NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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La compagnia di Virgilio

Ricordi in libreria

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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La compagnia di Virgilio

Una buona parte dei vicentini che non appartengono all'ultima generazione, quando si trovano a passare per la centralissima contrà Do Rode, non possono fare a meno di ricordare che proprio lì, fino a qualche anno fa, esisteva la libreria di Virgilio Scapin che nel tempo era divenuta molto più di una semplice libreria, quasi un luogo sacro della cultura vicentina in cui si ritrovavano scrittori e personaggi famosi e non. Da Neri Pozza a Bandini, solo per citarne un paio, era impossibile non transitare per quella strada e non fare parte di quella cerchia di intellettuali - ma anche di semplici lettori - che per decenni ha raccontato un pezzo di storia vicentina, non solo letteraria ma vissuta. Tra i frequentatori - allora ragazzo - c'era anche Marco Cavalli che oggi dedica alla figura di Scapin il suo nuovo La compagnia di Virgilio (Ronzani editore, Vicenza) Storie di libri e di amici nella Vicenza di Virgilio Scapin, con una testimonianza di Maurizia Veladiano e un'intervista inedita a Goffredo Parise.

La compagnia di Virgilio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Libro che forse non a caso esce a breve distanza da un altro volume importante, edito da Mondadori, che contiene l'opera omnia di Fernando Bandini, poeta e letterato vicentino che ha lasciato, come Scapin, Pozza e altri, un ricordo indelebile e un vuoto ancora lontano dall'essere riempito. E non è nemmeno un caso che proprio al poeta vicentino sia dedicato un capitolo del libro (a ovest di Bandini) e che il libro stesso abbia visto la luce negli stessi giorni in cui a Vicenza ha preso il via la quarta edizione del festival Poetry Vicenza curata da Marco Fazzini, evento che mette la poesia in primo piano e la fa "contaminare" da altre espressioni artistiche in diversi palcoscenici della "città bellissima".

La compagnia di Virgilio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Presentato in marzo alla libreria Galla di Vicenza in una serata godibile e divertente condotta dal giornalista Antonio Stefani, che di Scapin fu amico e frequentatore e che dello stesso conosce numerosi aneddoti ispirati a fatti realmente accaduti, il libro di Cavalli racconta, con commossa gratitudine e devota ammirazione, la figura leggendaria di un intellettuale sui generis, quel Virgilio che, scomparso nel 2006, è stato forse l'ultimo testimone di una cultura e di una sensibilità che oggi si fa davvero fatica a ritrovare. Cavalli offre un ritratto sincero e reale di Scapin, mostrandone i molti profili: l'amico e il confidente di scrittori come Goffredo Parise, Luigi Meneghello e Neri Pozza, l'attore e il narratore, l'interprete sempre ispirato di una vicentinità in perenne dissidio con se stessa, ma soprattutto il libraio che dal 1963 al 2002 fece del suo negozio, la mitica libreria Due Ruote, una bottega d'arte e la stazione di scambio e di incontro di generazioni di lettori. Congiungendo sapientemente autobiografia, rievocazione, riflessione critica e istantanee di storia locale, La compagnia di Virgilio ricostruisce lo spirito di un'epoca e di una città che personaggi come Scapin hanno saputo rappresentare nel migliore dei modi possibili. Il libro, presentato anche a Padova e a Bassano, sarà al centro di un altro evento in programma il 9 maggio alla biblioteca civica di Breganze, luogo al quale Scapin era molto legato, mentre il 16 maggio ci sarà un’altra presentazione in città, stavolta alla biblioteca Bertoliana.

