NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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L’estate dei Musei civici

Tutti gli appuntamenti

di Gianni Celi

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Tre appuntamenti culturali<br>
per l’estate dei M

Entriamo nel cuore dell’estate e, oltre alla voglia di vacanze al mare , in montagna, in giro per il mondo, nasce anche la voglia di cultura. Ebbene, il Museo civico di Bassano offre, da qui a settembre, tre interessanti appuntamenti. Partiamo da "Abscondita. Segreti svelati delle opere d'arte". È una mostra, questa, che guarda dietro i dipinti ed invita il visitatore a cambiare abitudini e leggere la storia dell'arte attraverso la percezione dei segnali, degli indizi e delle informazioni presenti nel lato b delle opere d'arte. La rassegna, che chiude il tre settembre, è stata curata dalla direttrice dei Musei di Bassano, Chiara Casarin ed è allestita nella Galleria Civica, dedicata al retro delle tele, dei telai e delle cornici di una selezione di opere conservate nelle sale e nei depositi museali.
Tre appuntamenti culturali<br>per l’estate dei M (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)“Circa cento occorrenze di fondamentale interesse storico-artistico tra cui ritratti, paesaggi, nature morte, scene sacre e profane – spiega la direttrice - resteranno invisibili perché girati verso il muro e a raccontare e documentare la loro storia sarà il retro, supporto di informazioni per la conoscenza della storia del dipinto, dell'artista e di coloro che un tempo l'hanno posseduto”.
“La presenza sul retro di informazioni determinanti per la comprensione dell’opera – aggiunge Chiara Casarin - si è rivelata di una ricchezza inaudita e nel panorama internazionale non è mai stato realizzato un progetto espositivo come questo volto a raccontare e documentare l'affascinante storia delle opere, ignota al pubblico che invece ben conosce il fronte”.
Il richiamo ideale che la curatrice propone è al dipinto di Cornelius Norbertus Gijsbrechts, realizzato tra il 1670 e il 1675, oggi patrimonio della National Gallery of Denmark di Copenhagen, raffigurante il retro di una tela dipinto sul davanti. Da quel momento solo la contemporaneità ha dato importanza a questo lato nascosto dell’arte, ma in modalità del tutto diversa rispetto al progetto in corso a Bassano. La Fondazione Prada, con Recto_Verso, ha invitato alcuni tra i più celebri artisti viventi a proporre un’opera realizzata appositamente perché fosse vista “da dietro”.
Vik Muniz ha copiato, realizzandolo fin nei minimi dettagli, il retro di celebri dipinti e alcuni artisti hanno talvolta preferito esporre ciò che avevano dipinto sul retro a causa di un qualche ripensamento.
Osservando ciascuna tela esposta in mostra (i lavori selezionati spaziano dal Tardo Medioevo al Novecento, passando per Da Ponte, Canova, Hayez e Sironi) si entra nel backstage dell'opera penetrando mondi ignoti e finora ignorati inducendo l'osservatore a confrontarsi senza subire le regole della prospettiva e della composizione pittorica. Dai chiodi ai telai, dai cartellini delle mostre in cui è stata esposta, alle dediche, alle tracce dei restauri, ai codici di inventario. Sono tracce che rivelano, a chi le sa decrittare, il percorso nel tempo dell'opera superando la soglia del visibile.
"Se davanti troviamo le invenzioni – conclude la Casarin - dietro c'è un mondo di inventari".
Non solo, vedere il lato nascosto di una collezione pubblica significa concedere allo sguardo del pubblico di insinuarsi fin dove non potrebbe accedere, facendo sentire esperti e privilegiati non solo gli addetti ai lavori, ma tutti gli appassionati d'arte. In Galleria Civica viene così allestito il backstage della mostra con tutto ciò che ha portato alla sua realizzazione e al suo allestimento, ma che, nella normale prassi , viene sempre tassativamente tenuto nascosto al visitatore.
Tre appuntamenti culturali<br>per l’estate dei M (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

Si potrà, invece, visitare in biblioteca fino al prossimo 8 settembre la mostra “Canzoni patriottiche americane tra pacifismo ed interventismo. 1915-1918”. La mostra espone la collezione di partiture musicali risalenti agli anni della Grande Guerra, appartenuta a Giovanni Cecchin, noto anglista e studioso di letteratura americana, autore di numerosi studi sulla partecipazione americana alla Grande Guerra, che alla sua morte ha lasciato alla biblioteca cittadina il suo archivio e molti dei volumi appartenenti alla sua collezione. Un fondo che è in corso di studio e valorizzazione da parte della Biblioteca civica. Primo frutto di questo lavoro è la mostra di una trentina di straordinarie partiture per voce e pianoforte di canti scritti negli Stati Uniti prima dell’entrata in guerra dell’esercito americano, durante e dopo la fine del conflitto. Uno spaccato singolare che mostra come, anche attraverso uno strumento apparentemente “neutrale” come potrebbe sembrare la musica, si potesse fare politica e si cercasse di suscitare il consenso per una o l’altra delle posizioni (quella interventista o quella pacifista) , che avevano diviso l’opinione pubblica americana negli anni dal 1915 alla fine della Grande Guerra. Canzoni popolari americane che affrontavano, direttamente o non, il tema della guerra furono messe sul mercato all’indomani dell’inizio delle ostilità in Europa. Esse rispecchiavano i variabili umori degli americani e il loro atteggiamento verso la guerra, ma anche le esperienze dei soldati americani e di coloro che avrebbero lasciato la patria per recarsi Oltreoceano, dopo che il 2 aprile 1917 gli Stati Uniti presero la decisione di entrare in guerra a fianco dei paesi dell’Intesa. Tra gli autori delle canzoni figurano musicisti come Irving Berlin, Robert Mortimer, Reinald Werrenrath e molti altri compositori di successo, ognuno dei quali seppe interpretare le proprie posizioni politiche con ironia, vivacità e grande libertà di opinione. Le edizioni a stampa di queste musiche, esposte nella mostra, sono di grande impatto, anche per la scelta delle immagini riprodotte nel frontespizio: immagini forti che ritraggono spesso la terribile violenza della guerra, il dolore per la lontananza dagli affetti, ma anche l’eroismo dei soldati americani.

 

Tre appuntamenti culturali<br>per l’estate dei M (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)E, per finire, dopo “Optogenetics” di Michelangelo Penso, “La bellezza dell’inutile” è il nuovo progetto espositivo d'arte contemporanea di Ivan Barlafante pensato appositamente per il Chiostro di San Francesco del Museo Civico che chiuderà il 27 agosto. L’artista è stato selezionato durante la quinta edizione di Level 0, progetto interno ad Art Verona, che ha visto la collaborazione tra i Musei Civici di Bassano del Grappa e la Galleria Michela Rizzo di Venezia. Riflettendo sul rapporto tra dimensione naturale e spirituale, l’esposizione si compone di tre installazioni:  La bellezza dell’inutile (2016), Ogni cosa è al suo posto (2016) e Per quanto sta in noi (2018).
Il chiostro si riconferma così spazio espositivo ‘en plein air’, ponte tra l'arte contemporanea e il patrimonio culturale bassanese, mezzo attraverso cui fluisce il messaggio di questo artista che coniuga materiali di produzione industriale ed elementi naturali. Le sue opere hanno la capacità di interagire con l’osservatore a più livelli , intellettuali ed estetici , e di creare una riflessione sul legame uomo-natura. 

 

nr. 29 anno XXIII del 28 luglio 2018

 

 

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