NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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L’ex Macello comunale di Bassano
nuovo centro di cultura

di Gianni Celi

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L’ex Macello comunale<br>nuovo centro di cultura

L’ex macello comunale, subito a sud del vecchio Ponte, è stato per molti anni una spina nel fianco delle Amministrazioni passate. Occupato abusivamente da quello che restava, nel Bassanese, della frangia di Autonomia Operaia che aveva cavalcato le scene della disobbedienza civile e della protesta, fra gli anni settanta ed ottanta, era diventato sede di concerti, di incontri, di dibattiti della sinistra alternativa. Gli abitanti della via più volte avevano lamentato il disturbo della pubblica quiete ad opera dei frequentatori del “Centro sociale Stella Rossa” i quali, in barba ai limiti di orario fissati per concerti e quant’altro, rumoreggiavano fino a tardi nei fine settimana, sostando anche all’esterno dello stabile, creando non poca difficoltà al rientro a casa dei residenti. L’Amministrazione Gambaretto aveva soprasseduto sulla presenza di questo gruppo di abusivi, temendo di creare problemi alla città con manifestazioni di protesta che avrebbero potuto diventare violente. Uno degli obiettivi primi che s’è posta la successiva Amministrazione Bizzotto, invece,  è stato proprio la chiusura dell’ex macello comunale ed infatti, poco dopo l’insediamento, concordando l’intervento con l’allora Commissario di polizia Aldo Agostani,  si era provveduto a porre fine allo stato di illegalità che si andava consumando da anni in quello stabile di proprietà comunale. La reazione degli ultimi “autonomi” è stata flebile, anche perché s’era ormai andato spegnendo il “reclutamento” fra i giovani. Chi temeva dimostrazioni di piazza s’è dovuto ricredere e così la via è tornata alla tranquillità di sempre. Gli ingressi sono stati murati e così le finestre e da allora l’ex macello comunale ha continuato a vivere nel dimenticatoio in cui era caduto dopo il trasferimento del servizio nella zona di Rondò Brenta.
Dopo il blitz delle forze dell’ordine con lo sgombero degli abusivi, l’Amministrazione si era posto il problema di cosa fare di quell’edificio situato in una posizione strategica. Mai si era pensato, comunque, di riadattarlo ad uso pubblico e nel 2005 il fabbricato venne inserito fra i beni in dismissione.
L’ex Macello comunale<br>nuovo centro di cultura (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L’ex Macello comunale è ora di proprietà di Archivio Bonotto e sta per essere sottoposto ad un importante intervento di restauro. Al termine di un costruttivo confronto tra la famiglia Bonotto e l’Amministrazione comunale si è infatti giunti alla stesura di un “Accordo pubblico-privato” finalizzato non solo alla realizzazione di un intervento di recupero architettonico dell’edificio e dell’area circostante, ma anche alla elaborazione di un progetto culturale che prevede la realizzazione di uno spazio interdisciplinare di respiro internazionale per la diffusione dell’arte contemporanea.
Com’è noto, la Fondazione Bonotto possiede una tra le più vaste collezioni a livello mondiale di opere del movimento artistico Fluxus e della Poesia Visiva.
L’ex Macello comunale<br>nuovo centro di cultura (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Siamo felici di annunciare l’avvio di un’operazione che negli anni passati, non lo nascondiamo, ha subito alcune battute di arresto, ma che fin dal nostro insediamento abbiamo sostenuto e seguito nei suoi vari passaggi, convinti dell’importanza e della valenza innovativa che un’opera di questo tipo porta alla città di Bassano e all’intero territorio”, sottolinea il sindaco Riccardo Poletto.
Costruito nel 1858, l’edificio, tutelato come bene culturale, è stato ampliato nel 1905 e negli anni successivi ha subìto alcune trasformazioni interne. Il macello è rimasto attivo fino alla fine degli anni ‘60, quando per motivi igienico sanitari l’attività è stata trasferita in un altro sito. Negli ultimi anni è stato oggetto di una serie di interventi finalizzati esclusivamente al suo mantenimento. L’area nella quale è inserito è una delle più importanti della città, lungo la sponda destra del fiume Brenta compreso tra il Ponte degli Alpini e il Ponte Nuovo.
Dal punto di vista del fabbricato, il progetto prevede per la porzione originaria il restauro con il mantenimento dei volumi architettonici esistenti e la conservazione inalterata delle caratteristiche formali/decorative, mentre per la porzione non originaria saranno ridefiniti gli elementi e i volumi. Si prevede la realizzazione di due livelli fuori terra, oltre al recupero di un vano interrato esistente, destinato ad accogliere alcuni locali tecnici.
La superficie sarà di circa 350 mq per piano, con altezza massima di circa 8,5 metri, in linea con il colmo della copertura storica.
Per quanto riguarda l’area esterna, oltre alla sistemazione dell’immediato contesto urbano sul lato nord, sarà realizzato un percorso pedonale lungo la riva del Brenta, una sorta di belvedere che permetterà di godere appieno della vista sul fiume, sul centro storico e sui ponti. Questo intervento, che ripropone il terrazzamento individuato da muri di sostegno, già esistente e testimoniato da alcune immagini d’epoca, permetterà di dividere il flusso pedonale da quello automobilistico.
L’ex Macello comunale<br>nuovo centro di cultura (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Definito l’accordo, stiamo per iniziare i passaggi amministrativi necessari per giungere alla sua formale approvazione - evidenzia l’Assessore Linda Munari - Da parte nostra procederemo con la predisposizione della variante al Piano degli interventi relativa all’area di proprietà, allo scopo di poter realizzare il recupero, l’ampliamento e la valorizzazione dell’edificio “ex Macello” e dell’area circostante, mentre Archivio Bonotto provvederà, tra le altre cose, alla realizzazione del percorso pedonale lungo il fiume Brenta”.
L’esito del restauro sarà quindi il recupero, dall’attuale condizione di estremo degrado, degli spazi destinati ad accogliere le attività culturali che verranno promosse (per citarne alcune: esposizioni, conferenza, eventi, workshop con artisti in cui il pubblico potrà confrontarsi direttamente con l’artista e le sue opere ed altro ancora), e degli spazi destinati allo sviluppo di “artigianato artistico”, oltre ad un bar-caffetteria e ristorante.
La Fondazione Archivio Bonotto, con l’obiettivo di individuare e divulgare l’azione di Fluxus e di Poesia Visiva, si propone di valorizzare le opere intellettuali e artistiche, di organizzare esposizioni, seminari e convegni, di sostenere studi specifici e di contribuire a iniziative di alto livello inerenti al campo dell’arte contemporanea. Una nuova realtà, dunque, destinata ad assumere, per le sue caratteristiche intrinseche, un ruolo fondamentale e strategico per la riqualificazione di una porzione nevralgica del centro storico della città.

 


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