Nel capitolo Le furberie di Scapin, Cavalli scrive che "le librerie modello outlet che oggi vanno per la maggiore somigliano ai tratti di mare vicino alla costa dove si coltivano le ostriche: molti i gusci, pochissime le perle. A sondare le profondità degli scaffali della libreria Due Ruote, ci si poteva imbattere in ogni momento in rari pesci abissali: un’edizione Sansoni fuori catalogo del teatro elisabettiano curata da Mario Praz, il formidabile carteggio Eleonora Duse - Arrigo Boito pubblicato dalla Fondazione Cini, la prima edizione rilegata di un qualche Meneghello, con tanto di firma dell’autore sul foglio di guardia. L’ amore di Scapin per i libri (caso unico di libraio che legge quel che vende) gli metteva contro le logiche imperiose e ricattatorie del mercato editoriale. Lui ordinava protervo due copie dell’ultimo Wilbur Smith, che altrove si vendeva a carrettate, e dieci delle poesie di Vittorio Bodini, che manco io sapevo fosse un poeta, oltre che un ispanista di fama". Esilarante a tal proposito il siparietto sul dialogo tra Scapin e un aspirante acquirente. Acquirente: Buonasera. Cerco *** (titolo di ennesimo poliziesco americano con serial killer). Scapin (tenendo il gomito sopra una copia di ***): Non ce l’ho. Acquirente (vede la copia di *** ma preferisce non credere ai suoi occhi): Me lo può ordinare? Scapin: Esaurito. Acquirente: Che dice, lo ristamperanno? Scapin: No.

La compagnia di Virgilio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Come la definisce Tiziana Agostini nell'introduzione, si tratta di una ricognizione della vicentinità, a partire dal suo grande cantore e simbolo, appunto Virgilio Scapin, in cui l'autore si sofferma a illuminare dettagli poco noti ai più ma ben conosciuti da lui stesso grazie alla lunga frequentazione, che gli era valsa un’amicizia tra il grande maestro e il giovane intellettuale cresciuto a letteratura e arte, tra i vari Meneghello, Bandini, Parise, Neri Pozza. Già a sette anni lo vediamo entrare nel gran santuario vicentino dei libri quale fu la libreria Due Ruote; lo ritroviamo poi tredicenne figurante nell'Edipo re, capace di richiamare l’attenzione del grande Neri Pozza, desideroso di conoscerlo e ascoltare le sue idee a proposito della tragedia greca... La frequentazione della libreria rivela un teatro a portata di mano dove attori imprevisti si atteggiano a colti, pungolati dalla sapienza ammaliatrice del grande venditore di libri, che rifuggiva i best seller per il piacere tutto personale di veder uscire clienti del tutto inappetenti con raffinatissimi cibi della conoscenza - ad esempio, trattati di notevole pregio e soprattutto di gran costo - che non avrebbero mai saputo degustare.

E in appendice c'è spazio anche per un commosso ricordo a firma di Maurizia Veladiano - Quattro passi sottovento - in cui la giornalista ricorda un aneddoto che fa capire molto del personaggio Scapin: "Avevo quindici anni quando varcai per la prima volta la soglia della sua libreria. Non sapevo che Virgilio Scapin fosse anche uno scrittore. E mai l’avrei immaginato. Non ne aveva proprio l’aspetto. All’epoca pensavo allo scrittore come a un essere tormentato, sofferente, inappetente, magro, chiuso giorno e notte nelle sue stanze in preda a una bruciante esaltazione creativa. Ecco, Virgilio era esattamente l’opposto. Virgilio era un omone soffice e rotondo, con un gran pancione attraversato da un paio di bretelle colorate, un sorriso che gli pennellava il volto da una guancia all’altra e, non bastasse, stava discutendo con un signore, più o meno della sua stazza, sulle straordinarie virtù della cucina vicentina. Gli spiegai che stavo cercando Buongiorno tristezza di Françoise Sagan. La richiesta lo fece sobbalzare. Mi chiese se avessi mai letto Cime tempestose. Alla mia riposta negativa, si fiondò verso uno scaffale da dove sfilò trionfante il romanzo in questione. Ecco, mi disse, tu prendi Buongiorno tristezza e io ti regalo Cime tempestose. Risultato: me ne andai con due libri al prezzo di uno. Da quel momento la libreria di Virgilio diventò per me una meta obbligata. Ancor più qualche anno dopo, quando iniziai a occuparmi di spettacoli e cultura per radio e giornali. Venni così a conoscere molte cose di quest’uomo che trascorreva gran parte delle sue giornate appollaiato su uno sgabello sistemato dietro il bancone della sua minuscola e fornitissima libreria di Contrà Do Rode".

Abbiamo incontrato Cavalli rivolgendogli alcune domande.

La compagnia di Virgilio (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)



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