, Sonia Costantini, Domenico D’Oo

Gianni_Pellegrni (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“…Le opere di questi artisti, per essere godute - scrive il curatore della mostra Giuliano Menato - necessitano di tempi lunghi di osservazione, di attenta concentrazione e di capacità di sguardo, perché frutto non di un dato oggettivo della realtà, ma di una lenta rivelazione della proprietà del mezzo, che appare sempre differente a seconda che colpisca la nostra sensibilità…”.

Vincenzo_Satta (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Gli artisti Mauro Cappelletti, Sonia Costantini, Domenico D’Oora, Gianni Pellegrini, Franco Ruaro e Vincenzo Satta interpretano il colore da elemento fondante della loro pittura nel richiamo all’Astrattismo fondato da Kandinskij. Il colore, spiega Menato, è una materia fisica, pulsante e viva, tangibile nella sua fisicità e le opere, che non escono da un pensiero logico chiedono uno scambio di sensibilità con il visitatore sul piano della visione e della percezione. I dipinti vicini al minimalismo per colore e luce creano poesia e anche se non godono di elementi figurativi, non sviluppano narrazioni e privi come sono di forme geometriche offrono l’esperienza individuale del colore capace di stimolare la possibilità immaginativa.

È una ricerca di poesia in quanto l’opera, vicina al minimalismo trova in se stessa il senso della sua esistenza. Lo stesso colore è un’esperienza individuale e la sua percezione deriva da minimi scarti specialmente in pittori che privilegiano la ricerca. Nei dipinti, realizzati nell’ultimo quinquennio, si è arrivati ad un uso minimo del cromatismo e, nel silenzio, le opere tramite la luminosità, inviano messaggi sublimati di spiritualità. L’elemento necessario da porre in risalto è la luce.

Sonia_Costantini. (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Così nelle opere monocromatiche di Costantini, la luminosità consente, attraverso abilità percettive ed a seconda delle diverse angolature, di porre in risalto le impronte di tacche che rivelano l’emozionalità del quadro. Nei dipinti di Vincenzo Satta l’opera esclude ogni rigorismo ed accoglie componenti da emozioni costantemente presenti, vibrazioni cromatiche. Si raffigura come un’arabesque dal colore giallo mossa da pennellate sciolte, che non perdono la loro sensibilità.

Domenico_Oora (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)D’Oora non esclude la qualità emotiva nei movimenti ondulatori; Cappelletti, firmatario nel 1976 del manifesto “Astrazione oggettiva” e Ruaro, sensibile al richiamo del luminoso tonalismo della pittura veneta, che dal Quattrocento anziché al disegno si affida al colore conservano potere suggestivo. Nell’entrare c’è spazialità. Si trovano dissolvenze, scarti, addensamenti; ruaro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Pellegrini realizza superfici percettive, “specchi” prosciugati, quasi monocromi di color antracite. Ci si inoltra verso gli aspetti più concettuali della ricerca visiva.

Mostra a cura di Giuliano Menato.

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