NR. 37 anno XXIII DEL 20 OTTOBRE 2018
la domenica di vicenza
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La seduzione. Mito e arte nell’antica Grecia

Gallerie d’Italia-Palazzo Leoni Montanari
Contra’ Santa Corona, 25br> Orario: da martedì a domenica 10-18br> Chiude il 13 gennaio 2019br> Mostra a cura di Federica Giacobello

di Maria Lucia Ferraguti

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La seduzione – Mirto e arte nell’antica Grecia

Il progetto espositivo dal titolo “Il Tempo dell’Antico” è dedicato a valorizzare la raccolta di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo, composta da oltre cinquecento reperti rinvenuti nelle antiche sepolture di Ruvo di Puglia. I vasi dipinti furono prodotti dal VI al III secolo a. C. nell’attivo centro antico della provincia di Bari. A rotazione attraverso selezionate opere scelte sulle immagini, sono presentate in esposizioni tematiche.

Su questo patrimonio straordinario di statue, vasi apuli e lucani, a Palazzo Leoni Montanari, Federica Giacobello cura la mostra “La seduzione. Mito e arte nell’antica Grecia”. L’esposizione ricca di quarantadue straordinarie opere figurate permette di leggere il seducente tema anche per il sodalizio con i Musei Archeologici Nazionali di Napoli, presente con tre statue di Afrodite, unito al Museo di Reggio Calabria, che partecipa con un prezioso corredo di oggetti per la bellezza femminile. Le strade della seduzione coinvolgono i sensi, la vista, la bellezza fisica dei corpi, l’ammaliare delle vesti; si avvale dei gioielli, si allea alla parola, diventa potente attraverso il trucco e i profumi. Appartiene per fascino al mondo femminile, riserba dei rischi e nella società greca antica esula dall’ambito della forza maschile. La seduzione è consegnata alla sola occasione del primo incontro d’amore nel matrimonio.

La potLa seduzione – Mirto e arte nell’antica Grecia (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)enza primigenia dell’amore appartiene ad Afrodite ed a Eros che riflette nell’aspetto androgino dal corpo maschile delicate sembianze femminili.

Nella statuaria alle divinità della seduzione e al loro culto sono affidate tre statue di Afrodite. Afrodite di Sinuessa, scultura acefala, dal ventre grande, con il seno poco pronunciato e dalle natiche importanti, con un panneggio che esalta la sua bellezza (attribuita a Prassitele - IV sec. a. C. ). Afrodite Anadyomene,Venere, nata dalla spuma del mare, appare nuda, priva di panneggio (l'inizio del nudo è nel IV secolo) esprime un potere maggiore mentre si strizza i capelli. Aumenta la seduzione Afrodite, nella statuetta di bronzo dalle piccole dimensioni che, per bagnarsi, si slaccia il sandalo, (1 sec. a. C- 1 sec. d.C.), un gesto espressivo di fascinazione e di grande sensualità. Il potere della seduzione è ben reso, nel percorso espositivo, da Elena di Sparta, espressione del potere che la bellezza può esercitare ed anche del rischio per i danni da lei causati.

Di lei, la bellissima ed essa stessa anche vittima, raccontano le straordinarie pitture vascolari nella seconda sezione della mostra, che descrivono inoltre gli amorosi legami con seduttori maschili, Paride e Adone, amato da Afrodite, consegnati per l’eccessiva attenzione ai piaceri della femminilità.

La seduzione trova alleanza con la parola persuasiva ed ingannatrice che ha espressione nel canto mortifero delle Sirene nel viaggio di ritorno a Itaca di Ulisse. La seduzione entra nella casa, nelle scene d’amore, coinvolge nell’ambito amoroso i momenti, si avvale di abiti e di gioielli, acconcia i capelli. Nei suoi codici linguistici si esprimono il ventaglio, il flabello, un dono aristocratico e si concentrano gli ombretti colorati e i profumi. Due specchi di bronzo, oggetti rarissimi provenienti da una sepoltura di Locri, dal manico a forma di lira e di sirena, arrivano a noi spezzati per osteggiare i profanatori di tombe: accompagnano la bellezza del volto femminile nell’aldilà.

Catalogo edito da Marsilio Editori.

La seduzione – Mirto e arte nell’antica Grecia (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)





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