NR. 21 anno XXIII DEL 02 GIUGNO 2018
la domenica di vicenza
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«Ecco come Vicenza va cambiata»

Cinque domande su vari temi ai quattro candidati sindaci che non fanno parte delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra

di L.P.

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«Ecco come Vicenza va cambiata»

Si avvicina la tornata elettorale delle amministrative di domenica 10 giugno, quando anche la città di Vicenza sarà chiamata ad eleggere il nuovo sindaco visto che Achille Variati è in scadenza doppio il doppio mandato, iniziato nel 2008. Il portale www.ladomenicadivicenza.it si concentra in questo numero proprio sul capoluogo berico, rivolgendo cinque domande, uguali per tutti, ai quattro candidati sindaco (in rigoroso ordine alfabetico) che non fanno parte delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Ecco le risposte di Filippo Albertin (Potere al Popolo), Leonardo Bano (No privilegi politici), Franca Equizi (Grande Nord) e Andrea Maroso (Siamo Veneto).

 

Quali sono le tre priorità del suo eventuale mandato da sindaco?

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)FILIPPO ALBERTIN (POTERE AL POPOLO): «La prima, rovesciare la piramide del potere a Vicenza: restituire la sovranità ai cittadini e costituire il Comune come parte civile contro le banche che li hanno truffati. La seconda, un piano d'emergenza per la piena occupazione di giovani e meno giovani, attraverso un albo comunale appositamente creato e gestito in prima persona. La terza, una riprogettazione partecipata della città che garantisca vera sicurezza, valorizzazione dello spazio cittadino e promozione sistematica della cultura».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)LEONARDO BANO (NO PRIVILEGI POLITICI): «La nostra lista civica propone come fondamento di base un programma semplice e concreto, attentissimo alle indicazioni dei cittadini, distante dall’essere vana promessa elettorale. 1. Ambiente: un energico e deciso stop al progetto Tac, al passaggio dei pesanti treni merci e treni ad alta capacità, con il conseguente raddoppio della linea ferroviaria esistente all'interno della città: da tempo diciamo che tale progetto non potrebbe alcun beneficio. 2. Sicurezza: tasto dolente di gran parte della cittadinanza, sosteniamo con convinzione che non bisogna soffermarsi al solo degrado dei quartieri al centro a causa dei molti profughi ospitati nella nostra cittadina. Essi rappresentano sin troppo facilmente facile argomento di discussione per una mera ricerca di voti e consenso popolare. Come vigile del fuoco, sarò molto attento alla sicurezza idrica ambientale, pulizia di fiumi, corsi d'acqua e canali di scolo. Riorganizzazione e messa in sicurezza dei passaggi a raso sulle piste ciclabili e riqualificazione della segnaletica stradale. 3. Sociale: come sindaco mi adopererò per riorganizzare i centri di accoglienza diffusi nel territorio, per creare programmi e percorsi di inserimento sociale visto che le persone rappresentano il patrimonio più importante».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)FRANCA EQUIZI (GRANDE NORD): «1. Sociale e sicurezza: basta pensare solo a nomadi e immigrati, assegneremo case popolari e aiuti economici prima ai vicentini con precedenza ad anziani e disabili. Istituiremo in ogni quartiere dei punti di distribuzione gratuita di alimenti non più commerciabili, ma ancora commestibili. Chiusura dei campi nomadi e con l’aiuto dei cittadini ripuliremo la città da delinquenti spacciatori e bande varie, sia con continue retate sia con la video-sorveglianza. Utilizzeremo i Daspo: sarò un sindaco sceriffo. 2. Territorio: stop al consumo del territorio. No all’Alta Velocità, all’inutile bretella e bretellina della Pasubio, al Parco della Pace, revisione del piano degli interventi con i relativi accordi pubblico-privato troppo sbilanciati a favore dei privati. Aggiungo la messa in sicurezza di scuole e impianti sportivi e la chiusura dello sportello unico di Viale Torino con ritorno in Piazza Biade. 3. Commercio: istituzione di parcheggi gratuiti a tempo non solo in centro storico. Stop a nuovi supermercati e tasse ridotte ai negozi di vicinato».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ANDREA MAROSO (SIAMO VENETO): «Le priorità del programma di Siamo Veneto in realtà sono quattro, non tre: sicurezza, mobilità sostenibile, rivitalizzazione del centro storico e sostegno alle fasce più deboli, soprattutto anziani e diversamente abili. 1. Sicurezza: presidio fisso a Campo Marzo, attualmente "Campo sMarzo" e nelle zone più degradate con aumento della presenza di poliziotti locali, attraverso nuovi assunti e meno burocrazia da ufficio. 2. Mobilità sostenibile: incentivi per bici e auto elettriche, car-sarin e bike-sarin ai parcheggi di interscambio, rivoluzione del traffico con sensi unici in entrata e uscita dalla città e sfruttamento delle corsie libere per filobus elettrici e nuove e sicure piste ciclabili. 3. Centro storico: riportare il front office in corso Fogazzaro riqualificando l’area dell'ex Camera di Commercio e cinema Corso, la Biblioteca Bertoliana all’ex Banca d’Italia, l'Università all’ex Tribunale, a cui si aggiunge lo stop alla fuga di servizi e uffici dal centro. 4. Sociale: ridistribuzione del bilancio verso le fasce più deboli: diversamente abili (via tutte le barriere e veri progetti di inclusione e normalità) e anziani».



