NR. 19 anno XXIII DEL 19 MAGGIO 2018
la domenica di vicenza
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Ponte vecchio in alto mare
con il Polo Santa Chiara

di Gianni Celi

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Ponte vecchio in alto mare<BR>
con il Polo Santa

Povero vecchio ponte di Bassano! Quante ne ha viste e sopportate di tragedie nei secoli e quante volte, vuoi per le piene del fiume, vuoi per gli eserciti in ritirata, vuoi per sabotaggi di varia natura, è andato distrutto. Si pensava che in tempi come quelli che stiamo vivendo, con tutte le tecnologie a disposizione per il suo riposizionamento, per lenire le ferite inferte dallo scorrere degli anni e delle acque fosse ben più facile e tempestivo il lavoro di ripristino dello storico manufatto ormai mal ridotto. Invece no. Al di là del non facile intervento di riassetto delle stilate malconce c’è di mezzo un po’ di burocrazia ed un po’ di incomprensione fra la ditta appaltatrice dei lavori, i tecnici e la pubblica amministrazione.

Cerchiamo di spiegare. Tre anni fa il bando di concorso per i lavori di sistemazione del Ponte Vecchio, era stato vinto dalla ditta Nico Vardanega Costruzioni Srl di Possagno, però non era stata accettata la compartecipazione del Consorzio stabile AlMa di Aversa, nel Casertano. La commissione aggiudicatrice affidò allora i lavori alla ditta classificatasi seconda, vale a dire la Inco Srl di Pergine Valsugana. A quel punto partì una valanga di incartamenti passati per il Tar e per il Consiglio di Stato. La sentenza finale ritornò l’affidamento alla prima classificata e cioè alla Vardanega.

Ponte vecchio in alto mare<BR>con il Polo Santa (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Cominciarono i lavori, ma da subito iniziarono anche le prime frizioni fra Comune ed azienda. I lavori andavano a rilento con tutta una serie di problematiche non facili da dipanare. Per farla breve siamo arrivati adesso all’epilogo della vicenda e sarà un epilogo che aprirà una lunga, interminabile diatriba fra Amministrazione comunale e la “Vardanega”. Quest’ultima, venerdì della scorsa settimana ha fatto arrivare al sindaco e ad una serie di tecnici un’articolata comunicazione espressa in una quindicina di pagine, con la quale la ditta appaltatrice dei lavori sul Ponte dichiara concluso il suo intervento a favore dello storico manufatto. Si tratta di un elenco molto dettagliato delle mancanze attribuite alla direzione dei lavori, alle carenze del progetto e a tanto altro ancora, il che, a dire della “Vardanega”, avrebbe impedito alla ditta di svolgere come avrebbe dovuto, i propri compiti.. Vediamo alcune delle accuse mosse dall’azienda. “In questi giorni – è scritto nella nota - ed a seguito dell'ingiusta attivazione della procedura di risoluzione contrattuale, abbiamo richiesto al direttore dei lavori alcune precisazioni del progetto nella speranza di poter recuperare, per quanto possibile, una sufficiente operatività del cantiere. Purtroppo, nonostante le ripetute sollecitazioni, non abbiamo avuto alcuna risposta e non possiamo che prendere atto dell'impossibilità a continuare proficuamente i lavori". Si entra quindi nel merito di talune manchevolezze quali “il ponte Bailey (la trave di sostegno dall'alto per il ripristino delle stilate), che non si poteva porre in opera per insufficiente resistenza sia della spalla in sinistra idraulica sia della pila n.2; l'impalcato che doveva essere sollevato di quantità di cui non c'era traccia sul progetto; il legname reperibile sul mercato che non poteva avere l'umidità prescritta dal progetto; il necessario puntellamento delle pile n. 1 e n. 2 imponeva delle modifiche alle travi reticolari di fondazione”. 

Sono molti altri i rilievi mossi all’impianto progettuale. “A fronte di questo quadro desolante di anomalie – spiega la ditta - è del tutto fuori luogo immaginare una possibilità di risoluzione del contratto per grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo, visto che non si può certo imputare all'impresa l'attuale situazione in cui si trova il cantiere. Inutile confermare che l'impresa si opporrebbe in ogni sede ad una risoluzione in danno che certamente sarebbe un abuso e forse per molti potrebbe apparire anche come un maldestro tentativo di rimandare ad una sentenza certamente lontana nel tempo l'assunzione delle responsabilità dell'Amministrazione”.

Alla fine delle contestazioni la ditta appaltatrice presenta al Comune il conto da pagare, vale a dire 1.340.476,59 euro e chiede di risolvere la vicenda agendo in autotutela, vale a dire con una decisione congiunta che non richieda contese di carattere giudiziario. Sarà ben difficile che l’Amministrazione Poletto accolga la richiesta della “Vardanega” per cui ci si devono attendere tempi quanto mai lunghi, sia sotto l’aspetto di una causa civile, sia per quanto concerne la possibilità di affidare entro breve la ripresa dei lavori sul Ponte da parte di un’altra ditta.

Intanto la ditta di Possagno ha fatto sapere che, nei prossimi giorni, dopo le ingiunzioni dell’Amministrazione, toglierà le ture che erano state realizzate per far arrivare nel letto del fiume i mezzi meccanici per i lavori richiesti. L’intervento è indispensabile per evitare danni alle stilate del Ponte, visto che la primavera è considerata come la stagione tipica di piene improvvise.

Ponte vecchio in alto mare<BR>con il Polo Santa (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ma c’è un altro fronte “caldo” nei rapporti fra la Vardanega e l’Amministrazione e cioè il cantiere del Polo Santa Chiara dove prima, nell’ex caserma Cimberle-Ferrari, sorgeva un parcheggio ed ora dovrebbe aprire un nuovo museo. Anche qui i tempi si dilungano e, mentre il titolare chiede il pagamento del primo stato di avanzamento dei lavori, la Direzione, che fa capo allo Studio Pession Associato di Torino, ha risposto che non se ne parla visto che, fin qui, non sono stati rispettati i tempi di avanzamento delle opere di realizzazione del Polo. Anche per quanto concerne questa seconda opera, affidata dal bando comunale alla Vardanega S.r.l., non si sa come andrà a finire.



nr. 17 anno XXIII del 5 maggio 2018

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