Qual è l'aspetto principale che la differenzia dalla coalizione di centrodestra e da quella di centrosinistra?

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ALBERTIN: «Queste due realtà hanno governato la città, il Veneto e l'Italia da troppi anni, impoverendo la gente e servendo solo i poteri forti, la speculazione edilizia e la finanza corrotta. Potere al Popolo rappresenta l'unica vera Sinistra in Italia, che oggi intende riportare in prima linea i diritti costituzionali attraverso una modalità democratica, assembleare, libertaria, che coinvolga direttamente il popolo».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)BANO: «LA lista civica No Privilegi Politici, si prefigge di essere un movimento trasversale che raggruppa con fierezza persone di ogni ceto sociale, credo politico ed esperienza lavorativa: in sostanza un gruppo pensato e voluto per rappresentare ogni singolo cittadino. Alla domanda di cosa ci differenzia dalle coalizioni di centrodestra e centrosinistra, rispondo con profonda ed ingenua onestà: noi non abbiamo direttive nazionali e non abbiamo direttive cittadine, ma la gente di Vicenza è al centro di ogni prospettiva».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)EQUIZI: «Vicenza è stata saccheggiata per 20 anni da una classe politica forte con i deboli e debole con i forti. La casta si è chiusa a palazzo gestendo la cosa pubblica come cosa privata e considerando i cittadini sudditi, questo con noi non accadrà. Noi non abbiamo lobby da mantenere e non prendiamo ordini dai poteri forti. La politica per noi è volontariato, niente stipendi e benefit a sindaco e assessori».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)MAROSO: «Noi di Siamo Veneto "difenderemo la città" dalla continua aggressione da parte dello stato italiano subita per 20 anni: base americana imposta dal Ministero della difesa (una cicatrice sul volto di Vicenza), un tribunale abusivo sulla riva di due fiumi, una Fiera (vera gemma per 30 anni dell’operosità vicentina) svenduta agli amici degli amici, una Banca fatta fallire (unico esempio in Italia con Veneto Banca) su preciso mandato della Bce, Bankitalia e Governo Renzi. I partiti italiani subiranno sempre le imposizioni romane. Un discorso a parte merita la battaglia per l’indipendenza del Veneto: ogni anno i vicentini regalano a Roma 320 milioni di euro di surplus, il cosiddetto residuo fiscale e il bilancio del comune attualmente è 117 milioni all’anno. Con l’indipendenza potremmo più che triplicarlo e avremmo risorse sufficienti per tutti i servizi che ci meritiamo e non possiamo avere perché lo Stato ci deruba».

 

Complessivamente quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ALBERTIN: «A differenza di altri, noi non abbiamo fondazioni bancarie e sponsor che ci pagano la visibilità, i teatri, e tutto il marketing politico che imperversa in campagna elettorale. Per quello che è stato necessario fare, come grafica, manifesti, volantini, abbiamo speso circa 500 euro. Il resto è passione, idee, lavoro volontario, coinvolgimento di comitati cittadini, attivisti e soprattutto tanta voglia di rinnovare e migliorare le cose».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)BANO: «Siamo una lista "povera", con grande orgoglio sottolineo questo dato oggettivo: ci autososteniamo con i pochi euro che ogni candidato può permettersi poiché la nostra candidatura non è serva di partiti o ricchi sponsorizzatori. Le nostre spese ad oggi ammontano a poche centinaia di euro».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)EQUIZI: «Il meno possibile, visto che abbiamo messo in bilancio 1000 euro. Stiamo utilizzando i manifesti avanzati delle recenti politiche. Noi non abbiamo e soprattutto non vogliamo soldi da nessuno. Siamo convinti, infatti, che i finanziatori non lo facciano per beneficenza, ma per ben altri scopi».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)MAROSO: «Io personalmente 2.400 euro e 2.400 euro i candidati al consiglio comunale».



A suo parere quali saranno i temi principali di discussione a Vicenza in queste ultime settimane di campagna elettorale?

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ALBERTIN: «La sicurezza, che noi intendiamo basata sul benessere, sulla redistribuzione, sulla coesione, e non su uno sterile prassi poliziesca. La promozione della cultura e del commercio in centro, che noi intendiamo frutto di programmazioni sistematiche e di una nuova e snella mobilità. L'ambiente, inteso come valore irrinunciabile. E certamente il lavoro, che deve essere una priorità assoluta».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)BANO: «Le tematiche nel paniere elettorale sono molte e di diversa natura: tuttavia la nostra priorità è il sottovalutato problema del progetto Tac».

EQUIZI: «Temo che siano solo quelli che interessano i poteri forti locali e alle lobby, non quelli che stanno a cuore alla povera gente».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)MAROSO: «Direi la viabilità assolutamente da rivedere dopo 10 anni di mancata programmazione e progettazione; i grandi temi urbanistici, tra cui il Parco della Pace, sul quale a noi piace l’impostazione della giunta uscente. Sulla Tav noi siamo contrarissimi al progetto attuale, mentre il Menti è assolutamente da riqualificare con una convenzione col privato. La Fiera è un fallimento a 360°, con l'incapacità di fare rete con le altre realtà venete da parte della proprietà. E infine la sicurezza: la mia prima proposta sarà un referendum per l’abolizione dei campi nomadi a Vicenza».

 

Secondo lei alla fine chi sarà eletto sindaco di Vicenza? Questo avverrà al primo turno o al ballottaggio?

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ALBERTIN: «Se verrà eletto un sindaco del centrodestra o del centrosinistra le cose resteranno esattamente come sono. Non sappiamo chi sarà sindaco o se sarà necessario un ballottaggio. Quello che sappiamo è che l'unico sindaco che dovrebbe salire per il bene dei cittadini è quello espressione dei medesimi, ossia quello indicato da Potere al Popolo».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)BANO: «Con molta onestà la domanda non si presta ad una semplice risposta, i fattori in campo sono molti, congruenti e alcuni divergenti tra loro. Siamo ben consci che la lotta dovrebbe essere tra i due centri gravitazionali, Rucco e Dalla Rosa. Il ballottaggio forse sarà la famosa spada di Damocle, ma a quel punto la nostra lista civica risulterà fondamentale».

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)EQUIZI: «Speriamo noi, Vicenza ha bisogno di essere risollevata dopo tanti anni di deturpamento e solo noi riusciremo a farlo con l’aiuto dei nostri datori di lavoro i cittadini. Penso comunque che si andrà al ballottaggio»

«Ecco come Vicenza va cambiata» (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)MAROSO: «Secondo me sarà eletto il candidato che dimostrerà più coraggio nelle proposte proprio perché negli ultimi 10 anni ha vinto la prudenza, fatta eccezione per i temi culturali dove Vicenza ha fatto un balzo avanti come nessuna città veneta. Io mi considero molto coraggioso. Alla fine penso si andrà al ballottaggio e il nostro appoggio andrà proprio al candidato più coraggioso».

 

nr. 20 anno XXIII del 26 maggio 2018

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